Il favoloso ‘mondo’ di Cesare Cremonini a 40 anni

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E’ un mondo sereno quello di Cesare Cremonini. O perlomeno lo è ora, nel 2020, con 40 anni appena compiuti e 20 anni di carriera alle spalle che racchiudono uno dei ritorni in scena più eclatanti e sorprendenti del mondo artistico italiano. E il 2020 è un anno di somme, di riflessioni, paure, amore e incertezze. E’ l’anno di ‘2C2C’.

I 20 anni di carriera di Cesare Cremonini

‘2C2C-The Best of’ non è solo una raccolta di brani volta a riassumere 20 anni di carriera. E’ ben altro. Una storia più intensa, altalenante, scritta da successi e momenti di transizioni. Perché questi, più di altri, hanno contraddistinto la seconda e sorprendente vita artistica di Cesare Cremonini.

Il fortunato primo passo con i Lùnapop e il successo di ’50 Special’. Un ragazzo ancora giovane, artisticamente acerbo e troppo adolescenziale. Poi quel periodo di crisi durato ben 8 anni, dal 2002 al 2010. Cremonini non riusciva a trovare una propria identità artistica, che fosse indipendente da quegli anni di spensieratezza in cui era identificato come lo ‘scanzonato’ leader dei Lùnapop: ‘Quella è stata la mia prigione dorata. Per anni ho raccolto meno di quanto ho seminato‘, aveva raccontato Cremonini durante la conferenza stampa dell’album dei 20 anni.

‘Il primo bacio sulla Luna’, pubblicato nel 2008, non ha di certo riscontrato il successo sperato, ma ha probabilmente aiutato l’artista più di quanto immaginasse. Il suo nome è tornato a riecheggiare nel mercato musicale, risvegliando gli animi di chi da lui si era preso una pausa o accendendo la curiosità di chi magari, per età o per gusto, ancora non lo aveva conosciuto.

La seconda vita artistica

Poi la svolta. A 30 anni la rinascita e il trionfo di un artista maturo e trasversale. Il 2010 si apre con ‘Mondo’, il brano più trasmesso in radio di quell’anno (complice la collaborazione con Jovanotti). Poi ‘La teoria dei colori’, nel 2012: Cremonini è moderno, ingegnoso, dalle note nuove e inaspettate, in grado di confermarsi e sorprendere giorno dopo giorno.

Un artista ambizioso che arriva – finalmente – a confrontarsi con un vasto pubblico (e non solo fatto da ragazzine urlanti). ‘Quando la gente non veniva a sentire i miei concerti, io andavo a quelli degli altri. Invidiavo Vasco, i Muse e i Coldplay, perché avevano fan preparati e affamati di musica. Ora anche i miei sono così: è il miglior pubblico possibile‘.

L’affermazione con Possibili Scenari

…Sai quanta gente ci vive coi cani
E ci parla come agli esseri umani…

La radicale svolta si concretizza forse nel 2017, con la pubblicazione di ‘Possibili Scenari’: un album che cambia rotta, dall’identità ambigua, difficile da definire con un genere. L’arrangiamento di ‘Poetica’, con piano, chitarra e archi, ne fa del pezzo la punta di diamante del disco. Il tour estivo di ‘Possibili Scenari’ è straordinario: quattro tappe estive di grandissimo successo nei principali stadi italiani. Uno ‘scenario’ diventato ‘possibile’ grazie alla creatività dell’artista e all’abilità nel proporre sempre qualcosa di nuovo, di raffinato ma accessibile a tutti (raro oggigiorno negli artisti italiani).

Ogni testo è inoltre profondamente significativo, ogni parola è pesata e pensata. E’ un genere proprio, dalle accortezze che spaziano dal più classico cantautorato italiano all’indie. E non è solo musica, la sua. Ha un’estetica forte, facilmente identificabile. Colorata, ritmata, delicatamente folle, come ogni suo concerto. Che emoziona e fa riflettere.

Cremonini social a fin di bene

Cremonini è definito da molti un ‘fratello maggiore’: su Instagram è sé stesso, simpatico, divertente, riservato. Ai followers piace leggere ogni suo commento, ogni sua espressione. In questo periodo di emergenza si rivela più attivo più che mai, contribuendo in prima linea con la sua voce e il suo pianoforte di casa.

L’artista bolognese dimostra, infatti, da subito di avere una grande responsabilità sociale: messaggi solidali, inviti a ‘rimanere a casa’, video e perle melodiche invadono in pochissimo tempo il suo profilo Instagram. Poi la notizia dei 45 mila euro raccolti grazie all’asta sulle luminarie allestite per lo scorso Natale in centro a Bologna: ‘supporto e alloggio a 65 medici e infermieri che si sono ammalati di coronavirus durante il lavoro e non possono fare l’isolamento a casa perché vivono con le loro famiglie’, spiega l’artista.

Cesare chiude il cerchio

Infine l’amore. Fortemente difeso e nascosto in un primo momento, oggi protagonista delle ultime note cantate. Quel nome, Martina, che ha creato scompiglio e ironico sconforto tra le fan più accanite, fa brillare gli occhi di Cesare Cremonini.

‘Giovane stupida’ è una bellissima dedica d’amore, di una rara autenticità. E il video musicale ne è lo specchio perfetto: i due si divertono, si prendono in giro. E si amano. Perché anche i video musicali, seguono una logica espressiva ben precisa.

La sua ‘Giovane Stupida’

Questo è un videoclip dal lavoro ‘assurdo’, che supera ogni ostacolo e distanza, perfettamente coerente con i tempi che corrono. E’ futuristico, moderno e attuale, più che mai conforme con il linguaggio di Cesare Cremonini.

E così, con la sua ‘giovane stupida’, Cremonini chiude un altro capitolo, tirando le somme di quello che è stato in questi (primi) lunghi 20 anni di carriera. E li racconta in modo orizzontale, con cura, passo per passo, regalando ancora una volta quel pizzico di magia di cui il repertorio italiano ha bisogno.

Photo credits: Ufficio Stampa Universal 

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