Noi, la serie chiude con ascolti bassi: i punti deboli dalla trama al cast

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Chi entra papa esce cardinale. Purtroppo è quello che è successo a Noi, la serie TV di Rai 1 in 6 puntate con Lino Guanciale e Aurora Ruffino, giunta a termine domenica 10 aprile 2022. Sul piano degli ascolti, l‘ultima puntata ha totalizzato 3.626.000 telespettatori, pari al 17,5% di share. Un risultato in leggero aumento rispetto alle puntate precedenti, in calo rispetto al debutto e certamente lontano dalle aspettative.

Noi è il remake di This Is Us, celeberrima serie americana, vincitrice di molteplici premi, tra cui 2 Emmy e un Golden Globe. L’arrivo dell’adattamento italiano è stato preceduto da un ingente battage pubblicitario, che ha contribuito ad accrescere le attese.

Tre attori non fanno una serie

Attese che sono state tradite una volta andati in onda gli episodi. Il cast ha al suo interno nomi di primo piano della serialità italiana, come Lino Guanciale e Aurora Ruffino. Purtroppo, il ruolo di Guanciale (Pietro Peirò) è quasi marginale. Dunque aiuta, ma non può reggere l’intero impianto narrativo.

Stesso discorso per Dario Aita (Claudio Peirò) e Claudia Marsicano (Cate Peirò). Bravissimi, credibili e naturali nei panni dei due fratelli. Come dovrebbe essere quando ci si approccia a un film o a una serie. Purtroppo non sempre scontato. Bravissimi, si diceva, ma anche in questo caso due attori non possono impreziosire da soli l’intera serie, che in questo caso è esplicitamente un racconto corale.

Nel corso dei 12 episodi, infatti, Noi riserva ampio spazio a ciascuno dei protagonisti, ma non con gli stessi risultati. In generale, spiace sottolinearlo, ma non tutti gli attori presenti nel cast dimostrano di possedere la giusta forza per donare credibilità al ruolo ricoperto.

I punti deboli di Noi – La serie

Per quanto riguarda la sceneggiatura, durante la conferenza stampa di presentazione è stata sottolineata la necessità di adattamento al contesto italiano e di scrematura rispetto alla versione originale. L’italianità emerge, ma sfugge il senso di alcune scene. O meglio, l’assenza di pathos o lunghi passaggi su frangenti che sarebbe stato meglio asciugare.

Un esempio? Il viaggio di Daniele (Livio Kone) verso Napoli in compagnia del padre biologico Mimmo (Timothy Martin). Daniele chiama la moglie in videochiamata dal locale in cui il padre sta suonando la tromba. E’ l’unico caso al mondo in cui, durante un concerto, l’audio non risulta disturbato (!).

L’altro aspetto che toglie credibilità al racconto è la questione degli accenti. Tre ragazzi nati e cresciuti a Torino con accenti romano e lombardo. Una sfumatura che non aiuta a catalizzare l’attenzione del pubblico.

Ancora, nell’ultima puntata Claudio scappa dal teatro un minuto prima di entrare in scena per correre dal fratello Daniele, in preda a un attacco di panico. Non solo fugge a piedi, ma non avvisa neanche la moglie Betta, comodamente seduta in sala, ignara della tragedia che si potrebbe consumare. Non sappiamo in che mondo vivano i componenti della famiglia Peirò, di certo in un mondo particolare in cui l’assurdo è il pane quotidiano.

Un’occasione sprecata

Al di là delle singole criticità, qualcosa deve essere andato storto nella ricezione da parte della platea. I numeri dimostrano che Noi, a differenza di altre serie, non ha fatto centro. Per Rai 1 un’occasione sprecata, ma forse anche un dettaglio da tenere a mente per le prossime produzioni.

Il remake va bene, ma se adattato con criterio e con un cast credibile e affiatato. Studio Battaglia, per fare un esempio recentissimo, è l’adattamento di The Split. La storia è stata riscritta in ottica italiana e gli attori sono tutti all’altezza delle aspettative. Ciascuno è credibile nei panni che indossa, non vi sono esagerazioni e la narrazione è realistica. Del resto, qual è l’obiettivo della fiction se non quello di consentire al telespettatore di immedesimarsi o di evadere osservando le vite altrui?

Noi – La serie 2 ci sarà? Seconda stagione in forse

Con il debutto della versione italiana di This Is Us i fan accaniti della serie con Milo Ventimiglia e Mandy Moore hanno sperato di trovare il surrogato della porta accanto. Dopo la prova non proprio esaltante dei primi 6 episodi, però, non è dato sapere se vi sarà una seconda stagione.

Gli ascolti non sono stati strabilianti e un nuovo ciclo di puntate potrebbe togliere risorse economiche e produttive ad altri titoli certamente più forti. D’altro canto, si potrebbe decidere di proseguire l’esperimento, migliorando alcune criticità che hanno di fatto impedito la trasformazione della serie in un successo.

Il finale aperto dell’ultima puntata

Tuttavia, è d’uopo osservare che la prima stagione di Noi si conclude con un finale aperto, al punto da necessitare per forza un ulteriore sviluppo. Non viene svelato, infatti, come muore Pietro Peirò. Inoltre, sono da esplorare l’inizio della convivenza tra Cate e Teo, così come l‘amore ritrovato tra Claudio e l’ex moglie Sofia. Infine, Daniele e Betta decidono di adottare un bambino. Gli elementi per proseguire ci sono tutti. Adesso la decisione spetta alla Rai.

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