Presentazione della Rubrica “Infanzia e Adolescenza”

Dicembre 16th, 2008 admin Posted in Infanzia e Adolescenza | No Comments »

A cura di Giovanni Caputo

Ringrazio il comitato editoriale per avermi offerto l’interessante possibilità di curare questa rubrica che si occupa di infanzia e adolescenza.

Dopo un’ iniziale entusiastica approvazione, mi sono accorto che gli argomenti che dovevo affrontare erano svariati e complessi. Molto spesso si cade nella trappola di voler fare tutto o avere la presunzione di conoscere ogni cosa, rischiando di creare confusioni e dissensi.

Gestire una rubrica così ampia e articolata è cosa assai ardua. È proprio in quest’ottica che nasce l’idea di coordinare questa rubrica “Infanzia e Adolescenza” facendomi supportare in questo difficile percorso da colleghi professionisti che con me condividono il concetto che la divulgazione di informazioni e conoscenze è fonte di arricchimento.

Ai lettori che si avvicineranno a questa rubrica voglio ricordare che dietro ogni singolo articolo esiste un gruppo di lavoro che ha dato il suo contributo per valutare le proposte, proporre nuove idee, mettere a disposizione di tutti le proprie conoscenze condividendo saperi.

La psicologia evolutiva è in rapido progresso grazie a una serie di studi che provengono da vari settori: dalla psicoanalisi al cognitivismo, dalla neurobiologia alla neuropsicologia. Il bambino prima considerato un soggetto passivo ha assunto, nel corso degli anni, e già da periodo piagetiano, sempre più la veste di individuo attivo sul quale è necessario soffermare la nostra attenzione.

Dalla consapevolezza di ricercatori e studiosi nasce l’esigenza di ipotizzare progetti di vita con la certezza che interventi precoci possano aiutare bambini e adolescenti. Difatti, oggi lo psicologo è chiamato ad assolvere più funzioni a vario titolo (formatore, clinico, ricercatore, psicoterapeuta) e a intervenire su molteplici disagi che il bambino e l’adolescente si trovano a sperimentare. I campi di intervento sono diversi ed ognuno di essi necessita di una formazione specifica sia che si parli di Scuola, di Nucleo Familiare e Sociale, sia che si parli di riabilitazione.

In questa rubrica ci occuperemo di svariati problemi riguardanti l’età evolutiva che vanno dalla nascita all’adolescenza. La necessità di trattare i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, in una rubrica che si occupi esclusivamente di queste importanti tappe di sviluppo della persona, è dettata dalla consapevolezza che i problemi psicologici presenti in questa fase di vita sono determinati dall’ambiente familiare e dal contesto sociale. Il più delle volte, modificando e intervenendo sulle relazioni intra-familiari e sulle eventuali problematiche genitoriali, è possibile ottenere significativi cambiamenti sulla situazione psicologica del bambino e/o dell’adolescente. Inoltre le strategie terapeutiche sono variegate e solitamente diverse rispetto a quelle adottate per gli adulti, sia per il linguaggio che noi professionisti utilizziamo, sia per il tipo di relazione che cerchiamo di instaurare, sia per le tecniche di intervento.

Infanzia e adolescenza intende, quindi, essere una rubrica che cerca di dare un’attenzione particolare al bambino e all’adolescente sia normodotato e che diversamente abile, considerando i contesti familiari e sociali, i legami di attaccamento, gli aspetti relazionali, psicologici, neuropsicologici, e cognitivi.

Il nostro intento è quello di fornire spunti di riflessione, offrendo ai lettori strumenti di valutazione e di diagnosi per contribuire a comprendere meglio le dinamiche psicologiche e interrompere cicli disfunzionali e/o patologici.

Riassumendo la rubrica Infanzia e Adolescenza nasce con l’intento di offrire al lettore:

  • informazioni sui processi neuropsicologici in età evolutiva;

  • ricerche, strategie di intervento e riflessioni sulla teoria dell’attaccamento in contesti normali e patologici;

  • riferimenti sui recenti sviluppi teorici e tecniche d’intervento sulle psicopatologie e le disabilità in età evolutiva;

  • aggiornamenti sulla psicologia dell’infanzia e adolescenza;

  • possibilità di confronto e crescita tra professionisti e utenti.

È con tali presupposti che apro al pubblico la rubrica Infanzia e Adolescenza e colgo l’occasione di ringraziare i colleghi che hanno accettato entusiasti la mia proposta. Un grazie va a Massimiliano Conson e Sara Salzano perché cureranno l’aspetto neuropsicologico in età evolutiva, Sergio Gatto e Dalila Esposito perché si occuperanno della normalità e della patologia nell’attaccamento, Paolo Maietta e Giovanni Ippolito che offriranno il loro contributo per valorizzare il complesso mondo della disabilità e in particolare dell’autismo.

Il nostro gruppo di lavoro inaugura questa rubrica con tre articoli proprio sugli argomenti sopra citati.

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Editoriale

Novembre 23rd, 2008 admin Posted in Editoriali | No Comments »

di Federico Zanon

Con questo primo editoriale, comincio ufficialmente la coordinazione di AP Magazine. Non c’è molto da dire: Luigi D’Elia, che ha diretto la rivista dalla sua creazione fino ad oggi, mi ha lasciato in consegna uno spazio che ha ormai una ricchezza e una chiara connotazione all’interno dell’attività di Altrapsicologia e nel panorama delle riviste on-line di psicologia in Italia.

La ricchezza è nel gruppo redazionale, negli oltre 100 articoli presenti sul sito, nelle rubriche che coprono campi importanti del sapere psicologico. Ma è anche nei 35.000 lettori, per la maggior parte psicologi, che leggono gli articoli di AP magazine e sono iscritti alla nostra newsletter.

E la chiara connotazione è nel carattere della rivista: on-line e non cartacea, per avere facile e veloce accesso a tutto il materiale pubblicato; con articoli brevi, di taglio divulgativo ma rigoroso, corredati generalmente da rimandi bibliografici che consentono di approfondire i settori di interesse; ma soprattutto, una rivista open, totalmente gratuita, governata dal copyleft, come poche altre riviste specialistiche in psicologia.

Una rivista, infine, strettamente connessa con la professione e con l’applicazione. I collaboratori sono psicologi professionisti, che della psicologia hanno fatto il loro mestiere e che ci regalano, è davvero il caso di dirlo, conoscenze provenienti dal campo operativo.

Il mio augurio e il mio impegno è quello di proseguire il lavoro iniziato da Luigi e dai collaboratori, contribuendo a migliorare la rivista in termini di qualità e quantità dei contributi pubblicati, e mantenendo lo spirito open con cui questa impresa collettiva è iniziata.

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“Ricordati di Me”: recensione al film.

Ottobre 28th, 2008 admin Posted in Le recensioni di AP Magazine, Psicologia dell'audiovisivo | No Comments »

Destino o libertà? Il lacerante contrasto tra due modalità di esistenza

Serena Grasso

Duro ed estremista, ma piuttosto realistico si rivela il film di Muccino “Ricordati di me”: le telecamere ricordano quelle del Grande Fratello che con il suo occhio scruta le vicende dei personaggi che recitano le loro vite reali in uno show televisivo. Nel film si rivela un paradosso: vivere la propria vita recitandola.
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I Disturbi Pervasivi dello Sviluppo

Ottobre 25th, 2008 admin Posted in Infanzia e Adolescenza | 2 Comments »

Autori
Paolo Maietta,
psicologo ad orientamento cognitivo comportamentale. Coordinatore attività riabilitative e di integrazione sociale presso comune di Napoli. Ideatore della TMA (Terapia Multisistemica in Acqua).
Giovanni Ippolito,
psicologo ad orientamento sistemico relazionale, psiconcologo, Dirigente Psicologo della Polizia di Stato,. Ideatore della TMA (Terapia Multisistemica in Acqua)

Abstract
Da quando Eugen Bleuler (1911) coniò la parola autismo, varie sono state le teorie che hanno cercato di mettere in evidenza il funzionamento, le anomalie ed i deficit dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo. Inoltre, diversi sono stati i modelli d’intervento che si sono evoluti nel corso di questi anni. Si è giunti alla conclusione che, nella pratica clinica, serve più di una teoria per poter comprendere l’unicità di funzionamento di un soggetto con Disturbo Pervasivo dello Sviluppo.

I nuovi approcci terapeutici sono in accordo con teorie che giungono da diversi ambiti di ricerca, come le neuroscienze, le terapie cognitivo comportamentali, la pedagogia speciale.

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La religione come risorsa discorsiva nell’esperienza di invecchiamento

Ottobre 21st, 2008 admin Posted in Psicologia gerontologica | No Comments »

Giuseppe Mininni – Rosa Scardigno
Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Bari

ABSTRACT

La religione come risorsa per facilitare la comunicazione con il paziente anziano, in un articolo denso di riferimenti operativi per lo psicologo che si occupa di invecchiamento.

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A proposito di spendibilità delle competenze dello psicologo

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Editoriali, Speciale "Le competenze dello psicologo" | 5 Comments »

LE COMPETENZE DELLO PSICOLOGO

Indice

In questo Speciale:

q       La competenza della Diagnosi Psicologica di Piero Porcelli

q       Il Burn Out in RSA breve saggio di Elisa Ragagliolo

q       Gruppi di Genitori: Epistemologia e Metodo di Fiora Pezzoli e Nadia Tagliaferri

q       Gli Psicologi e la 180. Un profilo di competenze di Luigi D’Elia e Felice Torricelli

q       Arteterapia e disabilità di Federico Zanon

q       Lo Psicologo nelle Residenze per Anziani di Umberto Lamberti

q       La Psicologia dell’Emergenza di Alberta Volpe

q       Il ruolo dello Psicologo nella Pet-therapy di Caterina Di Michele

q       Terapia Multisistemica in acqua e autismo di G. Caputo, G. Ippolito, P. Maietta

q       Lo psicologo e gli audiovisivi di Stefano Paolillo

 

EDITORIALE

A proposito di spendibilità delle competenze dello psicologo
Luigi D’Elia
Il nuovo Speciale di AP-Magazine, giunto al suo terzo numero, affronta un nodo per tutta la nostra comunità professionale, quello della spendibilità sociale delle nostre variegatissime competenze.
I contributi qui contenuti trattano ovviamente solo una minima parte di quanto la nostra professione può mettere in campo, uno spaccato indicativo. Abbiamo voluto/potuto presentare solo una piccola parte della nostra versatilità in aree di attività note e meno note, ed il lettore può osservare, scorrendo l’indice del numero, quanto ampio possa essere il potenziale range di azione di uno psicologo sia sui territori più tradizionali (diagnosi), sia sulle aree di confine (arteterapia, pet-therapy, comunicazione, anziani, istituzioni di cura, gruppi, etc.).
Il punto relativo alle aree proprie e di confine delle competenze dello psicologo professionale è da sempre - da quando, cioè, esiste la professione - un punto irrisolto e mai affrontato con la necessaria determinazione scientifica e politica.
Le ultime vicende relative alla psicodiagnosi, alla sicurezza sul lavoro, alla psicologia scolastica (per citare solo le principali) hanno ancora una volta riproposto le solite, vecchie, lacune legislative e normative che in realtà corrispondono ad altrettanti vuoti culturali, e inadempienze politiche, purtroppo presenti da sempre dentro e fuori la nostra professione. Una sorta di vulnus originario che riemerge ogni qual volta a fronte di una pressante domanda sociale (di prevenzione, di cura, di benessere) gli psicologi si confrontano con ogni genere di concorrente, quasi sempre non altrettanto qualificato (e a volte francamente inqualificabile!), sulla medesima offerta di servizi.
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Il Burn Out in RSA

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Psicologia gerontologica, Speciale "Le competenze dello psicologo" | No Comments »

Il Burn Out in RSA
- Breve saggio -
Dr.ssa Elisa Regagliolo

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SCARICA IL BREVE SAGGIO

INTRODUZIONE

«Quando cerco di descrivere ad altri la mia esperienza, uso la metafora della teiera. Come una teiera, ero sul fuoco e l’acqua bolliva; lavoravo sodo per gestire i problemi e fare del mio meglio. Ma dopo vari anni l’acqua era tutta evaporata e tuttavia io ero ancora sul fornello; una teiera bruciata che rischiava di spaccarsi.»
Carol B. Assistente sociale

(Maslach, 1992)

PARTE 1

La sindrome di burn-out è stata individuata da decenni, ma in realtà è ancora poco riconosciuta nei contesti lavorativi, in cui quotidianamente gli operatori sono a contatto con altre persone e si fanno carico della loro assistenza, a seconda delle diverse professionalità. Sono presenti opinioni e convinzioni errate relativamente questa malattia professionale: infatti la tendenza generale è quella di sopravvalutare l’importanza dei fattori personali che possono esporre il singolo al rischio di tale patologia, e contemporaneamente a sottovalutare l’importanza dei fattori situazionali. La letteratura ha invece dato ampio rilievo alla prospettiva secondo cui il burn-out è strettamente legato a fonti situazionali di stress cronico, a tensioni eccessive e prolungate in ambito lavorativo e al rapporto interpersonale. Indubbiamente i fattori di personalità acquistano importanza perché definiscono le modalità attraverso le quali ognuno interpreta, analizza e reagisce a tali contesti, ma non ne sono le componenti determinanti.
Nell’ambito di questo lavoro ci si propone di analizzare la definizione di burn-out, di definire le diverse variabili che sono chiamate in causa e la sintomatologia legata all’insorgenza della sindrome. In secondo luogo, si analizzerà quanto è proposto in letteratura per curare e prevenire il burn-out, concludendo con una lettura a livello istituzionale, secondo il Piano sanitario nazionale 2003-2005 in cui la sindrome del burn-out è riconosciuta tra le malattie professionali emergenti. Read the rest of this entry »

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La competenza della Diagnosi Psicologica

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Speciale "Le competenze dello psicologo", Tutto quello che avreste voluto sapere su... | 2 Comments »

Piero Porcelli

Servizio di Psicodiagnostica e Psicoterapia
IRCCS gastroenterologico “S. de Bellis”
Castellana Grotte (Bari)
porcellip@mail.media.it

Ringraziamo l’autore e la SIPSOT (http://www.sipsot.it)  per averci concesso la pubblicazione

Cornice normativa di riferimento

La diagnosi psicologica può essere considerata un aspetto fondativo della professione dello psicologo. Vi sono almeno due riferimenti normativi “forti” che conferiscono alla diagnosi psicologica tale carattere fondativo. Il primo lo si trova nell’art.1 della Legge 56/89 in cui vengono definiti gli ambiti professionali che caratterizzano e specificano la professione: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi per la prevenzione, la diagnosi, le attività di riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità” (il corsivo è mio) [1]. Il secondo è nell’art.21 del Codice Deontologico dove si dice che “lo psicologo è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo a soggetti estranei alla professione stessa” (il corsivo è mio) [2].
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Gruppi di Genitori: Epistemologia e Metodo

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Speciale "Le competenze dello psicologo" | 1 Comment »

Si tratta di un’esposizione sintetica del lavoro, più ampio ed organico, pubblicato da Franco Angeli in F. Pezzoli (2006), Gruppi di genitori a conduzione psicodinamica. Dall’esperienza clinica alla sistematizzazione teorica e in F. Pezzoli (2007), Gruppi di genitori: un cambio di prospettiva nella rivista “Gruppi nella clinica, nelle istituzioni, nella società” Vol. IX n° 1 Gennaio - Aprile, pagg . 47-59.

di Fiorella Pezzoli e Nadia Tagliaferri

Le trasformazioni sociali del nostro tempo hanno investito la famiglia di una tale quota di mutazioni da stimolarne una ridefinizione di senso sia formale sia sostanziale. Ci riferiamo: al cambiamento del rapporto uomo/donna in relazione alle modificazioni economico-culturali avvenute dalla seconda parte del secolo scorso in poi; alla crescente frequenza di separazioni e divorzi con la nascita di famiglie ricomposte; alle famiglie costituite da più appartenenze etniche e religiose; alla medicalizzazione del parto, all’introduzione di nuove tecniche procreative e allo spostarsi in avanti del momento temporale della procreazione; all’ampliamento dei tempi degli iter formativi e dell’inserimento per lo più instabile nel mondo del lavoro.
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Gli Psicologi e la 180. Un profilo di competenze

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Speciale "Le competenze dello psicologo" | 2 Comments »

Gli Psicologi e la 180
Un profilo di competenze

Luigi D’Elia* – Felice Torricelli**

Contestualizzazione storico-politica

Dopo la Legge 180 del 1978 la cosiddetta Salute Mentale diventa obiettivo specifico del Servizio Sanitario Nazionale. Uno dei principi chiaramente espressi negli obiettivi della Legge 833/78, che recepisce la 180, è che occorre privilegiare “il momento preventivo e inserendo i servizi psichiatrici nei servizi sanitari generali in modo da eliminare ogni forma di discriminazione e di segregazione pur nella specificità delle misure terapeutiche, e da favorire il recupero ed il reinserimento sociale dei disturbati psichici” (Titolo III art. 2 comma g).
La società italiana e gli operatori del settore si sono ritrovati, 30 anni fa, a capovolgere la cultura “im-munitaria” che ispirava fino ad allora la relazione con la sofferenza psichica severa con una cultura “co-munitaria” fino ad allora assolutamente assente o largamente minoritaria nel tessuto sociale. L’obiettivo di fondo era quello di costruirla a partire dall’assunzione sociale del disagio da parte di tutti i soggetti in campo, a partire dai servizi pubblici e privati. Un compito davvero difficile soprattutto perché alla sua definizione si era arrivati senza che il dibattito intorno alla psichiatria coinvolgesse realmente il Paese.

Ancora oggi l’organizzazione dei nostri servizi per la Salute Mentale porta lo stigma di quella mancata elaborazione.
Nel 1978, infatti, la cultura basagliana dell’apertura dei cancelli e dell’abbattimento dei muri dei manicomi era stata accolta solo da una minoranza illuminata e in gran parte politicamente orientata di operatori: la parte restante degli operatori della salute mentale (forse la maggior parte) continuava a lavorare utilizzando quotidianamente la contenzione fisica, l’elettroshock, le docce fredde, e ciò nel chiuso dei reparti e senza alcun contatto con l’esterno.
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Arteterapia e disabilità

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Arteterapia, Speciale "Le competenze dello psicologo" | Comments Off

Una proposta per definire obiettivi terapeutici per gli atelier di arteterapia nei centri di riabilitazione per disabili

AUTORE:
Federico Zanon, Specialista in Psicologia Clinica, Psicoterapeuta, Arteterapeuta presso: CEOD “La Casa Rossa”; Centro Dirno “Dicembre ‘79”; Centri Salute Mentale 3, Padova.

Introduzione

Le tecniche di arteterapia pittorica sono applicabili a pazienti con forme di disabilità di livello media o grave, con il coinvolgimento della funzionalità psichica e fisica? E con quali obiettivi terapeutici?

I centri che si occupano di riabilitazione ed educazione di persone con patologie invalidanti sul piano psichico e motorio sono una realtà molto consolidata in Italia. A tali centri si accede generalmente dopo un percorso scolastico che ha portato all’acquisizione, durante l’età evolutiva, di diverse abilità di base. L’obiettivo generale che i centri diurni (CEOD) si prefiggono è quello di accogliere la persona con disabilità, conoscere e monitorare il quadro di abilità funzionale ed indirizzarla verso un progetto di vita personalizzato che includa il raggiungimento del massimo benessere e della massima autonomia compatibile con la situazione clinica.

L’arteterapia si inserisce in questo contesto come un’attività autonoma, ma armonizzata all’insieme delle attività e degli obiettivi a livello del gruppo e delle singole persone accolte. Una definizione di obiettivi dovrebbe dunque tenere conto di entrambi i livelli, ed è esperienza comune di chi opera nei CEOD che la richiesta dell’equipe di lavoro è di questo tipo.
Propongo dunque in questo articolo una mappatura generale degli obiettivi che ogni arteterapeuta dovrebbe avere presente quando conduce atelier di arteterapia con persone accolte nei CEOD, con l’avvertenza di considerare questa proposta come un minimo comun denominatore, necessario a garantire un intervento qualitativamente sufficiente ma non esaustivo di tutti gli obiettivi perseguibili o raggiungibili con l’Arteterapia.
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Lo Psicologo nelle Residenze per Anziani

Giugno 8th, 2008 admin Posted in Psicologia gerontologica, Speciale "Le competenze dello psicologo" | 4 Comments »

Presentazione dell’autore

Umberto Lamberti,
44 anni, risiede in provincia di Treviso, laurea in psicologia a Padova, tirocinio in ambito clinico.
Esperto in psicologia dell’invecchiamento, lavora come coordinatore e responsabile di servizi socio-sanitari in strutture protette per anziani dal 1996, psicologo in casa di riposo dal 2003, master di II° livello in psicologia gerontologica, specializzando in psicologia del ciclo di vita alla facoltà di psicologia a Padova.
Cura per AltraPsicologia la rubrica di psicologia gerontologica e presso gli enti locali e regionali promuove la figura dello psicologo nei servizi sociosanitari per gli anziani.

Lo psicologo nelle residenze per anziani è poco diffuso in Italia, tuttavia in questi ultimi anni sembra in espansione. Ci puoi raccontare il tuo percorso di inserimento professionale?

Era il 1996. Avevo appena terminato il tirocinio. L’avevo svolto per un’anno in un’azienda sociosanitaria del pordenonese. Per trascorre il ben noto anno di purgatorio della professione io e la mia fidanzata, entrambi psicologi, affittammo una casettina lì vicino e riuscimmo a consumare tutti i nostri risparmi, già prosciugati dai 5 anni di laurea. Oltre all’affitto infatti dovevamo anche vivere, e i nostri genitori spesso ci chiedevano come facevamo ad andare avanti…noi senza dire nulla riguardo ai particolari mangiavamo caffelatte a colazione, pasta al sugo di pomodoro per il pranzo, formaggio e patate la cena. Non di rado cedevamo alle generose offerte dei genitori con le quali potevamo andare a comprare una bistecca o la pizza la domenica.
Nella azienda sociosanitaria avevamo trovato tutti i servizi e le strutture che ci interessavano per il tirocinio: il consultorio familiare, il centro di salute mentale, la residenza sanitaria assistenziale psichiatrica, il reparto di diagnosi e cura psichiatrica ospedaliera. Eravamo e ci sentivamo finalmente psicologi clinici. E questo ci appagava tanto la bocca e il cuore ma…avevamo un sacco di spese e tanto bisogno di soldi, di autonomia e indipendenza. Read the rest of this entry »

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