<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Commenti a: La competenza della Diagnosi Psicologica</title>
	<atom:link href="http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<pubDate>Sat, 19 May 2012 21:02:59 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
		<item>
		<title>Di: Piero</title>
		<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/#comment-45</link>
		<dc:creator>Piero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:04:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apmagazine.it/?p=130#comment-45</guid>
		<description>da un documento del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi

Lo psicologo è abilitato formalmente ad effettuare attività di diagnosi psicologica
in base all’art.1 della Legge n.56 del 1989 Ordinamento della professione
di Psicologo.
La psicologia è la scienza che studia il comportamento e le funzioni mentali
normali e patologiche.
L’attività di diagnosi psicologica ricomprende quindi al suo interno come
caso specifico la DIAGNOSI PSICOPATOLOGICA , in un rapporto da genere a
specie.
Tale posizione risulta consolidata storicamente, scientificamente e giuridicamente.
La diagnosi sulle funzioni psichiche normali e patologiche si realizza attraverso
una metodologia di competenza specifica della professione di
psicologo.
Le abilità di base necessarie all’attività diagnostica sono pienamente contemplate
nei percorsi formativi dello psicologo.
La competenza individuale comprende strumenti, attività e settori di applicazione
per i quali il singolo psicologo ha adeguata formazione.
I limiti dell’attività diagnostica e la responsabilità giuridica dello psicologo
sono regolati dal Codice Deontologico oltreché dalla normativa vigente in
materia civile e penale.

documento completo:
http://www.psicologia.toscana.it/fileadmin/user_upload/Normativa/CNOP_-_Parere_diagnosi_psicologica_psicopatologica.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da un documento del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi</p>
<p>Lo psicologo è abilitato formalmente ad effettuare attività di diagnosi psicologica<br />
in base all’art.1 della Legge n.56 del 1989 Ordinamento della professione<br />
di Psicologo.<br />
La psicologia è la scienza che studia il comportamento e le funzioni mentali<br />
normali e patologiche.<br />
L’attività di diagnosi psicologica ricomprende quindi al suo interno come<br />
caso specifico la DIAGNOSI PSICOPATOLOGICA , in un rapporto da genere a<br />
specie.<br />
Tale posizione risulta consolidata storicamente, scientificamente e giuridicamente.<br />
La diagnosi sulle funzioni psichiche normali e patologiche si realizza attraverso<br />
una metodologia di competenza specifica della professione di<br />
psicologo.<br />
Le abilità di base necessarie all’attività diagnostica sono pienamente contemplate<br />
nei percorsi formativi dello psicologo.<br />
La competenza individuale comprende strumenti, attività e settori di applicazione<br />
per i quali il singolo psicologo ha adeguata formazione.<br />
I limiti dell’attività diagnostica e la responsabilità giuridica dello psicologo<br />
sono regolati dal Codice Deontologico oltreché dalla normativa vigente in<br />
materia civile e penale.</p>
<p>documento completo:<br />
<a href="http://www.psicologia.toscana.it/fileadmin/user_upload/Normativa/CNOP_-_Parere_diagnosi_psicologica_psicopatologica.pdf" rel="nofollow">http://www.psicologia.toscana.it/fileadmin/user_upload/Normativa/CNOP_-_Parere_diagnosi_psicologica_psicopatologica.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: armando</title>
		<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/#comment-41</link>
		<dc:creator>armando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 22:26:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apmagazine.it/?p=130#comment-41</guid>
		<description>per una informazione corretta sulla diagnosi differenziale dello psicologo si veda

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045

                     e
http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per una informazione corretta sulla diagnosi differenziale dello psicologo si veda</p>
<p><a href="http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045" rel="nofollow">http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045</a></p>
<p>                     e<br />
<a href="http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045" rel="nofollow">http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=98045</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Armando De Vincentiis</title>
		<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/#comment-38</link>
		<dc:creator>Armando De Vincentiis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 06:29:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apmagazine.it/?p=130#comment-38</guid>
		<description>quando si fa riferimento all’articolo 1 de  legge 56/89 che definisce la professione di psicologo in cui vi è esplicitamente scritto che lo psicologo fa “diagnosi” (..) in ambito psicologico…, si tende ad interpretare questa dicitura come espressione di un  semplice rapporto o relazione del vissuto personale di un individuo senza però descriverne o definirne la “malattia”.
Questo è un errore di valutazione in cui spesso molti tendono a cadere. La legge parla di diagnosi! Ossia:

 dal greco dià (attraverso) gnosis (conoscenza)
- Processo volto alla rilevazione e descrizione di fenomeni riconosciuti come patologici, o procedura orientata a ricondurre un determinato fenomeno all’interno di una specifica categoria.

La psicologia è la scienza del comportamento umano, e in essa non si distingue un comportamento umano NORMALE  da un comportamento PATOLOGICO  e, come materia scientifica tesa a comprendere quelle dinamiche che spiegano e descrivono il correlato psichico di un comportamento, integra in sé tutte quelle discipline orientate verso questa comprensione quali: la biologia, la psicofisiologia, la neuropsicologia, l’antropologia, la psicopatologia.
Una diagnosi psicologica sottintende, quindi, una conoscenza e una considerazione di tali discipline.  E’ logico che non essendo fatta da un medico essa non è una diagnosi medica ma è una diagnosi che entra nel merito di tutte quelle competenze che la professione di psicologo prevede ossia: la PSICOLOGIA la PSICOPATOLOGIA la NEUROPSICOLOGIA. La diagnosi psicologica o psicodiagnosi le integra tutte.
Questo rende la diagnosi psicologica e psicopatologica altrettanto funzionale ed operativa sotto l’aspetto della conoscenza clinica della psicopatologia del paziente e sulle sue relative indicazioni di intervento terapeutico esattamente come la diagnosi medica.
In tali ambiti, quindi  ( psicologia,  psicopatologia,  neuropsicologia)  lo psicologo che fa diagnosi (secondo la legge 56/89)  (NON relazione psicologica) CHIAMA, DEFINISCE e/o DESCRIVE la malattia!

Oltre allo strumento “colloquio diagnostico” (raccolta anamnesi, osservazione ecc. in cui il professionista che si cimenta fa riferimento alle sue conoscenze scientifiche negli ambiti su citati e previsti dal suo PIANO DI STUDI UNIVERSITARIO) lo psicologo è legalmente abilitato all’uso di test diagnostici in tali discipline (si veda ad esempio MMPI, SCID (per la psicopatologia)test di BENDER, MATRICI PROGRESSIVE , MMSE,(per la neuropsicologia)  ecc. ecc.) e ciò è un’ulteriore prova della sua competenza diagnostica, professionale e legale.

Si possono considerare due prove fondamentali che sostengono e confermano quanto su riportato e che invito a  prenderne atto:

 1) Un documento pubblico (su psicologiagiuridica.com) scritto dal professor  Guglielmo Gulotta avvocato ed ordinario  di Psicologia Giuridica all’Università di Torino in risposta ad un quesito rivoltogli dallo stesso Ordine Nazionale degli Psicologi in merito alle competenze diagnostiche dello psicologo.  Su tale documento, in cui si dispiega punto per punto la legge 56/89 ed altre caratteristiche della professione di psicologo, si comprende perfettamente la sua autonomia diagnostica e professionale (ritenuta ancora dalla classe medica ingiustificatamente subordinata a non si sa  chi o cosa..) ed il suo diritto professionale e legale  di mettere mani alla cosiddetta diagnosi differenziale, ritenuta ancora, scorrettamente, di sola ed esclusiva competenza medica.

http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf

2) La prova pratica richiesta ai candidati all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo. Questa consiste nella valutazione di un caso clinico in cui (elemento centrale espressamente richiesto nel compito) va effettuata una DIAGNOSI DIFFERENZIALE     (non una relazione psicologica, pena la bocciatura)     secondo i criteri del DSM ed una proposta di intervento sulla base di questa. 
 
Sarebbe davvero un NON SENSO  richiedere un tale compito ad un esame di Stato per l’abilitazione alla professione  per poi non permettere allo stesso professionista di effettuare tale lavoro dal vivo nella sua pratica clinica. 

Un  allegato del quale si invita a  prenderne atto è un esempio di linea guida all’esame di stato per psicologi in cui la prova chiede in modo esplicito:

-ipotesi diagnostiche secondo i criteri del DSM IV
-diagnosi differenziale
-strategie di intervento

http://www.professionepsicologo.com/pdf/Esame_stato_caso_clinico.pdf
inoltre ricordo che uno psicologo che effettua psicoterapia secondo l’articolo 3 della legge 56/89 ha acquisito, dopo specializzazione,  ulteriori competenze in ambito psicopatologico e per tanto ulteriormente  legittimato a far diagnosi differenziale.
scrivo con la speranza di dissipare ogni dubbio ed ogni conflitto nel lettore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quando si fa riferimento all’articolo 1 de  legge 56/89 che definisce la professione di psicologo in cui vi è esplicitamente scritto che lo psicologo fa “diagnosi” (..) in ambito psicologico…, si tende ad interpretare questa dicitura come espressione di un  semplice rapporto o relazione del vissuto personale di un individuo senza però descriverne o definirne la “malattia”.<br />
Questo è un errore di valutazione in cui spesso molti tendono a cadere. La legge parla di diagnosi! Ossia:</p>
<p> dal greco dià (attraverso) gnosis (conoscenza)<br />
- Processo volto alla rilevazione e descrizione di fenomeni riconosciuti come patologici, o procedura orientata a ricondurre un determinato fenomeno all’interno di una specifica categoria.</p>
<p>La psicologia è la scienza del comportamento umano, e in essa non si distingue un comportamento umano NORMALE  da un comportamento PATOLOGICO  e, come materia scientifica tesa a comprendere quelle dinamiche che spiegano e descrivono il correlato psichico di un comportamento, integra in sé tutte quelle discipline orientate verso questa comprensione quali: la biologia, la psicofisiologia, la neuropsicologia, l’antropologia, la psicopatologia.<br />
Una diagnosi psicologica sottintende, quindi, una conoscenza e una considerazione di tali discipline.  E’ logico che non essendo fatta da un medico essa non è una diagnosi medica ma è una diagnosi che entra nel merito di tutte quelle competenze che la professione di psicologo prevede ossia: la PSICOLOGIA la PSICOPATOLOGIA la NEUROPSICOLOGIA. La diagnosi psicologica o psicodiagnosi le integra tutte.<br />
Questo rende la diagnosi psicologica e psicopatologica altrettanto funzionale ed operativa sotto l’aspetto della conoscenza clinica della psicopatologia del paziente e sulle sue relative indicazioni di intervento terapeutico esattamente come la diagnosi medica.<br />
In tali ambiti, quindi  ( psicologia,  psicopatologia,  neuropsicologia)  lo psicologo che fa diagnosi (secondo la legge 56/89)  (NON relazione psicologica) CHIAMA, DEFINISCE e/o DESCRIVE la malattia!</p>
<p>Oltre allo strumento “colloquio diagnostico” (raccolta anamnesi, osservazione ecc. in cui il professionista che si cimenta fa riferimento alle sue conoscenze scientifiche negli ambiti su citati e previsti dal suo PIANO DI STUDI UNIVERSITARIO) lo psicologo è legalmente abilitato all’uso di test diagnostici in tali discipline (si veda ad esempio MMPI, SCID (per la psicopatologia)test di BENDER, MATRICI PROGRESSIVE , MMSE,(per la neuropsicologia)  ecc. ecc.) e ciò è un’ulteriore prova della sua competenza diagnostica, professionale e legale.</p>
<p>Si possono considerare due prove fondamentali che sostengono e confermano quanto su riportato e che invito a  prenderne atto:</p>
<p> 1) Un documento pubblico (su psicologiagiuridica.com) scritto dal professor  Guglielmo Gulotta avvocato ed ordinario  di Psicologia Giuridica all’Università di Torino in risposta ad un quesito rivoltogli dallo stesso Ordine Nazionale degli Psicologi in merito alle competenze diagnostiche dello psicologo.  Su tale documento, in cui si dispiega punto per punto la legge 56/89 ed altre caratteristiche della professione di psicologo, si comprende perfettamente la sua autonomia diagnostica e professionale (ritenuta ancora dalla classe medica ingiustificatamente subordinata a non si sa  chi o cosa..) ed il suo diritto professionale e legale  di mettere mani alla cosiddetta diagnosi differenziale, ritenuta ancora, scorrettamente, di sola ed esclusiva competenza medica.</p>
<p><a href="http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf" rel="nofollow">http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf</a></p>
<p>2) La prova pratica richiesta ai candidati all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di psicologo. Questa consiste nella valutazione di un caso clinico in cui (elemento centrale espressamente richiesto nel compito) va effettuata una DIAGNOSI DIFFERENZIALE     (non una relazione psicologica, pena la bocciatura)     secondo i criteri del DSM ed una proposta di intervento sulla base di questa. </p>
<p>Sarebbe davvero un NON SENSO  richiedere un tale compito ad un esame di Stato per l’abilitazione alla professione  per poi non permettere allo stesso professionista di effettuare tale lavoro dal vivo nella sua pratica clinica. </p>
<p>Un  allegato del quale si invita a  prenderne atto è un esempio di linea guida all’esame di stato per psicologi in cui la prova chiede in modo esplicito:</p>
<p>-ipotesi diagnostiche secondo i criteri del DSM IV<br />
-diagnosi differenziale<br />
-strategie di intervento</p>
<p><a href="http://www.professionepsicologo.com/pdf/Esame_stato_caso_clinico.pdf" rel="nofollow">http://www.professionepsicologo.com/pdf/Esame_stato_caso_clinico.pdf</a><br />
inoltre ricordo che uno psicologo che effettua psicoterapia secondo l’articolo 3 della legge 56/89 ha acquisito, dopo specializzazione,  ulteriori competenze in ambito psicopatologico e per tanto ulteriormente  legittimato a far diagnosi differenziale.<br />
scrivo con la speranza di dissipare ogni dubbio ed ogni conflitto nel lettore.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Armando</title>
		<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/#comment-37</link>
		<dc:creator>Armando</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 16:15:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apmagazine.it/?p=130#comment-37</guid>
		<description>dal link sotto evidenziato si evince perfettamente l'autonomia diagnostica e professionale dello psicologo e si chiarisce perfettamente che all'interno della definizione  "diagnosi psicologica" è logico inserire quella di "diagnosi psicopatologica"

http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dal link sotto evidenziato si evince perfettamente l&#8217;autonomia diagnostica e professionale dello psicologo e si chiarisce perfettamente che all&#8217;interno della definizione  &#8220;diagnosi psicologica&#8221; è logico inserire quella di &#8220;diagnosi psicopatologica&#8221;</p>
<p><a href="http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf" rel="nofollow">http://www.psicologiagiuridica.com/pub/docs/numero_14/articoli/ParereProVeritatePsicologi.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Valentina Sciubba</title>
		<link>http://www.apmagazine.it/la-competenza-della-diagnosi-psicologica/2008/06/08/#comment-5</link>
		<dc:creator>Valentina Sciubba</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 18:26:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.apmagazine.it/?p=130#comment-5</guid>
		<description>mi sembra di capire che secondo l'autore una diagnosi psicologica implica comunque l'uso di strumenti testistici.
 Non sono pienamente d'accordo, così come mi sembra limitante identificare l'osservazione psicologica come "clinica" in base al luogo, al tempo e al compenso professionale.
Un medico può svolgere attività clinica anche al di fuori del suo studio, ad es. soccorrendo un ferito per incidente e può fare una diagnosi anche senza l'ausilio di analisi di laboratorio ed esami, anche se ovviamente questi sono utili e spesso necessari; basti pensare alle normali diagnosi di influenza, gastroenterite, bronchite ecc.
In modo analogo anche uno psicologo può svolgere attività clinica in luoghi non dedicati o persino gratuitamente e i test sono un valido ausilio per la diagnosi psicologica e probabilmente andrebbero sempre usati quando si voglia scrivere un report, ma lo psicologo può fare diagnosi anche senza di essi.
E' davvero singolare che i medici ci ritengano spesso loro colleghi più di quanto lo crediamo noi stessi.
Vorrei anche far notare che molte patologie mediche sono ad eziologia ignota e che parlare di disfunzioni di organi, tessuti e cellule non significa parlare di eziologia, in quanto per agente eziologico si intende ciò che ha causato le suddette alterazioni e disfunzioni.
Segnalo anche un mio punto di vista sulla diagnosi psicologica che si può trovare nell'articolo "psicoterapia e diagnosi" pubblicato anche sul sito www.humantrainer.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sembra di capire che secondo l&#8217;autore una diagnosi psicologica implica comunque l&#8217;uso di strumenti testistici.<br />
 Non sono pienamente d&#8217;accordo, così come mi sembra limitante identificare l&#8217;osservazione psicologica come &#8220;clinica&#8221; in base al luogo, al tempo e al compenso professionale.<br />
Un medico può svolgere attività clinica anche al di fuori del suo studio, ad es. soccorrendo un ferito per incidente e può fare una diagnosi anche senza l&#8217;ausilio di analisi di laboratorio ed esami, anche se ovviamente questi sono utili e spesso necessari; basti pensare alle normali diagnosi di influenza, gastroenterite, bronchite ecc.<br />
In modo analogo anche uno psicologo può svolgere attività clinica in luoghi non dedicati o persino gratuitamente e i test sono un valido ausilio per la diagnosi psicologica e probabilmente andrebbero sempre usati quando si voglia scrivere un report, ma lo psicologo può fare diagnosi anche senza di essi.<br />
E&#8217; davvero singolare che i medici ci ritengano spesso loro colleghi più di quanto lo crediamo noi stessi.<br />
Vorrei anche far notare che molte patologie mediche sono ad eziologia ignota e che parlare di disfunzioni di organi, tessuti e cellule non significa parlare di eziologia, in quanto per agente eziologico si intende ciò che ha causato le suddette alterazioni e disfunzioni.<br />
Segnalo anche un mio punto di vista sulla diagnosi psicologica che si può trovare nell&#8217;articolo &#8220;psicoterapia e diagnosi&#8221; pubblicato anche sul sito <a href="http://www.humantrainer.com" rel="nofollow">http://www.humantrainer.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

