La Pupa e il Secchione – E viceversa 2021 piace perché è trash

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Su Italia 1 è tornato La Pupa e il Secchione – E viceversa, il reality show che mette a confronto due realtà agli antipodi: studiosi e perdigiorno. Ribattezzato ‘esperimento sociale’, la nuova edizione del programma ha debuttato giovedì 21 gennaio in prima serata, con un nuovo conduttore: Andrea Pucci.

Prima di appropinquarci alla stesura di alcune considerazioni, abbiamo appuntato alcune delle frasi pronunciate dai concorrenti. ‘Un libro non l’ho mai letto’, ‘ho molta esperienza nello spogliarmi, su questo non ci piove’, ‘il poligono con tre lati? un triligono’. Non vogliamo infierire, ma il momento più alto a metà tra lo sgomento e l’ilarità arriva quando un concorrente fa presente che dover studiare il sussidiario è impresa impossibile. Il sussidiario. Il libro che chiunque ha sfogliato…alle elementari!

Programma cult di un’altra epoca

Questo il quadro generale. Partenza col botto, verrebbe da dire. La Pupa e il Secchione – E viceversa 2021, dunque, non si smentisce e continua a regalare una fotografia desolante della società attuale. Nato come programma cult di un’altra era televisiva, il format oggi si assesta su un piano a metà tra il nostalgico e la voglia di quel pizzico di trash che intrattiene senza che venga richiesto alcuno sforzo nella testa di chi guarda. Ed è solo in quest’ottica che può essere avallato. Bonazzi dediti all’estetica da un lato, ragazzi dediti allo studio dall’altro: due mondi distanti, due rette divergenti, che forse nel corso del programma impareranno a conoscersi e incontrarsi. Forse. O almeno si spera, specialmente per i primi.

La Pupa e il Secchione si presenta come un mix di tre programmi: Temptation Island, Uomini e Donne e Il Collegio. Vi è l’assegnazione delle coppie con il successivo litigio nella fase della conoscenza e vi è lo scontro con la maestra (sic!) che giudica le interrogazioni. Il tono delle risposte piccate dei concorrenti il cui livello di cultura generale si assesta, nella gran parte dei casi, alla prima elementare, ricorda quelle dei collegiali. Con una differenza: i ragazzi che partecipano a Il Collegio sono adolescenti, dunque meritevoli di un occhio di riguardo. I concorrenti de La Pupa e il Secchione e viceversa, invece, sono adulti e vaccinati.

L’intento dichiarato de La Pupa e il Secchione

Parlavamo di evasione. Sì, perché è solo in quest’ottica che si può guardare, senza aprire ad analisi feroci su un format trash, portatore di trash, che sembra sponsorizzare il vuoto di contenuti come valore fondante. Se dovessimo ricercare un fine diverso dal mero intrattenimento trash (rafforzare il concetto è d’uopo), rimarremmo delusi.

Invece, il pregio del programma è proprio questo: non mentire sul proprio obiettivo. Legittimo e persino coraggioso. La prima puntata ha totalizzato 1.790.000 telespettatori, pari al 9.7% di share, mentre la seconda si è fermata a 1.594.000 (8,2%). Resta da vedere quale sarà l’andamento delle prossime, che – siamo certi – non deluderanno. Il neo, oltre al triste affresco di gioventù (ma questo è un parere personalissimo non richiesto), è la durata. Oltre tre ore di messa in onda è davvero troppo, oltre l’umana sopportazione. Ecco, se proprio dobbiamo avere a che fare con questa strana fetta di gioventù, che almeno sia una punizione rapida e indolore.

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