Lasciarsi un giorno a Roma, Edoardo Leo e l’amara fine di un amore – recensione

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Due coppie insieme da anni, Roma e un’infinità di non detti. Lasciarsi un giorno a Roma, il film di Edoardo Leo in onda su Sky Cinema Uno sabato 1 gennaio 2022, parte da qui. Dal bivio, cioè, che, a un certo punto, può fare capolino in una relazione longeva. Tommaso (Edoardo Leo) e Zoe (Marta Nieto) vivono insieme da dieci anni. Lui è scrittore, lei manager. Vivono in un loft, ma condividono ben poco della quotidianità. Zoe viaggia spesso per lavoro e l’ufficio è la sua via di fuga da una realtà che le sta stretta. Tommaso, invece, è alla ricerca di una nuova casa, del nido d’amore definitivo.

In una pausa tra un volo e l’altro, Zoe legge la rubrica del cuore di una rivista e decide di rivolgersi all’autore, Marquez, in cerca di consigli per porre fine alla sua storia senza fare soffrire il compagno. Quello che Zoe non sa è che dietro Marquez si cela proprio il suo Tommaso.

La fine dell’amore

Il compagno, anziché chiedere spiegazioni, porta avanti il legame virtuale e, poco alla volta, conosce nuove sfaccettature della compagna. Deciso ad andare a fondo, mette una pezza a tutte le mancanze che Zoe gli recrimina. Gli sforzi, però, sembrano non servire a molto: l’amore si è già esaurito.

L’altra coppia travolta dalle avversità della monotonia è quella formata da Elena (Claudia Gerini) e Umberto (Stefano Fresi). Elena è sindaco di Roma, Umberto un marito fedele e innamorato, un padre amorevole nei confronti della figlia Matilde, stanco delle assenze – benché giustificate – della moglie.

Due diversi modi di reagire

Lasciarsi un giorno a Roma analizza due diversi modi di reagire davanti alle difficoltà di coppia. Tommaso non fa nulla per scuotere Zoe dal torpore di un amore agli sgoccioli, se non trincerarsi dietro l’alter ego Marquez nella speranza che si riscopra innamorata e decida di rimanere al suo fianco. Umberto, invece, prende posizione, combatte per il suo amore ed dà l’aut aut a Elena.

Le due coppie, infatti, attuano due approcci diametralmente opposti. Elena e Umberto, tanto diversi quanto compatibili, ritrovano la forza di andare avanti nel sentimento che li unisce da tempo. Ciascuno deve scendere a compromessi, ma la rinuncia a una fetta di libertà in nome della politica, la grande passione di Elena, è il giusto prezzo da pagare per salvare il cuore di un amore ancora pulsante.

Tommaso e Zoe, invece, si perdono ancora prima di provarci. O forse non ci provano perché consapevoli di essere davanti all’ineluttabile. Quando capisce che la compagna non è più innamorata di lui, Tommaso inizia a vivere in attesa dell’addio. Zoe, dal canto suo, va a caccia della soluzione meno dolorosa per chiudere.

Recensione di Lasciarsi un giorno a Roma

Lasciarsi un giorno a Roma è un film tanto romantico quanto realista, dolce e amaro al tempo stesso. Quando l’amore giunge al capolinea, si può trovare il modo giusto per dirsi addio? I quattro protagonisti intraprendono strade diverse, ma a rilevare è la crescita di ciascun personaggio non solo come metà della coppia, ma soprattutto come individuo.

Dover gestire la crisi diventa un percorso obbligato per mettersi in discussione, affrontare i propri sentimenti, i propri fallimenti e trovare il coraggio di voltare pagina. Nonostante la paura di ritrovarsi soli.

Edoardo Leo restituisce dignità agli addii, al mal d’amore, alla sofferenza e alla disperazione. E lo fa chiudendo la pellicola con un sorriso di leggera rassegnazione condivisa.

‘Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma’, dice Zoe a Tommaso. ‘Ecco, mi amor’, prosegue, ‘lasciarsi dopo tanti anni dovrebbe essere più o meno così: non distruggersi, ma trasformarsi’. ‘Non mi volevo trasformare, hai fatto tutto tu’, ribatte Tommaso, ma la lucida Zoe punta l’accento sul particolare più importante di tutti: ‘Succede e basta, non ci sono colpe. Piove, ci si bagna e ci si asciuga, poi ripiove. L’unica cosa che possiamo fare è aprire l’ombrello’.

Photo credits: Emanuela Scarpa 

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