(Prima parte)
Sofia Listorto[1]
Sommario
Abitualmente siamo soliti attribuire allo studente meriti e colpe del suo rendimento scolastico; in tal modo ci priviamo della possibilità di riconoscere quei co-fattori che possono contribuire a determinare i risultati scolastici, e sui quali è possibile intervenire efficacemente con soluzioni nell’interesse dell’allievo, riducendo al minimo i rischi di drop-out e contemporaneamente prevenendo il burn-out da parte degli insegnanti. In questo lavoro proponiamo di considerare il contesto scolastico con una prospettiva sistemico-relazionale, osservandolo attraverso l’ausilio della lente d’ingrandimento costituita dall’EcoMappa Scolastica nel triplice adattamento originale che proponiamo (EcoMappa d’Istituto, EcoMappa di Consiglio di Classe ed EcoMappa docente-classe).
Grazie all’EcoMappa Scolastica è possibile evidenziare quelle interrelazioni che sono determinanti nell’ambiente scolastico al fine di comprendere più facilmente la circolarità esistente nella comunicazione tra docente, studente e famiglia di origine, e viene enfatizzata la peculiarità data dalla presenza, o dall’assenza, di un’alleanza tra docenti e genitori, con le inevitabili conseguenze che questa differenza produce.
Premessa
La consuetudine induce a ritenere meritevole di incoraggianti attenzioni o di aspre critiche lo studente, considerato come un individuo a se stante, spesso esaminato in modo avulso dal suo contesto familiare, amicale e sociale, perdendo in tal modo la possibilità di una cornice di riferimento che, apportando una componente prospettica, consenta una lettura tridimensionale dei fenomeni presi in esame.
Riteniamo che esista un aspetto fortemente innovativo nell’introduzione concettuale che qui presentiamo: l’idea di considerare il contesto scolastico con una prospettiva sistemico- relazionale, osservandolo attraverso l’ausilio della lente d’ingrandimento costituita dall’ EcoMappa Scolastica nel triplice adattamento originale che proponiamo (EcoMappa d’Istituto, EcoMappa di Consiglio di classe ed EcoMappa Docente-classe). L’EcoMappa Scolastica può facilitare la comprensione di una circolarità nella comunicazione tra docente e studente, ed enfatizza la peculiarità data dalla presenza, o dall’assenza, di un’alleanza tra docenti e genitori, con le inevitabili conseguenze che questa differenza produce.
Impianto teorico di riferimento
Estendendo ad un contesto scolastico quanto affermato da Santi:
“L’EcoMappa può definirsi un efficace metodo stenografico, valido tanto nel momento analitico del sistema familiare quanto nel momento dell’intervista e della raccolta di dati”.[2]
riteniamo che effettivamente il grande potere di sintesi di informazioni che ci offre l’EcoMappa lo renda uno strumento insostituibile di indagine del contesto scolastico.
Il modello concettuale di riferimento relativo al processo di valutazione preso in esame, prende spunto e si conforma alla prospettiva ecologico-sistemica.
La concezione sistemica considera il mondo in termini di rapporti e di integrazioni.
Le più recenti acquisizioni scientifiche consentono di interpretare la realtà come “rete di relazioni” in cui ogni parte non può essere compresa se non in rapporto al contesto.
L’approccio ecologico si rifà alla teoria lewiniana che pone l’accento sullo studio dello “spazio di vita”, del “campo psicologico” e quindi del comportamento come funzione della persona e dell’ambiente:
B (behaviour) = f [ P (person) E (environment)]
Comportamento = (Persona x Ambiente)[3]
Gli psicologi di indirizzo ecologico studiano gli individui ed i loro ambienti come sistemi che si influenzano e si modellano mutuamente; il soggetto e l’ambiente negoziano la loro relazione attraverso un processo di reciprocità; nessuno dei due è fermo, ciascuno dipende dall’altro.
Il contesto nel senso utilizzato dagli psicologi ad indirizzo ecologico è un luogo fisico delimitato nello spazio e nel tempo, all’interno del quale il soggetto opera secondo un modello fisso di comportamento con il quale è congruente, ovvero i contesti sono “luoghi con programmi”.
Le relazioni che si possono instaurare in ambito scolastico, verranno in questo modo considerate come facenti parte di un sistema, in cui ciascun individuo, studente ed insegnante è in costante e dinamica interazione con il suo ambiente circostante (dimensione spaziale) e che si evolve nel tempo (dimensione temporale).
Pertanto, per poter raggiungere una miglior comprensione ed una più efficace progettazione di interventi, il centro di attenzione verrà spostato sui rapporti tra le persone ed i loro ambienti vitali, anziché sulle singole e specifiche caratteristiche degli elementi/individui di questo complesso sistema.
L’obiettivo dell’intero processo è costituito sostanzialmente dall’operare in modo che i docenti divengano “esperti” nell’analizzare e nel giudicare correttamente il proprio ambiente ecologico e le proprie relazioni tra i colleghi / gli studenti / i genitori, per comprendere meglio le implicazioni, più o meno dirette, dei loro bisogni, esigenze e difficoltà rispetto alla qualità finale del rapporto educativo e didattico e quindi le possibili conseguenze, positive o negative, sottese all’inevitabile mutamento del sistema scolastico determinato dall’aggiunta o dalla sottrazione di un nuovo membro, (quale ad esempio uno studente che si ritira dalla scuola, o un esperto dell’ASL che offre un intervento in classe sulla prevenzione delle droghe o nel CIC) o dal modificarsi di una dinamica relazionale grazie ad esempio ad un’azione di formazione ad hoc.
L’utilizzazione del modello ecologico nel momento valutativo dell’intervento tecnico comporta un orientamento prospettico che deve considerare soprattutto il complesso sistema ecologico comprendente il gruppo classe, il consiglio di classe le famiglie degli studenti, ed il rapporto interattivo esistente tra loro, consentendo soprattutto al compilatore di prendere coscienza del fatto di essere in continua e reciproca interazione con gli altri membri del sistema.
Lo psicologo che opera in campo scolastico, quando è orientato verso un approccio individuale dei problemi psico-sociali delle persone, esclude solitamente dalla sua analisi una grande massa di dati, proprio perché è incline a considerare il singolo soggetto come elemento di studio; al contrario lo psicologo scolastico che assume un approccio ecologico-sistemico estende la sua attenzione al di là della semplice unità, pervenendo ad un percezione complessiva più completa ed articolata.
L’EcoMappa – consentendo di raccogliere ed organizzare moltissimi dati - aiuta i docenti e lo psicologo scolastico a valutare se le interazioni fra i docenti di un consiglio di classe, tra loro e gli studenti della classe, e con le famiglie di appartenenza, risultano disfunzionali, se manca una rete di sostegno adeguata interna ed esterna alla scuola, ecc.
Una simile valutazione permette di prevedere con sufficiente esattezza quale tipo di intervento formativo è necessario effettuare per contrastare il burn out dei docenti ed il drop out degli studenti e sovente di intervenire anche sul break down delle famiglie.
La funzione dell’EcoMappa scolastica
Questo strumento consente di effettuare una efficace analisi del contesto scolastico finalizzata alla strutturazione di adeguate strategie di intervento per riconoscere e contrastare il drop out degli studenti, il burn out degli insegnanti ed il break down della famiglia, in quanto consente di valutare il disagio nel rapporto esistente tra colleghi docenti, tra docente e studenti e tra docente e genitori, e valutare i contributi in termini di risorse o di criticità che esistono nell’ecosistema allargato di appartenenza dell’Istituto scolastico preso in esame.
Lo strumento dell’EcoMappa Scolastica si colloca efficacemente nella fase iniziale di un corso di formazione per insegnanti da realizzarsi in parallelo a un percorso con i ragazzi finalizzato al ripristino della motivazione e al potenziamento del metodo di studio[4], ideato per contrastare la dispersione scolastica.
Lo strumento, che presentiamo nella sua triplice versione, è rivolto all’esame dello spazio scolastico formato dal gruppo classe nella sua interazione con il docente presente in classe, ma anche le strutture con le quali l’Istituto interagisce, i colleghi docenti non presenti in classe in un dato momento, ma che comunque influenzano l’andamento scolastico, le famiglie alle spalle (talora partecipi e collaborative, altre volte assenti o ostili), gli esperti di altre strutture (ASL, Privato sociale, Università).
Nella prossima rubrica presenteremo le modalità per la somministrazione e l’interpretazione del test nella sua triplice versione.
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[1] Responsabile dell’Associazione “Il Caleidoscopio” – Psicologa esperta in Psicologia Scolastica - Psicoterapeuta - Collabora con l’Ordine degli Psicologi del Lazio nell’Area Psicologia Scolastica per la definizione della Legge sullo Psicologo scolastico – Cura la Rubrica “Psicologia scolastica” per AP Magazine - Ha collaborato come Coordinatrice del Progetto “Scuola Salute” con l’Istituto Superiore di Sanità - Autrice di varie pubblicazioni sull’argomento
[2] G. Santi, Adozione e sistema familiare: strumenti e tecniche di valutazione, Giuffrè, 1984, p.139
[3] Bronfenbrenner, 1986; Whiting et al., 1975
[4] S. Listorto, MeM. Motivazione e Metodo, Roma, Il Caleidoscopio Editore, 2004







