Il Collegio 5, l’intenzione è buona ma la cultura oscilla

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Il Collegio 5 è giunto a metà del suo percorso: nella puntata di martedì 17 novembre in onda su Rai2, i collegiali hanno ricevuto le pagelle. Molte le espulsioni dalla classe 1992, ma a compensare vi sono costanti nuovi arrivi. Il clima dell’Istituto Regina Margherita sembra migliorare, ma l’indisciplina rimane il perno di questa edizione da record di ascolti.

Le pagelle di metà percorso

È tempo di verdetto, dunque, per i protagonisti del docu-reality. La quarta puntata coincide con la quarta settimana di scuola. Solo chi ha ottenuto la sufficienza può continuare il percorso educativo dettato dalle regole del 1992. Senza la sufficienza si è costretti a seguire lo stesso destino della Morabito o di Bettin e Crivellini.

Alla presidenza torna Bosisio, sostituito nella scorsa puntata dalla Professoressa Petolicchio. La quarta puntata cominciava bene: i ragazzi avrebbero potuto vivere la loro prima esperienza fuori porta e combinare un po’ di cultura con una ventata di aria fresca. Anche la gita fuori porta, però, è stata ‘rovinata’ da un irrefrenabile animo ribelle.

Gli studenti hanno inoltre assistito alla prima lezione di video-arte che ha permesso loro di liberare la propria fantasia e creatività al fine di girare un videoclip sulle note di Ci vuole un fisico bestiale. Anche in questa occasione non sono mancati i rimproveri.

In questa settimana c’era un solo obiettivo: conquistare la divisa rossa. Non tutti, però, si meritano di continuare la propria permanenza all’interno della struttura di Anagni. Eppure, perché tanta indisciplina? Forse le telecamere istigano?

Il collegio sensibilizza alla scuola. Siamo sicuri?

È un programma televisivo. E su questo non vi è dubbio. È anche scuola, però, o perlomeno questo è l’intento. Il Collegio vuole educare gli adolescenti di oggi secondo rigide regole di annate passate: abbiamo infatti visto nelle scorse edizioni gli anni Sessanta, Ottanta e adesso Novanta.

Eppure, un costante senso di ribellione e inadeguatezza contraddistingue (quasi) ogni studente distogliendo l’attenzione dall’apprendimento. E come in tutte le classi di tutte le annate, c’è l’eccezione alla regola, che in questa quinta edizione si chiama Andrea Di Piero.

Se ci pensate, però, Di Piero è un tassello spesso secondario del racconto. Si ricorda perché il suo savoir faire è indimenticabile, ma l’attenzione è sempre su chi non merita… e questo è funzionale ai fini del programma.

Gli argomenti trattati a lezione – talvolta interessanti – vengono declassati sul nascere da schiamazzi e vocii. Fanno divertire, all’istante, poi stufano. Una routine, questa, che accomuna tutte le lezioni da quattro settimane a questa parte. Eppure Il Collegio dovrebbe risollevare la fascia cultura-intrattenimento avanzata dalla Rai. Che si stia perdendo un po’ di vista l’obiettivo?

Il Grande Fratello degli adolescenti

Il Collegio è comunque un interessantissimo esperimento sociale. Un ‘Grande Fratello’ degli adolescenti lo si potrebbe definire. Ragazzi dai 14 ai 17 anni che vengono ‘rinchiusi’ all’interno di un collegio e controllati 24 ore su 24. Forse un po’ meno del caposaldo dei reality show, ma l’occhio della telecamera non risparmia neppure in questo caso.

È interessante osservare i comportamenti dei ragazzi catapultati in un tempo a loro così lontano, senza internet e cellulari, con un taglio di capelli a loro detta umiliante e con indosso una divisa uguale per tutti. Insomma, una sorta di prigionia vissuta in maniera totalmente differente dai ragazzi.

Si possono osservare le loro reazioni, i loro cambiamenti, i loro stati d’animo. C’è chi è fragile, ma la consapevolezza di essere pur sempre in televisione sembra sprigionare effetti collaterali. E poi, è un vero e proprio trampolino di lancio. ‘Magari se mi comporto così il pubblico mi apprezza di più’, potrebbe essere un pensiero ricorrente.

La popolarità è sempre un’arma a doppio taglio

E c’è di più. Una volta usciti da Il Collegio, i ragazzi vengono travolti dalle politiche dei social network con un esponenziale aumento di followers. Alcuni di loro sono addirittura costretti a creare nuovi profili ‘ufficiali’: questo però non sempre giova i collegiali.

Come si è potuto vedere in questi ultimi giorni, Aurora Morabito è stata fortemente insultata per la maleducazione dimostrata nel suo percorso. E così Bettini, espulso nel corso della puntata di martedì 17 novembre.

Insomma, si criticano i ragazzi per il poco rispetto dimostrato a lezione e nell’arco della giornata – non dimentichiamo il caos notturno nelle aule o le urla in camera da letto -, per le risposte sfrontate e scortesi a professori e sorveglianti – ma anche al preside – e per la poca attenzione e interesse a lezione.

C’è anche da dire, però, che fanno spesso divertire, sorridere e commuovere. Coinvolgono gli adulti facendoli tornare adolescenti, portando loro a ripensare a com’erano a 16 anni. E probabilmente, in ognuno di noi si nasconde o si è nascosto un collegiale di Villa Margherita.

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