Presentazione della rubrica sulla psicologia dell’audiovisivo
di Stefano Paolillo
La psicologia in oltre un secolo è andata progressivamente affermandosi, acquistando una collocazione propria nelle varie società. In virtù della sua storia ha dovuto confrontarsi da subito con la medicina occidentale di cui è stata in parte emanazione. Freud era un medico e tutta la sua opera e teoria ha risentito di questa impostazione. Nel corso dei decenni, però, gli studi psicologici sono evoluti ponendo al centro della propria azione il benessere delle persone, tanto come singoli quanto come individui. Tutte le attività umane sono diventate campo di intervento per gli psicologi e progressivamente si sono dischiusi nuovi panorami: basti pensare all’elenco delle rubriche proprio nel sito di AltraPsicologia, con branche come la psicologia gerontologia o la etnopsicologia. La mia intenzione è di proporre, a tutti coloro che ne fossero interessati, un nuovo terreno su cui costruire attività di analisi e d’azione, ovvero la Psicologia dell’Audiovisivo.
Alcuni cenni autobiografici possono aiutare a comprendere meglio il raggio d’azione di uno psicologo dell’audiovisivo. Nel corso della mia lunga carriera di studente di psicologia, riesco a vincere una selezione presso la RAI come operatore di ripresa. Da allora lavoro quotidianamente nella tanto bistrattata “televisione” coniugando costantemente, però, il mio interesse per la psicologia. Lavorando a stretto contatto con quel mondo, è lentamente emersa la sensazione che nel mondo del lavoro potrebbero essere ben spese le conoscenze della psicologia. Ciò è ancora più evidente se si cominciano a vedere i vari personaggi del mondo dell’audiovisivo come delle persone e non solo come dei personaggi: ecco che ci troviamo a confrontarci sul campo con il narcisismo, la depressione o la stima sé e con tutte quelle manifestazioni della personalità su cui si lavora abitualmente, ad esempio anche in una psicoterapia.
Lo spettro di interventi si allarga ulteriormente se, oltre a immaginare interventi per “chi fa” audiovisivi, si prende in considerazione l’uso dell’audiovisivo come strumento o interfaccia per i normali campi di intervento della psicologia. La telecamera e la videoregistrazione vengono già usate da tempo nella psicoterapia e nella psichiatria, come anche nella formazione o nel marketing.
Facciamo qualche esempio. Vi sono psicoterapeuti che introducono la telecamera nelle terapie di gruppo o familiare usandola come punto di vista “altro”, cercando di innescare specifici aspetti della personalità. Altri psicologi partecipano al casting di programmi televisivi (vedi il “Grande Fratello”), mentre altri ancora usano i video per i loro workshop destinati alla formazione di quadri e dirigenti aziendali. Altri consigliano ad alcuni pazienti la visione di specifici film per introdurli al confronto su particolari dinamiche; altri ancora sono consulenti nella realizzazione di spot pubblicitari.
Esiste un’ulteriore prospettiva della psicologia che io amo definire quella dello “psicologo faber”, ovvero dello psicologo che assume ruoli già esistenti ma affrontandoli con tutto il suo patrimonio di conoscenze psicologiche. Nel campo degli audiovisivi ciò può tradursi nella possibilità di coniugare psicologia e creatività, facendo il regista. Oppure di dedicarsi ad attività informative (magari rimanendo psicologi e non diventando necessariamente giornalisti) o di affiancamento a colleghi che operano nel Terzo settore.
Alle spalle di tutte le possibilità a cui ho accennato, esiste la considerazione che tutto il mondo che viviamo è permeato dall’audiovisivo. Abbiamo ore e ore di cinema e televisione alle spalle e possediamo una raffinata comprensione della comunicazione audiovisiva: anzi, in alcuni casi, una padronanza superiore a quella verbale (è opinione diffusa che siamo di fronte ad un fenomeno di analfabetismo di ritorno). Fenomeni come il consumo crescente di video sulla rete, con fenomeni come YouTube o i videoblog su MySpace ne sono un esempio.
La psicologia dell’audiovisivo è, a mio parere, una delle discipline che nel grande flusso della Psicologia può avere interessanti prospettive lavorative e intellettuali. Analizzeremo in futuro i tanti aspetti che la compongono.
Stefano Paolillo
spaolillo@tiscali.it