La7 resuscita Lingo coi baffi, ma al gioco serve un finale forte – Recensione

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La prima puntata di Lingo – Parole in gioco, il nuovo programma su La7 con Caterina Balivo, si può considerare una riuscita resurrezione tv con i baffi. A tal punto che i baffi la conduttrice li indossa anche. Finti ovviamente, e per aprire questo primo ciclo di puntate in scherzosa polemica con i conduttori uomini che affollano il preserale degli altri canali. Quando si dice che ogni riferimento a persone o altri programmi è puramente casuale…

Caterina Balivo coi baffi convince

Sta di fatto che, a sorpresa, Caterina Balivo convince. Evidentemente, anni di racconto delle emozioni in Rai consentono alla conduttrice di relazionarsi con i concorrenti di Lingo con imprevista empatia. Di sicuro, rispetto al precedente conduttore italiano del programma, Giancarlo Magalli, che in Una Parola di Troppo su Rai 2 non appariva quasi mai troppo empatico. Anzi, a tratti, risultava ironicamente assai sprucido nei confronti dei partecipanti al quiz.

Lingo resuscita sulla La7 politica

Dopo i dubbi nel vederla su Tv8 e alla conduzione di Help – Ho un dubbio su Rai 2, con Lingo Caterina Balivo sembra trovare una nuova identità televisiva. Tra le poche conduttrici donne di quiz in Italia, su La7 dimostra sin da subito alcune qualità fino ad oggi in tv inesplorate. Sa lanciare i vari giochi come nella versione originale del format dal Regno Unito. Interagisce con ironia con Simona Tempia, l’esperto di parole in studio. Sa coinvolgere i concorrenti anche grazie all’uso di frasi estemporanee, input musicali o immagini attuali. La foto dei politici in campagna elettorale è un momento coi baffi. Lo è soprattutto si considera che il gioco va praticamente in onda su una sorta di all-news di notizie politiche…

Le novità del gioco con le parole

Tuttavia, anche la scenografia in studio, per quanto non così grande, si lascia apprezzare. Il motivo? Vari colori sgarcianti che cambiano ad ogni manche, linee mai troppo marcate ed un led di forma circolare che dà equilibrio all’economia generale del gioco. Sono tutti elementi che aiutano per prima la stessa ‘padrona di casa’, dal canto suo anche alle prese con grafiche standard dei giochi (i cosiddetti Lingo in diverse combinazioni) e immagini che il regista favorisce in ‘risposta’ ad alcune delle parole da indovinare. Insomma: anche l’occhio vuole la sua parte, cosicché nella prima puntata di Lingo, dalla regia mandano in onda anche la foto del matrimonio di Federica Pellegrini dopo aver pronunciato la parola ‘sposa’…

Lingo in cerca di un finale forte

Peccato, vien da dire, per qualche taglio apparentemente troppo brusco in fase di montaggio, per il finale diverso da quello visto mesi fa su Rai 2 con Magalli (già dimenticato il bingo con le palline?) e per la scelta di palinsesto – questa sì a tratti apparentemente inspiegabile – di chiudere in anticipo la puntata – almeno quella iniziale di lunedì 12 settembre 2022 – di più di 10 minuti rispetto alle ore 20:00.

La recensione della prima puntata

La sensazione, al netto delle riconosciute qualità del programma su La7, è che il nuovo Lingo in versione tricolore cerchi un finale forte. Potrebbe venir voglia, vien da dire ancora, di fare sul serio contro i competitor, e per farlo parrebbero necessari almeno due elementi. La scommessa sembra infatti quella di giocare con le parole (ma anche con gli ascolti e i blocchi pubblicitari degli altri programmi in onda alla stessa ora) e di intercettare (centellinando i minuti di messa in onda) quel pubblico a casa ormai da anni affezionato ai giochi con le parole in tv. Insomma: servirebbe un lingo da 8 (minuti), anche solo uno, possibilmente con tensione sul finale e che funzioni una volte per tutte.

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