All Together Now, la musica è cambiata e si vede

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all together now 2020 Michelle huzinker

All Together Now – La musica è cambiata: nomen omen. La nuova edizione del talent show canoro in onda su Canale 5 e condotto da Michelle Hunziker si presenta più accattivante rispetto alle precedenti. Merito dei cambiamenti apportati al format e che stanno dando i loro frutti.

La seconda puntata, trasmessa mercoledì 11 novembre 2020, ha totalizzato 3.289.000 telespettatori, pari al 16% di share. ‘Record storico’, fa sapere Canale 5, su cui è possibile fare qualche riflessione.

Gli elementi forti sono due: la giuria e le storie. I giudici sono J-Ax, Rita Pavone, Francesco Renga e Anna Tatangelo. Quattro artisti diversi, di età diverse, che si rivolgono a fasce di pubblico diverse. Tutti, però, non sono nuovi ai talent show e alle logiche televisive. J-Ax è una presenza fissa di All Together Now sin dalla prima edizione, nonché ex coach di The Voice. Francesco Renga torna sulla poltrona di una giuria dopo l’esperienza ad Amici, Anna Tatangelo dopo quella a X Factor. Rita Pavone è reduce dell’esperienza a Sanremo Young 2019.

Un talent garbato senza scontri

Ad accomunarli, la puntualità dei giudizi. Non vi è scontro, non vi è lite, non vi è polemica. Ciascuno dice la propria senza accavallarsi, senza sgomitare per primeggiare. I consigli forniti a ciascun concorrente sono costruttivi, mai distruttivi, benché rispecchino un’opinione personale. Vedere i giudici di un talent discutere in modo pacato senza trascendere, senza insulti o nervosismi è cosa rara. Assistere, poi, alla loro esibizione di gruppo aggiunge un pizzico di leggerezza a una serata già spensierata.

Il secondo elemento riguarda le storie. Chi partecipa a All Together Now lo fa indubbiamente per visibilità, ma non si tratta del classico talent show canoro. In palio non vi è un contratto discografico, ma un montepremi di 50.000 €. Chi sale su quel palco sa che deve dare il massimo perché è un one shot: o la va o la spacca.

La forza delle storie

Il focus del programma ruota attorno all’abilità canora del partecipante, ma quest’anno al racconto vocale si accosta quello personale. Ciascun concorrente porta su quel palco non solo le proprie fragilità di artista, ma anche di persona. Chi ha il padre guarito dal COVID-19, chi ha subito l’amputazione di un arto, chi ha dovuto combattere contro un tumore, chi ha perso un caro. Tutti hanno un importante bagaglio emotivo.

Se, in passato, la storia personale era un elemento a latere che aiutava a connotare il concorrente, adesso è in linea con lo Zeitgeist. All Together Now interpreta lo spirito del tempo e lo mostra, lo racconta attraverso i suoi protagonisti. Protagonisti con cui risulta facile immedesimarsi. In tempi di pandemia, la televisione dimostra di non essere avulsa dalla realtà, ma di saperla rappresentare.

Un ulteriore elemento di forza – last but not least – è la presenza di Michelle Hunziker. Asciutta e padrona della scena, si mostra sicura del progetto che ha sposato. Fa piacere vederla alla guida di un format finalmente nelle sue corde, dove è in grado di mettere in luce, ancora di più, la propria abilità alla conduzione. Il viaggio di All Together Now è solo all’inizio: alla finale mancano ancora quattro puntate, ma al momento possiamo dire che, sì, la musica è davvero cambiata.

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