Tale e Quale Show, il successo di un format fedele a sé stesso

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La decima edizione di Tale e Quale Show è giunta a termine venerdì 23 ottobre e, anche quest’anno, il programma condotto da Carlo Conti ha raccolto ottimi consensi. Le ragioni di un successo reiterato, anno dopo anno, sono da rinvenire in diversi fattori.

Innanzitutto, il format. Assistere alla completa trasformazione di un personaggio famoso che deve indossare i panni di un collega incuriosisce. La metamorfosi deve essere totale e riguarda ogni aspetto estetico e non del cantante interpretato.

Trucco, parrucco e esecuzione

Sono diversi i fattori che decretano la riuscita di una imitazione. L’impatto iniziale riguarda il trucco. Quanto più il concorrente somiglia al cantante interpretato, tanto più il pubblico è bene intenzionato ad assistere all’esibizione.

Vi è poi la prossemica. Se il vip in gara è in grado di replicare a menadito le movenze dell’artista di cui assume le sembianze, parte col piede giusto ed è tutto in discesa. Ultimo, ma non ultimo, l’esecuzione del brano.

Ogni anno, Tale e Quale Show mette alla prova il cast con prove talvolta (relativamente) semplici, talvolta con sfide impossibili. Voci baritonali si mischiano a falsetti, uomini che devono interpretare donne, donne che devono interpretare uomini: è un fantastico pot-pourri. Chi riesce a mettere insieme i tre elementi e dimostra di essere un vero e proprio sosia ha la strada spianata per una posizione alta in classifica.

Il cast di Tale e Quale Show

Il cast è fondamentale per la riuscita del programma. Vi devono essere i fuoriclasse, in grado di interpretare qualsiasi canzone, qualsiasi artista e risultare sempre credibili. Necessaria la presenza di concorrenti non bravissimi, ma che si impegnano; meglio ancora se in grado di regalare momenti esilaranti ai presenti in studio e al pubblico a casa. Poi, non devono mancare gli insospettabili, coloro i quali partono in sordina per poi sfoderare armi segrete e stupire il pubblico.

In questo Carlo Conti è un maestro. Ogni anno il gruppo di artisti in gara è creato con estrema attenzione: vi sono il fuoriclasse, l’insospettato e il mediano. Ogni elemento è calibrato al fine di raggiungere per un amalgama ineccepibile.

La giuria e il ruolo di Carlo Conti

Altro elemento di forza è la giuria. Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme sono affiatati e partecipativi. Severi al punto giusto, ma allo stesso tempo scanzonati, valorizzano sapientemente i passaggi tra una esibizione e l’altra.

Il padrone di casa, poi, gioca per sottrazione. Indica la direzione, ma interviene il minimo indispensabile, lasciando la scena ora ai concorrenti ora ai giudici.

In questo susseguirsi di un’esibizione dopo l’altra, il pubblico non rimane inerme o disinteressato. Anzi, è invogliato a vedere le clip che riassumono la preparazione raggiunta in settimana e, soprattutto, a osservare la trasformazione. In un certo senso, può ergersi a giudice e decidere se promuovere o bocciare le esibizioni.

Tale e Quale Show non rischia l’effetto usura

Nonostante si discuta spesso del rischio usura dei programmi televisivi e delle necessità di rinnovarsi, Tale e Quale Show vince perché rimane fedele a sé stesso. Il meccanismo del gioco è invariato, a cambiare sono pochi dettagli che non compromettono né modificano l’intero ingranaggio. Soprattutto, a rivelarsi vincente è lo spirito: divertente, leggero, scanzonato. I concorrenti accettano di buon grado il giudizio e non si entra mai in polemica. I siparietti accesi non trovano spazio e fanno sì che la serata si svolga nella assoluta ilarità, proprio come accade tra amici.

A differenza della gran parte dei format di successo, in affanno dopo le prime dizioni e costretti a stravolgersi pur di rimanere a galla, Tale e Quale Show va controcorrente. Si presenta sempre uguale a sé stesso, non si modifica, non introduce giochetti, manches, scontri, meccanismi complessi. Ripropone lo stesso schema e il pubblico gradisce. Segno che talvolta il problema non è l’usura di un programma, ma la costruzione dello stesso.

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