Giorgio Panariello, ritratto di un comico dall’animo buono

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Nell’anno in cui ha compiuto sessant’anni, Giorgio Panariello pubblica un libro dal titolo Io sono mio fratello, edito da Mondadori e disponibile dal 3 novembre. Oggetto del racconto, il difficile rapporto con il fratello Franco, morto il 26 dicembre 2011 a Viareggio, ‘tra le braccia gelide della strada’. Un tragico evento, che ha segnato in modo indelebile la vita dello showman.

Panariello scrive del fratello per puntualizzare alcuni concetti e fare chiarezza sulle notizie diramate alla scoperta del triste evento. L’uomo non è morto per overdose, ma per ipotermia. Dopo una cena si sentì male e gli amici con cui aveva banchettato, anziché soccorrerlo, lo abbandonarono lungo le strade della città, ‘come un vecchio materasso’, come si legge nel libro e come ha dichiarato a Domenica In.

Un tributo al fratello Franco

Il libro è un tributo verso il fratello e partendo dal brutto epilogo che la vita di quest’ultimo ha avuto, Giorgio Panariello racconta la loro storia, vissuta su due binari paralleli. Due vite diverse, ma legate da un grande affetto.

Giorgio, fratello più grande di un anno, ha conosciuto gli affetti e il calore di una famiglia, avendo vissuto con i nonni. Franco, invece, cresciuto in collegio, è stato adottato dalla strada e dalle tante tentazioni che essa presenta.

Panariello assolve il fratello, ne comprende le fragilità e ammette che avrebbe potuto trovarsi al suo posto e forse solcare le sue stesse orme, ma l’affetto dei nonni lo ha salvato. È grazie a questa sliding door che segue e persegue la strada della consacrazione, mentre Franco quella della distruzione.

Seguire e perseguire, a volta con difficoltà, gli obiettivi che ci si propone aiuta a intraprendere le giuste strade della vita e a realizzare quei sogni tanto accarezzati. Qualche volta, aiuta a salvarsi.

La carriera di Giorgio Panariello

La caparbietà di Panariello ci ha consegnato un attore, un comico, uno showman popolare di tutto rispetto, un personaggio seguito da una larga fascia di pubblico. Naviga sull’onda del successo da più decenni e con la sua vis comica è stato protagonista di diversi appuntamenti sia in televisione sia al cinema.

Dopo il suo one man show su Rai 1 con Torno Sabato, trasmesso per tre stagioni, si è guadagnato la conduzione del Festival di Sanremo 2006. Ha più volte calpestato le tavole dei teatri italiani e nel 2016 debutta all’Arena di Verona con Pieraccioni, Conti e Panariello – Lo show, uno spettacolo fatto insieme agli amici di sempre, che lo porterà in tournée su e giù per lo Stivale.

Da tre stagioni è in giuria a Tale e Quale Show, condotto dall’amico Carlo Conti. Nella puntata di venerdì 6 novembre alla sua funzione di giudice ha accompagnato quella di conduttore. Insieme con Loretta Goggi e Vincenzo Salemme ha sostituito il padrone di casa, in quei giorni ricoverato in ospedale per COVID-19. Una prova personale e professionale difficile, che ha portato a termine con la maestria di un professionista e l’affetto di un amico sincero.

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