Coronavirus e concerti 2020, un’estate senza musica

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L’ipotesi che i concerti del 2020 vengano annullati, dando il benvenuto a un’estate senza musica a causa del Coronavirus, si fa sempre più concreta. Sebbene il settore sia in attesa di risposte certe da parte del Governo, è già possibile ipotizzare che nei prossimi mesi gli unici concerti che vedremo saranno quelli trasmessi su Instagram dal balcone di Fedez. Battute a parte, la ragione è lapalissiana: il rischio contagi sarebbe altissimo per via dell’assembramento, circostanza imprescindibile per ogni concerto che si rispetti.

Concerti rinviati e tour cancellati

Sin dai primi di aprile, decine di artisti hanno prima posticipato l’uscita del proprio album, poi le date dei concerti, fino a comunicare il rinvio o, in alcuni casi, la cancellazione del tour.

All’appello mancano ancora i grandi eventi. Un esempio su tutti: San Siro. Solo nel mese di giugno dovrebbe ospitare i concerti di Tiziano Ferro, Salmo, Cesare Cremonini, Ultimo, ma è pressoché certo che verranno rinviati.

Pensare di assistere a un concerto a San Siro a metà giugno, con 80.000 persone, è pura utopia. Le condizioni per tornare a una vita sociale ‘normale’ non sussistono e purtroppo l’attività live – concerti, discoteche, teatri – sarà l’ultima a ripartire, probabilmente non prima del prossimo autunno. Con conseguenze economiche devastanti.

Le perdite economiche del settore musicale

Assomusica (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo), in un comunicato stampa dello scorso 3 aprile, fa sapere che fino al 31 maggio si stimano perdite per oltre 63 milioni di euro, cui vanno aggiunte quelle di tutto l’indotto. Il totale è di circa 130 milioni di euro. Solo fino a maggio. Ciò significa che a fine estate, quando si dovranno tirare le somme di una stagione del tutto congelata, le cifre saranno di gran lunga superiore e la ripartenza in autunno sarà ancora più difficile.

In questo computo, poi, vanno inseriti i cachet degli artisti e del relativo entourage, ma anche i costi di tutta la catena di montaggio che dà vita ai concerti, costituita da centinaia di addetti ai lavori. Ciò significa che migliaia di persone hanno già perso il lavoro o lo perderanno a breve e che il settore musicale sarà da ricostruire dalle macerie.

L’estate italiana senza concerti

L’estate 2020 è la stagione che più subirà i danni del Coronavirus. Per quanto concerne il settore musicale, è d’uopo ricordare che a tenerlo in vita non sono solo i grandi concerti nelle grandi città. Da un lato all’altro dello Stivale, da sempre i concerti estivi riempiono i cartelloni di qualsiasi centro abitato, meglio ancora se turistico. Per non parlare dei Festival musicali, da sempre punto di riferimento di centinaia di migliaia di giovani.

Gli effetti di un’estate musica dal vivo si ripercuoteranno anche su altri settori, come il turismo, provocando un effetto domino.

I concerti ‘dopo’ il Coronavirus

Non è facile ipotizzare cosa sarà il ‘dopo’. L’emergenza sanitaria non consente di fare previsioni di lungo periodo, ma è certo che, prima o poi, si tornerà a ballare sotto a un palco. Forse già a settembre oppure all’inizio dell’inverno.

In attesa di tornare a cantare a squarciagola, sarebbe utile impiegare questa attesa pensando a nuove forme di intrattenimento. Il contatto dell’artista con i suoi fan non può e non deve interrompersi. Decine di cantanti hanno improvvisato concerti casalinghi via Instagram, dunque gratuiti, ma chissà che in futuro la fruizione via social non possa conoscere nuove forme di accesso.

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