Che canzone siamo, Aiello e quel romanticismo necessario

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‘Incontrarsi è stata una fortuna, esattamente come perdersi, come perderti’. Inizia così Che canzone siamo, il nuovo singolo di Aiello, uscito venerdì 16 ottobre. Dopo un’estate a ritmo di ballad con Vienimi (a ballare), il cantante calabrese di nascita e romano d’adozione riporta l’ascoltatore alle sonorità del primo Aiello. Di quello, cioè, di Arsenico e de La mia ultima storia, le due canzoni che gli hanno aperto le porte del ‘mainstream’ e lo hanno fatto conoscere al grande pubblico (disco di platino la prima, disco d’oro la seconda).

Il video di Che canzone siamo

Prodotta da Iacopo Sinigaglia e Alessandro Forte, Che canzone siamo rispecchia appieno lo stile di Aiello. Come sempre, racconta l’amore, in particolare, quello finito. Quello sofferto, che si ripropone anche a distanza di tempo.

‘Che canzone siamo è quella domanda che avremmo voluto fare e che non abbiamo fatto. È una confessione rivelatrice, è guardare dritto l’orizzonte, perché il peggio è passato. Quando realizzi che incontrarsi è stato il regalo più bello della vita, ma anche perdersi è stato salvifico per tutti’, dice.

Un’ottima sintesi di ciò che accade quando una relazione giunge a termine e lascia strascichi che andranno via solo col tempo. Aiello fa proprio questo: dà voce alle emozioni e sensazioni comuni utilizzando linguaggi e sonorità contemporanei, ma non banali.

Ancora una volta, a fare da sfondo al suo canto d’amore c’è Roma, la città che lo ha adottato e che scandisce il tempo delle sue emozioni, in cui chiunque si può rispecchiare.

‘Maledetta Roma e le canzoni della notte nelle macchine, non accenderla se è quell’ultima/non mi hai detto che canzone siamo e adesso non so scordarti/che qualsiasi musica alla radio/sembra quella nostra giusta per scappare al mare’.

Aiello, da Arsenico a Vienimi (a ballare)

Tra un urlo di dolore e una richiesta d’amore, tra un rimorso e un rimpianto, canta la bellezza dell’amore e la difficoltà di ricominciare dopo la fine di una storia. Grazie alla sua musica e alle sue parole assemblate in sonorità contemporanee, ha trovato il suo spazio nel panorama musicale italiano.

Classe 1985, ha debuttato nel 2017 con il primo EP Hi-Hello, ma è l’album Ex Voto, pubblicato nel 2019, a regalargli la popolarità, per poi esplodere nel 2020. Il suo Ex Voto Tour, inizialmente previsto per la primavera dello stesso anno, è stato rinviato nel 2021 a causa della pandemia. Debutterà il 13 marzo a Nonantola (MO), per poi fare tappa a Torino, Milano, Napoli, Roma e Firenze.

Che canzone siamo arriva dopo il successo Vienimi (a ballare) con il quale ha accompagnato l’estate italiana, nonostante l’annata difficile. Disco d’oro, dieci milioni di stream e quasi dieci milioni di views.

Chi ha iniziato a conoscere Aiello con Arsenico, però, apprezzerà adesso questa sorta di ‘ritorno alle origini’. Vienimi (a ballare) è una coinvolgente ballad, accompagnata da una coreografia che ha fatto ballare migliaia di giovani e meno giovani su Tik Tok, ma da Antonio Aiello ci si aspetta il romanticismo strappalacrime. Un fil rouge che attraversa la sua musica e che si ritrova anche in Promettimi, La mia ultima storia, Il cielo di Roma, C’è un tempo e che adesso torna chiaro e prepotente in Che canzone siamo. Insomma ci si aspetta l’amore impossibile, finito, struggente, che qui si ritrova chiaramente, accompagnato da un tappeto musicale che si incastra alla perfezione. Pertanto, preparate i fazzoletti.

 

 

Photo credits: Carla Di Verniere 

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