The Crown 4, su Netflix il mito di Lady Diana e l’ascesa della Thatcher

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È un’attesa mondiale quella per The Crown 4, dal 15 novembre su Netflix, con Emma Corrin nei panni di Lady Diana. Ispirata alla pluripremiata opera teatrale The Audience, l’elegante serie tv scritta da Peter Morgan racconta gli anni ’80 e ’90 della Corona inglese.

La trama della quarta stagione?

L’acclamata storia regale che racconta l’ascesa al trono di Elisabetta II e le vicissitudini che abitano Bucking Palace è giunta, ormai, alla sua quarta stagione. La storia prosegue sul finire degli anni ’70: Carlo è uno scapolo trentenne senza ancora una moglie. Comincia così la ricerca della donna perfetta, che perfetta fu.

Il panorama politico si fa, nel frattempo, sempre più teso, complice l’ascesa al potere di Margaret Thatcher (la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro, interpretata da Gillian Anderson). Nota per le sue controverse ricette di politiche ferree, la Premier peggiora la situazione trascinando la nazione nella guerra delle Falkland e scatenando importanti divisioni interne.

Per fortuna Carlo trova l’amore. E l’amore diffonde sempre quel pizzico di magia che distrae il popolo dai conflitti del mondo reale: gli occhi della nazione sono, infatti, solo per una giovane Lady Diana Spencer.

Emma Corrin e Lady Diana: un senso di responsabilità

Già protagonista di Pennyworth, Emma Corrin è una 24enne emergente che si ritrova catapultata nei panni della principessa Diana. È una grande responsabilità portare sul piccolo schermo un’icona tanto dolce quanto misteriosa, tanto reale quanto umana. Difficile fare i conti da vicino con le difficoltà che Lady D. ha dovuto affrontare nel corso di una relazione di coppia ‘affollata’, come la definiva lei. La presenza di Camilla era infatti costante, quasi assordante.

Questo è uno dei fulcri (più attesi) di The Crown 4: l’eleganza della Principessa Diana, così amata dal popolo inglese e così sensibile alle dinamiche interne. A starle accanto è la Principessa Margaret, la prima ad accorgersi della malattia (bulimia) che stava devastando Diana.

Il matrimonio tra Carlo e Diana è, inoltre, uno dei momenti più attesi (ed emozionanti) in assoluto: per l’occasione, Peter Morgan ha fatto riprodurre un abito da sposa che fosse pressoché identico all’originale. ‘Quando si sono aperte le porte è arrivato un improvviso silenzio, è come se tutti sentissimo la responsabilità di quello che stavamo raccontando’ ha affermato la Corrin nel corso della conferenza stampa. Il cast è ben consapevole, dunque, del peso della responsabilità.

Due parole su The Crown: un progetto perfetto

The Crown è probabilmente uno dei progetti più riusciti della storia della serialità televisiva. Perché? Prima di tutto parla della Regina Elisabetta II, uno dei personaggi più influenti a livelli mondiale, dunque una sfida insormontabile. Ma non per Peter Morgan.

La forza del racconto è determinata dall’incredibile accuratezza narrativa che non perdona omissioni, un viaggio attento e scrupoloso tra i passaggi fondamentali che hanno segnato il regno di Elisabetta II senza mai tralasciare le dinamiche sentimentali interne, condizionate dalla crescente tensione di un panorama politico in continuo mutamento.

Esteticamente è perfetto, dai canoni cinematografici. I costumi, il trucco, le scenografie… i costumi, di nuovo. L’eleganza della macchina da presa. I colori, così coerenti con la storia.

Al centro uno scenario così turbato e frastagliato che ha bisogno di essere compreso poco alla volta. Ha bisogno di una visione lenta, quasi a ritmi cinematografici. Perché ogni movimento, ogni sguardo, ogni dettaglio ha una storia da raccontare. Ecco perché vale la pena guardare The Crown.

 

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