Mario Giordano e la metamorfosi inaspettata

Autore

Categorie

Condividi

‘Donaaaato, Donaaaato’. Chi segue Fuori dal coro sa che l’autore dell’esclamazione concitata è Mario Giordano, conduttore del talk show di Rete4. Da qualche tempo, il giornalista è assurto agli onori della cronaca per il nuovo stile di conduzione, spesso condito da lamentele espresse a squarciagola, con il volto fisso in camera.

Una scelta sui generis che ha attirato svariate critiche, soprattutto da parte dei social, Twitter in particolare. Non solo. Anche la televisione si è accorta dei toni accesi e accorati del conduttore e ha ben deciso di omaggiarlo con una – esilarante – parodia.

Ubaldo Pantani alias Mario Giordano

Autore del numero è Ubaldo Pantani, il quale, a inizio stagione, ha dato vita alla parodia di Mario Giordano all’interno di Quelli che il calcio. ‘Benvenuti a un’altra puntata di Fuori dal coro-Oltre, oltre le critiche, oltre i bavagli, oltre le corde vocali, oltre la decenza, oltre il giornalismo, oltre il falsetto, oltre il senso del ridicolo, oltre tutto’. Ubaldo pantani Mario giordano parodia

La maschera creata da Pantani restituisce un’immagine assolutamente verosimile. Certo, con qualche licenza poetica che aggiunge colore e provoca nel pubblico una facile risata, ma resta pur sempre un’imitazione da applausi.

Il nuovo stile di conduzione

L’imitazione suggerisce, inoltre, una riflessione sul nuovo stile di conduzione di Mario Giordano. Il giornalista è tra le fila dell’informazione Mediaset da quasi vent’anni. A lui si devono programmi di successo come Lucignolo e L’Alieno. È autore di svariati saggi, tra cui Sanguisughe, un interessante volume sulle pensioni d’oro. In generale, la sua attività giornalistica è sempre stata protesa a scoperchiare gli scandali italiani, specialmente quelli che afferiscono alle casse dello Stato e che in pochi si impegnano ad analizzare.

Un giornalista tutto d’un pezzo, dunque, che si è sempre espresso contro la ‘casta’ e che ha sempre chiesto ragguagli circa la gestione dissennata dei quattrini italici. Da un paio d’anni, però, ha dato vita a un nuovo Mario Giordano. Da quando ha debuttato alla conduzione di Fuori dal coro, nella fascia preserale nel 2018 e poi in prime time dal 2019, i telespettatori hanno assistito a una inaspettata metamorfosi.

Il programma è un talk show politico che, di settimana in settimana, analizza l’attualità politica del Paese. Come tutti i talk, a fare la forza del programma è il conduttore. Il modo di fare, di condurre, di interagire con i propri ospiti e di catturare l’attenzione del pubblico per tutta la durata della messa in onda.

Mario giordano fuori dal coro

La metamorfosi di Mario Giordano

Prima di dare il via alla prima puntata, Mario Giordano deve essersi chiesto: ‘Come possiamo catalizzare l’attenzione del pubblico? Come possiamo distinguerci dagli altri?’. E la risposta deve averla trovata in una prossemica eccessiva, in un’apertura urlata, quasi surreale, del tutto inedita per un talk show.

Il monologo iniziale, i giochini con la telecamera, le urla, la disperazione hanno fatto sì che Giordano attirasse l’attenzione. C’è un però. È tutto troppo carico.

È vero che, al di là dei ‘siparietti’ caratterizzanti, Mario Giordano è sempre Mario Giordano: fa sempre il giornalista e non lo showman; introduce e analizza, insieme ai propri ospiti, gli argomenti del giorno; racconta al suo pubblico uno spaccato dell’Italia.

La nuova cifra stilistica non riguarda la sostanza, bensì la forma. Un espediente per differenziarsi dagli altri talk show concorrenti, con più storia alle spalle e con un pubblico affezionato su cui poter contare.

Se la forma prevale sulla sostanza

Giordano aveva tutto da costruire e da conquistare. Legittimo, quindi, pensare a una nuova chiave di racconto. Legittimo calcare un po’ la mano e fare il contrario di quello che si predica da anni, ovvero la sobrietà. Ci si chiede, però, se alla fine non abbia ceduto un po’ troppo alla volontà di differenziarsi dai colleghi delle altre reti.

E se poi la forma dovesse prevalere sulla sostanza? Forse sarebbe opportuno fare un passo indietro e abbandonare gli artificiosi ed eccessivi orpelli e riscoprire la moderazione. Del resto, come diceva Coco Chanel: ‘Less is more’.

scritto da

Share