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Alessandro Cattelan, EPCC la perfetta comfort zone

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Alessandro Cattelan è tornato su Sky Uno con il suo EPCC – E Poi C’è Cattelan. Lo show ha debuttato lo scorso 7 aprile e ha ospitato, tra gli altri, Alessandro Borghi, Michael Stipe, Jo Squillo, Paolo Nespoli e Elodie. La puntata in onda martedì 21 aprile alle 21.15 apre le porte a Dua Lipa, la cantante più ascoltata al mondo con oltre 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube e centinaia di milioni di stream.

L’emergenza Coronavirus ha mantenuto il format intatto nella sua sostanza, seppure con qualche accorgimento: l’assenza del pubblico e la maggior parte degli ospiti in collegamento da casa.

Alessandro Cattelan è EPCC

EPCC va in onda dal 2014 ed è il programma perfetto per Alessandro Cattelan. Cucito addosso blocco per blocco, è l’abito che mette in evidenza il physique du rôle del conduttore. Diretto, leggero, scanzonato, ma soprattutto ritmato. Talvolta anche troppo, ma è il suo tratto distintivo. La parlata a mitraglietta è il suo marchio di fabbrica, un po’ come Enrico Mentana.

Sin dagli esordi a MTV, il suo stile di conduzione si è affinato, rimanendo invariato nella sostanza. EPCC ha messo in luce le qualità di Cattelan e Cattelan, a sua volta, ha donato riconoscibilità al programma. I due fattori si identificano: EPCC non sarebbe lo stesso con un altro timoniere, il timoniere non sarebbe lo stesso senza EPCC. Nel caso in cui il sodalizio si sciogliesse, entrambe le parti risulterebbero private di qualcosa.

Il rischio di cambiare

Alessandro Cattelan non è solo EPCC, ma anche il conduttore di X Factor. Il talent show, però, già da qualche anno mostra la sua stanchezza. L’ultima edizione, la tredicesima, non ha brillato in termini di ascolti, ma il tema dell’usura dei talent è annoso e di certo la responsabilità dei risultati non sfavillanti non può essere attribuita al padrone di casa.

La riflessione che è consentito fare, invece, riguarda la modalità di conduzione. Cattelan piace quando fa Cattelan, cioè quando si sporca le mani, quando interagisce con l’ospite, quando declama i monologhi graffianti e sarcastici, quando si mette sullo stesso piano di chi gli sta davanti e si diverte.

I contesti ingessati non fanno per lui. Risulterebbe ingabbiato con ripercussioni sullo show.

L’ipotesi Cattelan al Festival di Sanremo

Da diverso tempo si auspica un suo approdo al Festival di Sanremo. Da un lato, il suo arrivo svecchiarebbe il linguaggio della kermesse, dall’altro, è probabile che risulterebbe fuori contesto. E ne uscirebbe con le ossa rotte.

Sanremo è lo spettacolo nazionalpopolare per eccellenza, EPCC è un programma di nicchia, con un pubblico in gran parte diverso da chi spera di vedere sul palco dell’Ariston Gino Paoli e Umberto Tozzi. Sono due contesti diversi, due linguaggi diversi. Nonostante la contaminazione e lo sforzo narrativo della Rai in atto da qualche anno, per Cattelan Sanremo non rappresenterebbe una grande vetrina, ma la fossa dei leoni.

Ci si chiede: Alessandro Cattelan ha davvero bisogno di una rete generalista in senso lato? Forse no. EPCC è la sua casa, il suo biglietto da visita. Il sodalizio con Sky va avanti da circa un decennio e, sebbene si debba tener conto degli eventuali sintomi di stanchezza, vi è da dire che è la rete che più gli si confà.

epcc cattelan

Oltre a esserne il volto, ha spazio, libertà e budget sufficiente per ospitare celebrities che altri faticherebbero ad avere (tranne Maria De Filippi, in grado di attrarre alla sua corte chiunque, Premi Oscar compresi). Può sperimentare nuovi linguaggi, introdurre nuovi elementi, apportare modifiche, lasciando inalterato lo spirito di sano cazzeggio che governa il programma.

Sky ha poi il pregio di trasformare tutto in un grande evento e il risultato finale è un gioiellino di non poco conto. Da notare, infatti, che l’ospitata di Michael Stipe subito dopo la pubblicazione dell’inedito ‘No Time For Love Like Now‘ è stata un colpo da maestro.

Gli ascolti e Jimmy Fallon

Certo, gli ascolti non sono paragonabili a quelli di una seconda serata dei competitor. EPCC è davvero di nicchia, però sarebbe un peccato rinunciarci per una questione prettamente numerica. Va ricordato che si tratta pur sempre di una pay tv.

Infine, i late show in stile americano sono una novità per la televisione italiana e ne abbiamo bisogno come il pane. È evidente che EPCC richiami The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, ma – parafrasando un’espressione tanto cara ai fan di XFactor – qui ‘la citazione non sconfina nell’imitazione‘ (cit. Enrico Ruggeri pochi secondi prima del celebre litigio tra Anna Tatangelo e Milly D’Abbraccio).

Photo credits @Jule Hering. 

7 Commenti

  1. […] Rientra nella ristretta cerchia di conduttori giovani, al di sotto dei cinquant’anni (sì, l’Italia è un Paese per vecchia, ma questa è un’altra storia!), in grado davvero di condurre. Purtroppo la lista è molto breve e include una manciata di nomi appena. Viene in mente Alessandro Cattelan, che ha costruito il suo percorso passo dopo passo, fino alla consacrazione su Sky. […]

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