Plasticità e Compensazione del Cervello Senile. Le Modificazioni Corporee nell’anziano

Settembre 9th, 2007 admin Posted in Psicologia gerontologica No Comments »

Umberto Lamberti

        Questa rubrica si pone il compito di trasmettere informazioni e conoscenze di livello psicologico per contribuire allo sviluppo di una più consapevole cultura geragogica.

        Gli anziani sono oggi considerati una categoria di emarginazione sociale e sono oggetto di numerosi stereotipi, quali ad es. “non apprendono né cambiano in meglio”, “invecchiamento e demenza sono grosso modo la stessa cosa”, “da vecchi si diventa egocentrici, testardi e fastidiosi”, “ad una certa età non si vive più la sessualità o in maniera distorta”, “l’ intervento psicologico non serve all’ anziano”,  “ad una certa età è meglio morire che penare per tanti anni”, “piuttosto che dipendere dagli altri o che mi portiate al ricovero mi sparerò un colpo” ecc…
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        L’individuo, giovane, adulto o anziano, vive la vecchiaia interiorizzando l’immagine, anche negativa, che gli altri hanno di essa. Con il tentativo di modificare questa immagine sociale negativa ritengo possibile creare per i lettori, tramite lo spazio messo a disposizione da Altra Psicologia, un’immagine “altra” del soggetto anziano, più vicina alla realtà quotidiana, più rispondente alle reali abilità possedute e ai vissuti percepiti dall’individuo mentre invecchia.

        Tutto invecchia, in particolar modo gli organi vitali, ma non sempre la parte finale di questo processo riserva esclusivamente dolore e sofferenza, inutilità e insignificanza; stati d’animo peraltro, già presenti nell’individuo in età infantile e adulta.

        Con questo articolo esamineremo le modificazioni a livello degli apparati e delle funzioni senso-motorie, che principalmente riguardano:

·        il sistema dei tessuti corporei: c’è atrofia, riduzione della massa muscolare e della elasticità; ne consegue l’aumento della probabilità di fratture, la diminuzione della forza muscolare e della resistenza allo sforzo.

·        il sistema gastrointestinale: diminuisce il metabolismo e la nutrizione, ci sono difficoltà di escrezione liquida e quindi di evacuazione.

·        il sistema cardiovascolare: diminuisce l’elasticità dei vasi e il ritmo, e l’irrorazione sanguigna nei tessuti e la risposta allo sforzo.

·        il sistema respiratorio: diminuisce la tolleranza allo sforzo, aumenta la sensibilità alle infezioni.

·        il sistema urogenitale: c’è instabilità vescicale, disidratazione, problemi alla minzione.

·        il sistema epidermico: diminuisce l’elasticità, c’è fragilità, le lesioni sono facili, l’immagine di sé cambia.

·        il sistema visivo: c’è la riduzione del diametro della pupilla e dell’ampiezza del campo visivo e della visione periferica, il cristallino diviene opaco, c’è la presbiopia; ne consegue un aumento nella soglia di percezione della luce, un’alterazione del pattern del sonno e della vista, ridotto adattamento luce-buio, ridotto accomodamento e acuità per i dettagli, minor sensibilità ai contrasti e alla percezione dei colori (ingiallimento del mondo).

·        il sistema uditivo:  perdita dell’acuità per frequenze superiori ai 1000 hz, diminuzione della discriminazione, riduzione del riflesso di localizzazione; ne consegue una minor comprensione della voce umana, un aumento dell’influenza dei rumori, difficoltà in conversazioni multiple, c’è l’impatto della presbioacusia e della ipoacusia sulla vita di relazione, e reciprocamente i pregiudizi verso la sordità con rischio di isolamento sociale.

·        il sistema vestibolare: vertigine, disequilibri, minor coordinazione visuo-spaziale.

·        il sistema del gusto e dell’olfatto: preferenza per cibi con gusto dolce e agro-dolce, minor sensibilità agli odori.
        Questi cambiamenti sono fisiologici, caratteristici, e non possono essere modificati. Queste modificazioni somatiche, inoltre, influenzano il sistema cerebrale e questi riduce di conseguenza il contributo offerto alle disposizioni psicologiche. Come si dice comunemente: “c’è meno energia per il corpo e per la mente”.

        Ma occorre ritornare al pregiudizio dell’individuo verso la vecchiaia: la fragilità e il timore indotti dalle modificazioni percepite, che abbiamo menzionato, possono innescare un circuito vizioso tra timore, riduzione di attività, mancato esercizio nella quotidianità, perdita della capacità funzionale per disuso (use it or loose it). L’anziano cioè che non adopera le abilità anche residue di cui è in possesso, le perde in un tempo più rapido di colui che le tiene in esercizio. Fattori ambientali e psicologici influenzano l’invecchiamento fisiologico dell’individuo.

        Il sistema dell’encefalo merita un approfondimento a parte. Gli studi sul cervello infatti sono la nuova frontiera della ricerca, di interesse anche per la psicologia gerontologica.

        Oltre al fenomeno della riduzione, del deficit e della perdita che abbiamo evidenziato in una sintetica rassegna, recenti studi sottolineano la relativa stabilità del numero delle cellule a livello corticale e la possibilità di genesi di nuovi neuroni in risposta a stimoli sia fisici che ambientali, almeno in alcune aree cerebrali.

        Il cervello in età senile è plastico, i circuiti neuronali sono assemblati durante lo sviluppo ma vengono modificati da ciò che apprendiamo e da ciò che ricordiamo. E’ possibile quindi una riorganizzazione delle connessioni neuronali, rappresentate dalle sinapsi, in risposta sia al danno sia alle stimolazioni ambientali.

        Un altro concetto è importante nelle neuroscienze, oltre alla plasticità: la compensazione. Si intende che il cervello, in risposta ad un danno, ma anche all’esperienza, per l’esecuzione di nuovi compiti può reclutare aree cerebrali prima inattive, o che svolgono funzioni diverse.

        In sintesi è complesso il rapporto tra psicologia, biologia e ambiente, ne deriva che la psicologia gerontologica considera i fattori biologici, sociali e individuali interagenti circolarmente,  di conseguenza propone azioni che possono sia prevenire alcune modificazioni senili che compensare eventuali perdite prodotte dalla vecchiaia.

        L’espressione “usa la funzione o è perduta” si riferisce sia alle funzioni cognitive che a quelle corporee.

        In conclusione abbiamo visto che:

la plasticità cerebrale dell’anziano e la sensibilità a livello neuronale agli stimoli psicosociali offrono delle basi importanti per interventi psicologici;
l’apprendimento di nuovo materiale o di nuove capacità è possibile durante l’invecchiamento;
utile lo sviluppo di nuove strategie per migliorare l’uso delle abilità possedute dall’anziano;
la complessità, la circolarità e la multifattorialità dell’invecchiamento rendono possibile la combinazione di interventi per cui quello psicologico può rappresentare un valido strumento per il miglioramento del benessere globale dell’anziano; disuso e ipostimolazione hanno un ruolo negativo significativo nelle limitazioni alla sfera cognitiva dell’anziano.

        E’ con questi presupposti che sono possibili diversi interventi psicologici, aventi finalità di prevenzione, mantenimento, riattivazione e persino riabilitazione che descriveremo nei prossimi articoli in questa rubrica.

Bibliografia:

Cesa Bianchi M., a cura di, Elementi di Psicogerontologia, FrancoAngeli, MI, 1998.

Chattat R., L’Invecchiamento, Carocci, Roma, 2004.

Ledoux J., Il Sé Sinaptico, Cortina, Milano, 2002.

 

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Presentazione della Rubrica di Psicogerontologia

Aprile 25th, 2007 admin Posted in Psicologia gerontologica No Comments »

SPORTELLO ANZIANI

a cura di Umberto Lamberti

 

            Con l’allungamento della vita e l’aumento della popolazione anziana stiamo assistendo ad una maggior considerazione del soggetto anziano rispetto al passato, non solo nei termini di nuovo consumatore per il mondo dei media e dell’economia, ma anche per i bisogni che esprime, per i servizi sociali e assistenziali dedicati, per le risorse che il vecchio può mettere a disposizione per gli altri e per la collettività.

            Questo sviluppo della gerontologia e della geriatria ha coinvolto anche la psicologia, da qualche decennio anche in Italia. Le conoscenze e le pubblicazioni sul processo di invecchiamento sono in aumento, così come i corsi proposti dalle facoltà di psicologia all’università per la laurea specialistica, come master, perfezionamenti o  specializzazione post universitaria.

            La legislazione sanitaria e sociale considera sempre più importante la dimensione psicologica nel processo di invecchiamento e in alcune regioni già sono presenti numerosi psicologi nei diversi servizi rivolti agli anziani. Questo spazio lavorativo è destinato ad allargarsi non solo per la “quantità” dei anziani presenti in Italia, ma anche per la “qualità” che essi chiedono nei servizi a loro dedicati.

            La cultura dell’uomo ha vinto la natura, consentendo di allungare la vita, gli anziani quindi giustamente chiedono che gli strumenti culturali siano messi a loro disposizione per mantenere la miglior qualità di vita possibile, nonostante appunto l’età avanzata e molti pregiudizi sociali.

            E’ in questo contesto che nasce la proposta di mettere a disposizione per gli anziani, per i familiari, per gli psicologi, per gli operatori di assistenza, per i volontari e per tutti coloro che sono interessati alla psicologia gerontologica uno spazio ove discutere, confrontarsi, aiutarsi, aggregarsi.

            La rubrica di Sportello Anziani vuole essere un servizio di consulenza informativa gratuita che offre:

informazioni sul processo di invecchiamento normale e patologico;
informazioni su come relazionarsi con la persona anziana;
informazioni sui servizi sociali e assistenziali esistenti a favore degli anziani;
informazioni al familiare su come assistere il proprio caro al domicilio;
informazioni sulla psicologia gerontologica per coloro che desiderano avviarsi in questo settore lavorativo;
costruzione di una rete coordinata di soggetti interessati alla psicologia gerontologica (anziani, familiari, psicologi, educatori, assistenti sociali, geriatri, infermieri, volontari ecc…), con compiti di scambio di idee e di informazioni, realizzando sinergia su alcuni temi e movimento di opinione a favore della ricerca e del mantenimento del benessere psicologico in età senile.
 

Per qualsiasi richiesta e informazioni inviare una e-mail a:

psicogerontologica@altrapsicologia.it 
 
 

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