Il diritto di opporsi, il film in prima tv su Canale 5 – Trama, cast e recensione

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Un buon motivo per vedere il film in prima tv Il diritto di opporsi, tratto dal libro Just Mercy di Bryan Stevenson e che Canale 5 manda in onda dalle ore 21.45 di martedì 8 novembre 2022, è sicuramente la trama a tratti conturbante. Quest’ultima, infatti, si basa su una storia vera e vede al centro del racconto Bryan Stevenson e Walter McMillian. Bryan e Walter sono rispettivamente un giovane avvocato pro bono e un boscaiolo condannato a morte ingiustamente per l’omicidio di una ragazza. Si assiste così ad una narrazione tutto sommato in crescendo. Dopo un inizio un po’ più didascalico, è a metà pellicola che arrivano le vicende più crude, mentre in vista delle scene finali emerge invece un senso di speranza, anche corale.

Il diritto di opporsi è una storia vera

Ad interpretare Stevenson e McMillian nel film Il diritto di opporsi su Canale 5 sono Michael Bakari Jordan e Jamie Foxx. I due principali attori nel cast sono diretti dal regista Destin Daniel Cretton e appaiono entrambi credibili nei rispettivi ruoli. Bryan, infatti, è un avvocato sicuro di sé, ma anche empatico davanti alle drammatiche storie personali all’interno del braccio della morte. Tuttavia, anche il personaggio di Walter convince. Per quale motivo? Sia per la capacità di evadere dalla dura detenzione grazie alla fantasia, sia per la lucidità mentale nel rapporto col suo avvocato e con gli altri detenuti in carcere. In fin dei conti, i due protagonisti della pellicola non sono poi così tanto diversi l’uno dall’altro. A tratti, infatti, si presentano agli occhi di chi guarda quasi come due personaggi speculari.

Gli attori nel cast del film sono credibili

A sorprendere, però, sono anche le figure del Procuratore Tommy Chapman e del testimone Ralph Myers, rispettivamente interpretati dagli ulteriori attori nel cast: Rafe Spall e Tim Blake Nelson. Chapman, infatti, si colloca tra i bugiardi accusatori di Walter, anche se alla fine si discosta dagli altri potenti razzisti e corrotti. Non a caso, la sua decisione finale porta alla scarcerazione di McMillian. La scelta di quest’uomo, che quasi impersona l’istituzione tutta e risulta evidentemente ‘turbato’ dall’esame di realtà, può benissimo rappresentare la chiamata di coscienza a cui anche il pubblico che guarda il film statunitense in prima serata su Canale 5 è sottoposto.

I contrasti fanno vedere al di là della Legge

Tuttavia, nel racconto proposto da Il diritto di opporsi emergono anche diversi contrasti. Il brillante Bryan ha studiato ad Harward, ma ha scelto di aiutare gli innocenti condannati alla pena di morte in Alabama. I bianchi, ricchi e di potere sono i veri condannati al rimorso, mentre invece i poveri neri hanno anime libere e in piena sintonia con la verità. Legge e cuore non sono in contraddizione. Pare esserne la prova anche il rapporto puro, non erotizzato, tra lo stesso Bryan e l’avvocatessa Eva Ansley; l’attrice che la interpreta nel cast del film è Brie Larson. A sorpresa, il contrario della povertà non si rivela essere la ricchezza, ma coincide con la Giustizia finale, tanto interiore quanto giudiziaria.

Le scene forti in prima serata su Canale 5

Infine, ci sono anche alcune scene forti e coinvolgenti che danno quel quid in più all’evoluzione della trama. Qualche esempio? Pur sapendo che l’uomo non ha fatto nulla, il film in prima visione su Canale 5 si apre con l’iniziale arresto in auto di McMillian. Fa inoltre impressione la scena con Herb che muore in sedia elettrica davanti agli occhi di Bryan; l’attore nel cast è Rob Morgan. Quindi, si riflette in presa diretta quando Stevenson viene perquisito in carcere senza vestiti o minacciato dalla polizia con la pistola alla tempia. Ancora, ci sono l’arresto immediato del figlio di Walter che protesta contro i giudici e le pressioni psicologiche per le testimonianze ritrattate. Dunque, si assiste anche alla scena finale di speranza, tra famiglia dell’imputato a sostenerlo in tribunale, attesa riapertura del processo e iconica audizione in Senato.

La recensione tra legal drama e true story

Insomma: per concludere questa recensione, Il diritto di opporsi appare come un nuovo film a metà tra legal drama e true story, mentre sembra in fin dei conti riuscito l’intento generale di far riflettere sulle ingiustizie e sul modo in cui ogni singolo individuo si posiziona rispetto alla verità, alla tematica del razzismo nelle istituzioni e nella società e al confronto vero con le storie delle persone. Non a caso, vien da dire, nel film si scorge anche un formale e sostanziale equilibrio tra recitazione e sceneggiatura per la parte legale (legal drama) e per i dialoghi perlopiù efficaci tra i detenuti e gli avvocati (true story).

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