Chiamami ancora amore, su Rai 1 un moderno Kramer contro Kramer

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Lunedì 3 maggio su Rai 1 inizia Chiamami ancora amore, fiction in tre puntate con Greta Scarano, Simone Liberati e Claudia Pandolfi. Diretta da Gianluca Maria Tavarelli, il titolo richiama l’omonima canzone di Roberto Vecchioni ed è la storia di un matrimonio al capolinea che deve fare i conti con gli strascichi di un amore finito. Dai primi due episodi, già disponibili dal 26 aprile su RaiPlay, è possibile avere un assaggio di quel che sarà la serie nei successivi quattro.

Trama e cast della serie

Anna Santi e Enrico Tagliaferri sono sposati e hanno un figlio di undici anni, Pietro. La loro unione è in crisi e devono iniziare a fronteggiare la fine del rapporto. Chiamami ancora amore parte dalla festa a sorpresa che Enrico organizza per Anna. I tentativi di tenere in piedi la loro unione, però, si rivelano fallimentari. E’ tardi ormai e forse di quell’amore non sono rimaste che le macerie.

Come un moderno Kramer contro Kramer, i genitori si contendono la custodia di Pietro (Federico Ielapi). Per spuntarla, danno il via a una guerra all’ultimo colpo basso, in cui riemergeranno vecchi rancori, in un climax che porterà presumibilmente a un punto di rottura. Da un lato, Anna, una donna accusata di non essere una brava madre; dall’altro, un uomo che non si rassegna alla fine di un rapporto evidentemente logoro. In mezzo, un figlio quasi adolescente conteso da entrambe le parti. In questo contesto si inserisce le figura di Rosa Puglisi, l’assistente sociale, interpretata da Claudia Pandolfi, che dovrà decidere a chi concedere l’affidamento.

Il racconto del presente si alterna con quello del passato, grazie a un continuo gioco di flashback che ripercorrono l’inizio della storia d’amore tra Anna e Enrico. Lei è di Roma, lui di un borgo sul lago ed è lì che si conoscono, giovanissimi, e si innamorano. Un amore folle, ma ancora acerbo, che viene travolto dalle circostanze della vita. Diventano genitori molto presto e insieme devono imparare a crescere.

Anna convive con un rapporto irrisolto con la madre, per anni affetta da una depressione che l’ha portata via, e combatte con la paura di fare la sua stessa fine. Enrico, invece, gestisce un bar e focalizza tutte le sue attenzioni sul figlio, futura promessa del calcio. Quando la lotta per l’affidamento di Pietro entra nel vivo, gli allenamenti di Pietro diventeranno un buon pretesto per gettare benzina sul fuoco.

I temi trattati da Chiamami ancora amore

Chiamami ancora amore ha il pregio di accendere un faro sulle difficoltà comuni a tante famiglie che devono fare i conti con la fine di un matrimonio e le battaglie a mezzo di avvocati, assistenti sociali e giudici. Grazie a una sceneggiatura per nulla scontata, la fiction affronta in modo delicato, ma senza censure, tematiche diffuse, di cui si fa ancora fatica a parlare, come la depressione post partum e la rabbia talvolta alimentata da soggetti terzi che può accecare i diretti interessati. La realtà si modifica fino a offuscarne i contorni, tutto si esaspera e di quell’amore non rimane che un lontano ricordo, forse la mera illusione di qualcosa che è stato.

Per Greta Scarano è la consacrazione. Dopo Il Commissario Montalbano e Speravo de morì prima, dove ha indossato panni di Ilary Blasi, Chiamami ancora amore mette in luce la sua versatilità. In passato ha recitato, tra gli altri, in Suburra, Smetto quando voglio, Squadra Antimafia, In Treatment, Non mentire e Il nome della rosa. Nel cast, anche Giorgio Colangeli e Agnese Nano.

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