X Factor 2020, un’edizione nel segno della diversità e dell’inclusione

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Giovedì 17 settembre in prima serata su Sky Uno debutta X Factor 2020. La quattordicesima edizione del talent show sarà condotta, ancora una volta, da Alessandro Cattelan e vedrà all’opera i quattro giudici Manuel Agnelli, Emma, Mika e Hell Raton.

Il talent show riparte dopo il lockdown, che ha riscritto le regole della televisione e anche della musica. ‘Tutto è cambiato. Abbiamo smesso di abbracciarci, abbiamo smesso di baciarci, abbiamo smesso di condividere grandi momenti. C’è una cosa che non abbiamo mai smesso di fare: non abbia mai smesso di cantare. Quindi, abbiamo continuato a fare quello che sappiamo far meglio’.

Inizia così X Factor 2020, dalle parole del padrone di casa Alessandro Cattelan. Non ci sarà il pubblico, i giudici siederanno a un tavolo più grande per permettere il distanziamento, ma il racconto persegue lo stesso obiettivo: ‘trovare persone che dopo abbiano un futuro, la cosa più difficile’, afferma Emma.

Il nuovo corso di X Factor 2020

Nell’anteprima mostrata alla stampa è possibile intravedere il nuovo corso di X Factor. Molti cantautori, anche giovanissimi, rapper, band, tutti in cerca di un’opportunità. Anche quest’anno, il programma funge da specchio della società e la racconta attraverso i suoi protagonisti: dal ragazzo che si sente a suo agio con abiti da donna alla ragazza discriminata perché di origine marocchina, il racconto sposa l’attualità.

E poco importa che nei pochi minuti di anteprima siano stati pochi gli aspiranti talenti che hanno fatto esclamare: ‘Wow’! Dopo quattordici anni e una miriade di talent show canori, è sempre più difficile intravedere il fattore x, che sia vero portatore di novità, meritevole di un posto nella sempre più caotica industria discografica.

Manuel Agnelli: ‘Dobbiamo dare voce ai ragazzi’

Il mondo è cambiato e con esso anche X Factor. Lo sottolinea bene Manuel Agnelli: ‘La cosa più importante in questo momento è portare in giro la musica, mostrarla in tutti i suoi aspetti. La ricerca del talento è stata un’ossessione, sembra che questo programma possa esistere solo se troviamo la nuova grande star, ma penso sia più importate continuare a dare voce alla musica e a quei ragazzi, per le cose che scrivono e che hanno da dire’.

È lecito pensare, dunque, che il racconto si sposterà dal piano prettamente musicale a quello umano. ‘In questo momento c’è un motivo che ci accomuna’, prosegue, ‘la musica è ferma e lo sarà ancora per un po’, almeno quella live. Portarla in giro diventa ancora più importante, in televisione non ce n’è mai abbastanza, non c’è mai approfondimento’.

In merito alla decisione di tonare a sedere tra i giudici, dice: ‘Mi ha intrigato tantissimo il progetto di X Factor di quest’anno. Forse proprio il fatto che non ci sia pubblico dà la possibilità di fare musica meno spettacolarizzata, ma non meno spettacolare. C’è la possibilità di avere un rapporto diverso già da subito con gli artisti e vedere un lato che forse è più vicino alla loro quotidianità’.

La ripartenza dopo le difficoltà della scorsa edizione

L’edizione 2020 parte con due freni importanti: realizzare uno show in emergenza sanitaria, con tutto ciò che comporta, e i risultati non proprio idilliaci dell’anno scorso. A tale proposito, Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming Sky Italia, spiega: ‘La scelta di tornare a farlo è stata politica. Non avevamo una giuria così importante, ma solo Alessandro. Era tutto da ricostruire. Abbiamo una responsabilità e per tornare alla vita normale bisogna fare un passo alla volta e avere il coraggio di non fermarsi. In termini di qualità, abbiamo costruito un prodotto importante che non ha nulla da invidiare ai tempi normali’.

Gabriele Immirzi, CEO di Fremantle, casa di produzione del programma, aggiunge: ‘Già da gennaio lavoravamo sul restituire rilevanza a questo programma, rilevanza che l’anno scorso avevamo forse un po’ perso’. Inoltre i valori fondanti di questa edizione saranno ‘la diversità, l’inclusione, la non violenza’.

‘Quando hai dei format longevi’, aggiunge Eliana Guerra, curatrice di X Factor, ‘ti chiedi qual è la chiave per poterli rinnovare ogni anno. Poi è arrivato il Covid e ha segnato un punto fondamentale: per la prima volta ci siamo conosciuti, non con la grandeur, ma in mutande, da stanza a stanza in una dimensione immediata, diretta, intima, e da quella cosa non puoi tornare indietro. Non potevamo non considerarlo un punto di partenza e da lì è partito tutto. Questo cambiamento di linguaggio è un cambiamento di contenuto perché cambia la storia. Con i ragazzi è stato un percorso orizzontale, li abbiamo trovati in un momento in cui hanno avuto bisogno di raccontarsi, di scrivere, di dire, di esserci, che forse rispecchia davvero cosa è successo nella musica in Italia negli ultimi tre anni. Nel 2020 un programma televisivo è un progetto. X Factor è un progetto, una community di persone’.

I nuovi giudici

Se i ragazzi sono dei ‘diamanti grezzi’, come li definisce Mika, i giudici sembrano invece abbastanza affiatati, bene amalgamati, molto più dell’anno scorso. Sulla carta, i tre intercettano fasce di pubblico diverse. Se Manuel, Mika e Emma sono già conosciuti al pubblico televisivo, la vera scommessa sarà Hell Raton. Al momento, sembra parecchio a suo agio. Staremo a vedere.

Sei le puntate di ‘preparazione’: da giovedì 17 settembre per tre settimane sarà il turno delle Audizioni; successivamente due puntate di Bootcamp e una di Last Call, cioè l’ultima possibilità di entrare a far parte della rosa dei dodici concorrenti che si esibiranno ai Live, in partenza il 29 ottobre, che tornano a Milano, dall’ex zona Expo.

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