Fake su Nove con Valentina Petrini, la lotta alle bufale prosegue

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Mercoledì 28 ottobre torna su Nove Fake – La fabbrica delle notizie. Condotto da Valentina Petrini, il programma si prefigge l’obiettivo di smontare le bufale per restituire un pizzico di verità ai telespettatori, quindi all’opinione pubblica. Impresa non facile, in particolare in questo momento storico, caratterizzato da una evidente infodemia.

Le eccessive informazioni, le notizie vere o presunte, più o meno confermate, spesso lanciate senza approfondite verifiche sono il leitmotiv dei tempi. Chiunque si erge a esperto e chiunque dice la sua. Come in un vortice incontrollabile, il flusso di notizie vaga sui social e non solo, acquista visibilità, quindi autorevolezza, fino ad approdare sul piccolo schermo e sulla carta stampata, non senza conseguenze.

Cosa accade, infatti, se una notizia falsa, finta, inventata, viene spacciata per vera e data in pasto ai mezzi di comunicazione? Accade che mina l’opinione pubblica, mina le istituzioni, mina la società. Influenza la vita dei cittadini e rischia di creare tensioni di non poco conto.

Sebbene la pandemia abbia, ancora di più, messo in evidenza i rischi che una fake news comporta, la questione è di non facile risoluzione e dipende da fattori antecedenti all’emergenza sanitaria. È difficile controllare il diffondersi di una bufala. Spesso impossibile. I social network fungono da cassa di risonanza impossibile da richiudere e l’opinione pubblica diventa destinataria di informazioni del tutto infondate contro le quali si può fare poco o nulla.

La responsabilità dei giornalisti

A questo meccanismo suicida contribuisce, però, anche la classe giornalistica. Se, da un lato, è dovere dei giornalisti combattere il diffondersi di notizie false, dall’altro, talvolta è la medesima categoria a contribuire al problema, omettendo di verificare la veridicità della stessa. I giornalisti hanno smesso di essere cani da guardia della democrazia, un po’ per la velocità con cui si è costretti a lavorare, un po’ per pigrizia. È più comodo rilanciare quanto scritto da altri, specialmente se crea interesse, stimola dibattito e fa discutere. In caso di fake news, poi, c’è sempre tempo per una smentita.

È proprio qui l’errore. La smentita è uno strumento prezioso, che non dovrebbe essere abusato. Rilanciare qualsiasi notizia e smentirla dopo che ha fatto il giro del mondo crea un danno doppio, di difficile riparazione.

L’ideale romantico di Fake

Accanto a Valentina Petrini, nello studio di Fake vi saranno i ‘fact checker’ David Puente e Paolo Attivissimo, insieme con il Professore Matteo Flora. In ogni puntata, in onda il mercoledì sera alle 23.30, la conduttrice, con l’aiuto dei suoi ospiti, analizzerà le notizie che durante la settimana hanno fatto discutere maggiormente e fornirà al pubblico gli strumenti per decodificare le informazioni ricevute. Una missione quasi impossibile. Un ideale altissimo, difficile da raggiungere, ma comunque perseguito e degno di nota. In questo senso, Fake – La fabbrica delle notizie reca in sé qualcosa di affascinante, persino romantico, quasi d’altri tempi. Un barlume di speranza in questi tempi bui.

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