Sanremo 2022, Maria Chiara Giannetta impeccabile, ma manca il ‘gran finale’

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Maria Chiara Giannetta, conduttrice della quarta serata del Festival di Sanremo 2022

‘Ho detto speriamo che non mi mettono dopo Drusilla se no è finita. Volevo fare quella simpatica e intelligente, cambiamo strategia’. Invece, Maria Chiara Giannetta, co-conduttrice della quarta serata di Sanremo 2022, venerdì 4 febbraio sul palco del Festival ha portato simpatia e intelligenza.

Il debutto convicente di Maria Chiara Giannetta

Decisa, sorridente e spigliata, ha fatto il suo debutto all’Ariston con il piglio dell’attrice navigata, che affronta la platea con la decisione e la sicurezza che non devono mancare a chi affronta un palco. Sin dalla discesa delle scale, è stato chiaro a tutti che non ci si trovava di fronte a un’artista impaurita, capitata lì per caso, ma a una professionista.

La sua professionalità è emersa negli scambi di battute con Amadeus, nei momenti che l’hanno vista protagonista, nel modo di destreggiarsi sul palco più importante e più difficile. Non un cenno di tentennamento, forse un velo di emozione, ben celato dall’esperienza accumulata negli anni di set.

Dopo Drusilla era difficile mantenere alta l’asticella, ma Maria Chiara Giannetta ce l’ha fatta. Il dialogo tra innamorati portato in scena insieme a Maurizio Lastrico si è rivelato un bellissimo pezzo di televisione. Un numero semplice, ma non per questo banale o scontato.

Il secondo momento ha riguardato la serie Blanca, o meglio, le persone che l’hanno aiutata a immedesimarsi in Blanca per poter interpretare il personaggio che l’ha consacrata. Ha portato sul palco i suoi ‘angeli’ e ha chiesto al pubblico di chiudere gli occhi per provare a capire com’è la vita di un non vedente. Un momento forte e emozionante, che contribuisce a centrare l’obiettivo di Amadeus: non farsi intrappolare dalle scatole e abbattere i muri.

La mancanza del ‘gran finale’

Dopodiché la serata è proseguita e Maria Chiara Giannetta non ha più avuto momenti ‘dedicati’. Un peccato, perché avrebbe potuto dare ancora di più. Si è sentita, infatti, la mancanza della giusta chiusa, per dirla alla Amadeus, del ‘gran finale’, come è stato per Drusilla Foer. Certo, la scaletta era densa, ma un’altra uscita non avrebbe guastato, già solo per concludere in modo scoppiettante. Avrebbe meritato più spazio, il pubblico avrebbe apprezzato e l’attrice avrebbe aggiunto una goccia in più al ggià ustoso mix creato dalla serata cover.

La performance di Drusilla Foer e Giannetta

Con le performcances di Foer e Giannetta dimostrano che fare spettacolo in pochi minuti è possibile, anche a Sanremo. Soprattutto dimostra che quel palco non è per tutti. Forse sarebbe opportuno iniziare a considerare l’approdo all’Ariston un premio per chi è in grado di calcarlo, non una passerella sterile per vecchie glorie del passato, sconosciuti, personaggi o aspiranti tali non meritevoli di una simile opportunità.

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