Alba: recensione, cast e trama della serie Netflix in 13 episodi

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Una violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza, che non ricorda nulla di quella notte maledetta. La trama di Alba, serie Netflix spagnola in 13 episodi, parte da qui. Da una sera come tante, in cui la vita della protagonista è destinata a cambiare per sempre, per mano di tre stupratori. Una battuta d’arresto che sarà solo l’inizio di una spirale emotiva e sociale in cui rischia di cadere.

Trama e cast di Alba

Alba Lllorens (Elena Rivera) vive a Madrid con il fidanzato Bruno Costa (Eric Masip). Sono felici, innamorati e provengono entrambi da una cittadina nel sud della Spagna. La loro è una relazione stabile, solida, ma non ancora rivelata ad amici e parenti. L’intenzione è di fare il grande annuncio proprio quando tornano a casa.

Una volta arrivati, Alba esce con la migliore amica Bego (Caterina Mengs). Trascorrono la serata al pub Kevin, ma qualcuno scioglie della droga nel bicchiere di Alba, che inizia a star male. Fuori dal locale perde i sensi e viene stuprata da Jacobo Enterríos (Álvaro Rico, già nel cast di Élite), Rubén Enterríos (Pol Hermoso) e Hugo Roig (Jason Fernandez), i migliori amici di Bruno

La mattina seguente, si sveglia in spiaggia, ricoperta di lividi, ma non ricorda nulla e scoprirà solo in ospedale di essere stata violentata. Sporge denuncia e l’opinione pubblica, come spesso accade davanti a un episodio di violenza, pensa che la ragazza se la sia cercata. Ancora sotto shock e spaventata, poco alla volta inizia a ricordare frammenti che la aiutano a riconoscere gli stupratori.

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Gli attori Eric Masip e Elena Rivera, nel cast della serie Netflix Alba.

Jacobo, Rubén e Hugo sono tre ragazzi in vista. I primi due, figli di ricchi imprenditori edili, Roig è il figlio del colonnello e le rispettive famiglie fanno di tutto per insabbiare il reato. Inoltre, sostengono che Bruno abbia partecipato a sua volta alla violenza di gruppo, anche se non ricorda nulla poiché era sotto effetto di alcol e droga.

Per i due fidanzati la tragedia si trasforma in un film horror a cui nessuno dei due riesce a credere. Nella ricerca della verità, saranno aiutati dalla tenente Julia Giner, decisa a rintracciare i colpevoli. La strada per ottenere giustizia, però, è molto più impervia del previsto e Alba dovrà fare leva su tutte le sue forze per trovare un po’ di serenità.

Recensione della serie

Alba affronta una delle piaghe più difficili e urgenti della società odierna. Racconta la violenza a tuttotondo. Non si limita al fatto in sé, ma mostra il dopo. Gli effetti, cioè, che scaturiscono quando l’aggressione si è conclusa e la vittima deve tornare alla propria vita. Un’impresa impossibile, perché quella vita non esiste più. È andata in frantumi in pochi istanti e mettere insieme i pezzi non basterà. 

Nei giorni successivi allo stupro, Alba sviluppa ansia, paura, attacchi di panico, senso di colpa. Sensazioni frequenti quando si subisce violenza, che impediscono alla vittima di rimettersi in piedi velocemente. La serie affronta ciascuno di questi stati d’animo con attenzione e delicatezza. La figura dello psicologo, poi, è funzionale all’elaborazione del lutto da parte della vittima. A questi si aggiungono le domande mal poste dagli investigatori, che, insieme al giudizio sociale, trasformano Alba da vittima in colpevole. Un’ulteriore ferita nella sua anima già martoriata. Inoltre, viene mostrata la difficoltà degli amici a stare accanto alla vittima nei giorni appena successivi alla violenza, così come il rifiuto per il proprio corpo.

Nel corso dei 13 episodi, la serie è un crescendo, al punto da trasformarsi in un thriller con intrecci a tratti da soap opera. Con lo stupro di Alba, emerge un sottobosco di accordi, segreti, vendette, che per qualche istante fanno perdere di vista la storia della protagonista. Ciononostante, il titolo Netflix ha il pregio di parlare di una tematica tristemente attuale e di farlo con il giusto tatto. Non limitandosi al fatto in sé, ma approfondendo il dopo, con tutto ciò che esso comporta.

Elena Rivera è eccellente nei panni di Alba. Affronta una parte difficile, rischiosa, ma regala al suo personaggio un ventaglio di sfumature e stati d’animo, atti a trasmettere parte dell’angoscia provata dalla vittima. A tratti, la serie arriva allo spettatore come un pugno nello stomaco per la crudezza con cui racconta la violenza, ma è un passaggio necessario. Un primo passo per cominciare a parlare di violenza nei giusti modi e con i giusti toni, anche a costo di mostrare la cruda realtà.

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