Quelle brave ragazze, dal 19 maggio 2022 su Sky Uno per 6 puntate

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Non andare mai in vacanza con qualcuno che non ami, scriveva Hemingway. Quelle brave ragazze di Mara Maionchi, Orietta Berti e Sandra Milo hanno seguito il consiglio alla lettera e sono partite per un viaggio tutto al femminile che andrà in onda su Sky. Prima puntata giovedì 19 maggio alle 21.15 su Sky Uno e in streaming su NOW. Targato Sky Original e prodotto da Blu Yazmine, il programma nasce da un’idea di Mara Maionchi. Nel corso delle 6 puntate, le tre dovranno intraprendere un viaggio di cui non conoscono la destinazione né le tappe intermedie.

In tutto, dovranno portare a compimento 12 missioni di cui verranno informate di volta in volta attraverso un tablet. A bordo di un van fucsia attraverseranno la Spagna, per vivere l’avventura di un viaggio tra amiche. L’itinerario prevede sosta a Madrid, Siviglia, Deserto di Tabernas, Granada e infine a Valencia. Nel viaggio saranno accompagnate da Alessandro Livi, autista, guardia del corpo e ‘angelo custode’.

Un viaggio tra amiche

Alla base di Quelle brave ragazze c’è l’idea del viaggio condiviso con le amiche, quell’esperienza che rafforza i legami e regala ricordi indelebili. L’avventura che chiunque, almeno una volta nella vita, dovrebbe vivere. Mara Maionchi, Sandra Milo e Orietta Berti – «248 anni in tre», come ricorda la prima – lo fanno adesso. E l’esperienza fa sì che il rapporto vada oltre l’aspetto lavorativo e getti il seme per un’amicizia vera e sincera.

Benché siano tre donne di successo, dalla lunga carriera piena di soddisfazioni, fino ad oggi hanno viaggiato pochissimo. Mara Maionchi non ama girare il mondo. «Sono come Salgari, parlo di viaggi senza viaggiare», spiega. Orietta Berti e Sandra Milo sono state ovunque, ma non hanno mai avuto la possibilità di conoscere a fondo i luoghi in cui sono state.

Le dichiarazioni di ‘Quelle brave ragazze’

«Voglio che sia l’avventura più bella della mia vita», dice Sandra Milo all’inizio del primo episodio, mostrato in anteprima in occasione della conferenza stampa del programma. «Avrei voluto avere due sorelle così», risponde Berti, «sono figlia unica e spero che questa vacanza duri il più possibile». Forse non sarà la vacanza più bella, ma di certo una tra le più emozionanti e inaspettate di quest’anno. Ciascuna delle tre si metterà in gioco portando sé stessa. Dunque, Mara Maionchi è la più pragmatica del trio, la meno attenta ai dettagli e alle comodità. Diretta come sempre, non risparmierà improperi e lamentele.

Orietta Berti è Orietta Berti. Stavolta non avrà con sé i biscotti, ma una serie di portafortuna da cui non si separa mai. Nello specifico, un puffo, un cornetto d’argento, Titti e un fischietto, che può tornare utile «se ci perdiamo». Sandra Milo è la più buffa. L’animo da sognatrice e, allo stesso tempo da diva, emerge dal primo minuto e sarà divertente vedere come si adatterà alle varie fasi del programma.

Quello brave ragazze ha il sapore di un Pechino Express meno impervio, ma ugualmente divertente. Merito dell’alchimia tra le protagoniste, che lascia spazio a battute senza freni inibitori. Tra le anticipazioni, Orietta Berti ha fatto arrabbiare Sandra Milo perché «di notte non riesco a dormire e lavo». Inoltre fa sapere di non aver apprezzato particolarmente la tortilla. «Non la mangerò più. La frittata deve essere morbida, non cruda», ha sentenziato.

Orietta Berti: «Essere autonoma è stato bellissimo»

Le tre brave ragazze sono la quintessenza della complicità tra amiche. Hanno parole gentili l’una per l’altra. Orietta Berti definisce il programma «un viaggio bellissimo perché non ho mai viaggiato da sola, ma sempre con la famiglia o con l’assistente. Essere autonoma è stato bellissimo». La voglia di indipendenza l’ha riscoperta anche grazie alla Maionchi. «Di Mara porto a casa l’autonomia. Sono sempre stata programmata, adesso ho imparato che se non voglio andare (in un posto, nda) non ci vado». Di Sandra Milo, invece, apprezza il romanticismo. «Trova sempre il suo lato poetico, romantico. Vorrei avere la sua fantasia». Nelle amiche, poi, ritrova una sua caratteristica. «Ci accomuna l’essere sempre in orario. Una vera professionista per rispetto degli altri non arriva mai in ritardo e cerca di collaborare», dice.

Le parole di Sandra Milo e Mara Maionchi

Le fa eco Sandra Milo, che di lei ama «la coerenza, il senso della famiglia, del lavoro, dell’arte». I complimenti, poi, arrivano anche per Mara. «Mara è così scanzonata, ironica. Una donna che va dritta per la sua strada e non perde di vista il suo obiettivo». Secondo la Milo, ad accomunarle è «la capacità di passare attraverso gli ostacoli, salvandoci».

Dulcis in fundo, la pragmatica Maionchi, che si dice disposta a ripetere l’esperienza per una seconda stagione, non solo per l’intesa che è venuta a crearsi, ma anche perché «ridere di sé stessi fa bene». E di momenti in cui ridere ce ne saranno parecchi.

Il punto di forza di Quelle brave ragazze

Secondo Antonella D’Errico, Executive Vice President Programming Sky Italia, il punto di forza di Quelle brave ragazze risiede nella personalità delle tre artiste. «Ognuna ha creato un solco dentro il quale noi donne oggi possiamo accomodarci più facilmente. Mara era una produttrice musicale d’avanguardia quando non era scontato esserlo. Sandra attinge al cinema felliniano. Orietta continua a innovare, sperimenta e si confronta con generi nuovi», spiega.

Ilaria Dallatana di Blu Yazmine racconta come ha preso vita il progetto. «Mara un giorno mi ha detto: ‘Vorrei fare un programma con le vecchie’». A spiegare il perché delle ‘vecchie’ ci pensa la Maionchi: «I programmi sono fatti con donne belle e giovani. Noi siamo state fatte fuori. E’ un viaggio di conoscenza, per il piacere di stare insieme con due persone della mia età. Spero che piaccia, per poi dire finché c’è vita c’è speranza».

Il messaggio, infatti, che Quelle brave ragazze lancia, seppure con leggerezza, è tutt’altro che frivolo. E’ un messaggio di speranza e di vivere appieno ogni singolo istante. «La storia di Mara dimostrato che ogni donna può sempre ricominciare, è un bell’esempio», aggiunge Sandra Milo. «Non è stato un viaggio alla ricerca del tempo perduto, ma di un tempo nuovo. Un viaggio così lo auguro a tutte le donne perché è un modo per riacquistare quella parte che ci serve e che poi gli impegni quotidiani sfaldano un po’», conclude.

 

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