Diodato, da Sanremo ai David: ‘Che vita meravigliosa’

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Antonio Diodato cantante

E’ l’anno di Diodato. A pochi mesi dalla vittoria del Festival di Sanremo, Diodato √® premiato per la ‘miglior canzone’ ai David di Donatello. ‘Che vita meravigliosa’ √®, infatti, la colonna sonora de ‘La Dea Fortuna’ di¬†Ferzan √Ėzpetek, film che vede protagonisti Edoardo Leo, Stefano Accorsi e Jasmine Trinca.¬†Trionfa ancora una volta la delicatezza del cantante tarantino, un artista pacato e silenzioso per il quale √® giunto il momento di fare – finalmente, dopo 13 anni – rumore.

Dopo I David, Europe Shine a Light

Il 16 maggio Diodato sar√†, inoltre, protagonista dello ‘Europe Shine a Light’: nell’impossibilit√† di realizzare l’Eurovision song Contest a Rotterdam causa Coronavirus, l’Europa si unir√† in musica a distanza in uno show alternativo e… non-competitivo. L’idea nasce dagli organizzatori stessi dell’Eurovision, ispirati dai canti dai balconi che hanno contraddistinto la lunga quarantena italiana.

La ‘vita meravigliosa’ de La Dea Fortuna

Che nostalgia quel pomeriggio quando la prima volta ho ascoltato la canzone di un certo Diodato. Che vita meravigliosa. Ho smesso di ascoltarla dopo 30 secondi e ho detto alla produzione: √® questa! Questa va nel film. Finalmente abbiamo trovato la canzone dei titoli di coda! Cos√¨ ho conosciuto il grande artista di una rara sensibilit√† e modestia‘, aveva scritto lo scorso 10 febbraio Ferzan √Ėzpetek sul suo profilo Facebook.

Delicatamente ritmata, orchestrale, piena. ‘Che vita meravigliosa’ culla l’animo, regala delicatezza e dolcezza, alludendo a una vita talvolta seducente talvolta dolorosa. E lo fa con semplicit√†, chiarezza, empatia. E comprensione. Perch√© √® in totale serenit√† che Diodato racconta le perfidie e le incertezze della (meravigliosa) vita che contraddistinguo la nostra quotidianit√†.

‘La Dea Fortuna’ si rivela essere il suo nido ospitante perfetto: la vita scombina, distrugge e ricompensa. E il film ne propone un semplice e fedele ritratto: una coppia in crisi ormai da anni ritrova la passione e l’amore offuscati dalla monotonia della vita grazie all’irruzione di una loro vecchia amica e dei suoi due figli. Un tragico evento scombussoler√† le vite di tutti, e non necessariamente in modo negativo.

La vittoria ai David

Diodato, nato ad Aosta ma di origini pugliesi, √® laureato in cinema. E non tutti lo sanno. ‘Due delle pi√Ļ grandi passioni della mia vita si sono incontrate di nuovo e mi hanno regalato questa emozione, questa gratitudine’, scrive sui social non appena appresa la notizia della vittoria.

Poi ringrazia Ferzan √Ėzpetek per essersi affidato alle sue note. Nel post si legge ‘Grazie per¬†tutto il suo cinema, per tutta la sua passione, per quel fuoco e quello sguardo sulla vita che da sempre mi ispira.¬†Non sai quante volte, Ferzan, sono tornato a casa con i tuoi personaggi, con quelle atmosfere, con quella musica che avevi scelto, non sai quante!’.

Diodato al cinema per la terza volta

La prima volta che Diodato appare al cinema √® nel 2013: ai tempi aveva reso omaggio a Fabrizio De Andr√® con ‘Amore che vieni, Amore che vai’ e Daniele Luchetti scelse la sua versione come colonna sonora di ‘Anni felici’. ‘Al¬†cinema ricordo che mi faceva veramente strano stare l√¨ in mezzo alla gente e ascoltare la mia voce che veniva fuori accompagnata da quelle splendide immagini. E‚Äô particolare’, aveva raccontato il cantante a Radio Italia.

Nel 2018 partecipa, invece, alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia con ‘Adesso’, colonna sonora del cortometraggio ‘La notte prima’ di¬†Annamaria Liguori. Quel brano √® stato presentato lo stesso anno a Sanremo, in duetto con Roy Paci. I due si erano posizionati all’ottavo posto.

Ma Diodato √® in continua ricerca di stimoli, di nuove sensazioni da raccontare e a tal proposito, qualche anno fa, proprio a ridosso della mostra del cinema di Venezia, ha confessato di voler diventare colonna sonora di un film thriller. Insomma, non proprio un genere che di primo acchito potrebbe sposarsi bene con la dolcezza del suo tono di voce… o forse si. D’altronde, i colpi di genio al cinema (come nell’arte in generale) sono le trovate inaspettate, l’accostamento di contraddizioni dal risultato ambiguo ma molto efficace.

E allora, in bocca al lupo Diodato. Nella musica, e al cinema.

 

 

 

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