Presentazione dell’autore
Umberto Lamberti,
44 anni, risiede in provincia di Treviso, laurea in psicologia a Padova, tirocinio in ambito clinico.
Esperto in psicologia dell’invecchiamento, lavora come coordinatore e responsabile di servizi socio-sanitari in strutture protette per anziani dal 1996, psicologo in casa di riposo dal 2003, master di II° livello in psicologia gerontologica, specializzando in psicologia del ciclo di vita alla facoltà di psicologia a Padova.
Cura per AltraPsicologia la rubrica di psicologia gerontologica e presso gli enti locali e regionali promuove la figura dello psicologo nei servizi sociosanitari per gli anziani.
Lo psicologo nelle residenze per anziani è poco diffuso in Italia, tuttavia in questi ultimi anni sembra in espansione. Ci puoi raccontare il tuo percorso di inserimento professionale?
Era il 1996. Avevo appena terminato il tirocinio. L’avevo svolto per un’anno in un’azienda sociosanitaria del pordenonese. Per trascorre il ben noto anno di purgatorio della professione io e la mia fidanzata, entrambi psicologi, affittammo una casettina lì vicino e riuscimmo a consumare tutti i nostri risparmi, già prosciugati dai 5 anni di laurea. Oltre all’affitto infatti dovevamo anche vivere, e i nostri genitori spesso ci chiedevano come facevamo ad andare avanti…noi senza dire nulla riguardo ai particolari mangiavamo caffelatte a colazione, pasta al sugo di pomodoro per il pranzo, formaggio e patate la cena. Non di rado cedevamo alle generose offerte dei genitori con le quali potevamo andare a comprare una bistecca o la pizza la domenica.
Nella azienda sociosanitaria avevamo trovato tutti i servizi e le strutture che ci interessavano per il tirocinio: il consultorio familiare, il centro di salute mentale, la residenza sanitaria assistenziale psichiatrica, il reparto di diagnosi e cura psichiatrica ospedaliera. Eravamo e ci sentivamo finalmente psicologi clinici. E questo ci appagava tanto la bocca e il cuore ma…avevamo un sacco di spese e tanto bisogno di soldi, di autonomia e indipendenza. Read the rest of this entry »