A cura di Giovanni Caputo
Ringrazio il comitato editoriale per avermi offerto l’interessante possibilità di curare questa rubrica che si occupa di infanzia e adolescenza.
Dopo un’ iniziale entusiastica approvazione, mi sono accorto che gli argomenti che dovevo affrontare erano svariati e complessi. Molto spesso si cade nella trappola di voler fare tutto o avere la presunzione di conoscere ogni cosa, rischiando di creare confusioni e dissensi.
Gestire una rubrica così ampia e articolata è cosa assai ardua. È proprio in quest’ottica che nasce l’idea di coordinare questa rubrica “Infanzia e Adolescenza” facendomi supportare in questo difficile percorso da colleghi professionisti che con me condividono il concetto che la divulgazione di informazioni e conoscenze è fonte di arricchimento.
Ai lettori che si avvicineranno a questa rubrica voglio ricordare che dietro ogni singolo articolo esiste un gruppo di lavoro che ha dato il suo contributo per valutare le proposte, proporre nuove idee, mettere a disposizione di tutti le proprie conoscenze condividendo saperi.
La psicologia evolutiva è in rapido progresso grazie a una serie di studi che provengono da vari settori: dalla psicoanalisi al cognitivismo, dalla neurobiologia alla neuropsicologia. Il bambino prima considerato un soggetto passivo ha assunto, nel corso degli anni, e già da periodo piagetiano, sempre più la veste di individuo attivo sul quale è necessario soffermare la nostra attenzione.
Dalla consapevolezza di ricercatori e studiosi nasce l’esigenza di ipotizzare progetti di vita con la certezza che interventi precoci possano aiutare bambini e adolescenti. Difatti, oggi lo psicologo è chiamato ad assolvere più funzioni a vario titolo (formatore, clinico, ricercatore, psicoterapeuta) e a intervenire su molteplici disagi che il bambino e l’adolescente si trovano a sperimentare. I campi di intervento sono diversi ed ognuno di essi necessita di una formazione specifica sia che si parli di Scuola, di Nucleo Familiare e Sociale, sia che si parli di riabilitazione.
In questa rubrica ci occuperemo di svariati problemi riguardanti l’età evolutiva che vanno dalla nascita all’adolescenza. La necessità di trattare i problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, in una rubrica che si occupi esclusivamente di queste importanti tappe di sviluppo della persona, è dettata dalla consapevolezza che i problemi psicologici presenti in questa fase di vita sono determinati dall’ambiente familiare e dal contesto sociale. Il più delle volte, modificando e intervenendo sulle relazioni intra-familiari e sulle eventuali problematiche genitoriali, è possibile ottenere significativi cambiamenti sulla situazione psicologica del bambino e/o dell’adolescente. Inoltre le strategie terapeutiche sono variegate e solitamente diverse rispetto a quelle adottate per gli adulti, sia per il linguaggio che noi professionisti utilizziamo, sia per il tipo di relazione che cerchiamo di instaurare, sia per le tecniche di intervento.
Infanzia e adolescenza intende, quindi, essere una rubrica che cerca di dare un’attenzione particolare al bambino e all’adolescente sia normodotato e che diversamente abile, considerando i contesti familiari e sociali, i legami di attaccamento, gli aspetti relazionali, psicologici, neuropsicologici, e cognitivi.
Il nostro intento è quello di fornire spunti di riflessione, offrendo ai lettori strumenti di valutazione e di diagnosi per contribuire a comprendere meglio le dinamiche psicologiche e interrompere cicli disfunzionali e/o patologici.
Riassumendo la rubrica Infanzia e Adolescenza nasce con l’intento di offrire al lettore:
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informazioni sui processi neuropsicologici in età evolutiva;
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ricerche, strategie di intervento e riflessioni sulla teoria dell’attaccamento in contesti normali e patologici;
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riferimenti sui recenti sviluppi teorici e tecniche d’intervento sulle psicopatologie e le disabilità in età evolutiva;
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aggiornamenti sulla psicologia dell’infanzia e adolescenza;
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possibilità di confronto e crescita tra professionisti e utenti.
È con tali presupposti che apro al pubblico la rubrica Infanzia e Adolescenza e colgo l’occasione di ringraziare i colleghi che hanno accettato entusiasti la mia proposta. Un grazie va a Massimiliano Conson e Sara Salzano perché cureranno l’aspetto neuropsicologico in età evolutiva, Sergio Gatto e Dalila Esposito perché si occuperanno della normalità e della patologia nell’attaccamento, Paolo Maietta e Giovanni Ippolito che offriranno il loro contributo per valorizzare il complesso mondo della disabilità e in particolare dell’autismo.
Il nostro gruppo di lavoro inaugura questa rubrica con tre articoli proprio sugli argomenti sopra citati.







