Vaccini, la lezione di Chiara Ferragni ai politici italiani

Autore

Categorie

Condividi

Nei giorni infuocati dalle polemiche sui vaccini, Chiara Ferragni lancia un appello dal suo profilo Instagram. Un lungo sfogo accorato e comprensibile, che parte da un fatto privato per accendere un faro sulla situazione imbarazzante che da mesi vive la Lombardia e non solo.

‘Oggi la nonna di Fede farà il vaccino. E sapete perché? Perché dopo le mie stories di critica alla gestione dei vaccini di ieri, un addetto alla vaccinazione ha chiamato nonna Luciana chiedendo: ‘Lei è la nonna di Fedez? Allora alle 12 può venire a fare il vaccino”, scrive.

Già dal preambolo, è evidente che qualcosa nelle stanze dei bottoni si sia smossa e che qualcuno abbia cercato di correre ai ripari. Troppo tardi, perché Chiara Ferragni non ci sta e denuncia pubblicamente il misfatto, per sottolineare le troppe discrasie ormai all’ordine del giorno.

La denuncia di Chiara Ferragni

‘Se ieri ero arrabbiata, oggi lo sono ancora di più, pensando che nonna Luciana, che aveva diritto di essere vaccinata da mesi, riesca a far rispettare un suo diritto solo perché qualcuno ha paura che io possa smuovere l’opinione pubblica‘, scrive. E’ diretta la Ferragni, senza mezzi termini, come sempre quando decide di esporsi su una causa comune.

‘Le altre nonne che hanno lo stesso diritto e non hanno chi può farsi sentire mediaticamente come faranno? Chiedo il vaccino per tutte loro, per tutte le persone fragili, per tutti coloro i cui diritti fino ad oggi sono stati calpestati‘.

‘Ho pianto ascoltando le storie di amiche che hanno perso una madre, un nonno, uno zio’, prosegue. ‘E tutto questo perché? Perché da un anno gli errori di chi dovrebbe pendersi cura di tutti noi si susseguono‘. Il pensiero è rivolto principalmente alla Lombardia. ‘Vedere la Lombardia che fa un casino dietro l’altro è scoraggiante. Mi fa arrabbiare vedere i responsabili che continuano a sbagliare, sia quelli che c’erano e sono andati via che quelli che ci sono sempre stati e sono ancora sulle loro poltrone senza vergogna. Fino ai nuovi responsabili, quelli che sono arrivati e non si prendono le colpe di quello che continua a succedere’.

L’appello a Mario Draghi

Infine, lancia un appello a tutta la classe politica, a partire da Mario Draghi, affinché faccia qualcosa, fino a chi è incaricato di gestire la vaccinazione. ‘Vogliamo che vi diate una mossa, che se sbagliate chiedete scusa e poi lasciate le vostre poltrone a chi ne ha le capacità. (…) Basta chiacchiere! Basta! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare perché la gente è stanca! Vogliamo tornare a essere orgogliosi di essere lombardi, italiani, europei! Perché oggi non siamo più certi di poterlo essere!’.

Un appello forte, fortissimo, rimbalzato urbi et orbi, che non può essere ignorato. Non è la prima volta che Chiara Ferragni prende posizione e non è la prima volta che prova a offrire il suo aiuto in un momento difficile. L’anno scorso, all’inizio della pandemia, ha aperto una raccolta fondi che ha portato alla costruzione di un reparto di terapia intensiva. Alle accuse – copiose e infondate – ha risposto con i fatti.

Quando Giuseppe Conte ha chiesto a lei e a Fedez di sensibilizzare i giovani sulla necessità di indossare la mascherina, hanno accettato di buon grado, arrivando là dove la politica aveva fallito.

E anche adesso, davanti al più grande scandalo degli ultimi decenni, è necessario il suo intervento affinché i dirigenti politici preposti alla gestione delle vaccinazioni corrano in fretta ai ripari. Avrebbe potuto approfittare della corsia preferenziale e tacere. Invece no. Denuncia pubblicamente, indignata.

Se lo ricordino coloro i quali sono sempre pronti a puntare il dito contro lei e Fedez solo per agitare le acque o più semplicemente per mera invidia. Se lo ricordino coloro i quali accusano Chiara Ferragni e il marito di qualsiasi evento negativo accada in Italia.

A oltre un anno dal suo inizio, la pandemia ha evidenziato ancora di più l’inadeguatezza della classe politica italiana. Forse, però, non tutto è perduto. Forse un cambio di passo è ancora possibile. Grazie ai social.

scritto da

Share