O Capitano! Mio Capitano! DOC-Nelle Tue Mani come L’Attimo Fuggente

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Oh Captain! My Captain! O Capitano! Mio Capitano! DOC-Nelle Tue Mani chiude la sua prima stagione con ascolti eccellenti. L’ultima puntata, trasmessa giovedì 19 novembre 2020, ha totalizzato 8.500.000 telespettatori, pari al 30,8 % di share. Un successo enorme e trasversale, che ha acceso ulteriormente i riflettori sulla fiction di Rai 1.

Luca Argentero e compagni si congedano dal pubblico, ma solo temporaneamente. La seconda stagione di DOC-Nelle Tue Mani, infatti, non è mera fantasia, ma realtà concreta. È ovvio che la realizzazione non sarà immediata, ma i telespettatori non dovranno dire addio al Dottor Fanti.

I punti di forza di DOC – Nelle Tue Mani

Sin dal debutto, DOC ha goduto del gradimento e della fiducia del pubblico. Miglior esordio per una fiction dal 2007. I pregi sono molteplici e li abbiamo precedentemente elencati. Ciò che preme osservare concerne l’insieme. DOC – Nelle Tue Mani è un prodotto curato. Un aggettivo apparentemente scontato, spesso sottovalutato.

Tratto da una storia vera, la sceneggiatura è costruita in modo da coinvolgere chi guarda. Ogni personaggio rispecchia un prototipo in cui è possibile immedesimarsi, l’intreccio tra i protagonisti dà continuità alla narrazione, i casi clinici servono a oliare la macchina. Il cast, infine, è azzeccato.

Lo abbiamo definito ‘un Grey’s Anatomy in salsa italica’ e così è. Ci sono la vita dell’ospedale, i pazienti da curare con le loro malattie rare, un amore profuso e diffuso per la medicina, dottori che fanno fatica a conciliare vita privata e vita professionale, ma che alla fine trovano l’optimum tra le corsie del luogo che per loro rappresenta casa: l’ospedale. È lì che tutto accade e che tutto si trasforma. La medicina è la loro missione di vita, senza dubbio alcuno.

Un magnifico gruppo di professionisti appassionati e preparati, sempre all’altezza del proprio ruolo, anche quando si incappa nell’errore. Un esempio di unione, serietà, professionalità e umiltà a cui fa sempre bene assistere, seppure si tratti di una fiction.

Andrea Fanti come Walt Whitman

Luca Argentero interpreta il Dottor Andrea Fanti e diventa presto un punto di riferimento per tutto il reparto. Un medico speciale, che impara a unire la medicina all’empatia e che ricorda quella di un altro capitano alla guida della propria imbarcazione, punto di riferimento e perno fondamentale per la propria ciurma: John Keating ovvero Robin Williams, protagonista del film Premio Oscar L’Attimo Fuggente. O. Capitano! Mio Capitano! è la poesia di Walt Whitman interpretata da Williams in una delle scene più emblematiche del film e entrate a far parte della storia del cinema, che in qualche modo ricorda la figura di Fanti. Egli è una guida, un punto di riferimento, sul lavoro ma anche nella vita, in una esistenza in cui i due piani si mischiano continuamente.

Il monologo Non Oggi

Il monologo Non Oggi altro non è che una stupenda riflessione sulla continua lotta tra la vita e la morte in cui a combattere non sono solo i malati, ma anche i medici. ‘Dovete ricordarvi sempre perché siamo qui: per metterci in mezzo tra i pazienti e la morte’. L’invito di DOC è quello di non arrendersi, di continuare a combattere per salvare vite e per onorare la propria missione, obiettivo principale per chi sposa un simile percorso professionale. Un toccante omaggio al personale sanitario, poi, in questo periodo particolarmente provato dalla pandemia. Un omaggio, forse, a L’Attimo Fuggente.

La storia d DOC – Nelle Tue Mani è una storia di speranza, un’ispirazione, un punto da cui partire. Certo, è fiction, ma la fiction non fa altro che riproporre la realtà in chiave televisiva, raccontare cioè la vita di tanti attraverso la rappresentazione di pochi. Non è avulsa dalla realtà, però. Ne è immersa più di quanto sembri. La bravura sta nel non renderla finta agli occhi di chi osserva. DOC assolve al proprio compito e, nonostante qualche punta di eccesso, non raggiunge mai la vetta dell’artifizio.

L’ultima puntata di DOC – Nelle Tue Mani

L’ultima puntata ha presentato sufficienti colpi di scena per entrare nel novero dei finali di stagioni pieni di suspense. Dalla malattia della ex moglie Agnese al complotto di cui è vittima, dai rapporti tra gli specializzandi a quello con Giulia, l’episodio è un susseguirsi di intrighi e sorprese fino all’ultima inquadratura.

Il finale è, in parte, sospeso, almeno per quanto attiene alla sua sfera privata. Rimarrà ancorato al passato o vivrà nel presente? Chi sceglierà tra Agnese e Giulia? Problemi sentimentali a parte, per una volta, i buoni vincono sui cattivi e la giustizia trionfa. Sardoni viene arrestato e Fanti può finalmente tornare a essere Doc e curare i suoi pazienti.

L’ulteriore consacrazione di Luca Argentero

Insomma, la prima stagione si conclude come si confà a tutte le serie TV degne di essere definite tali. Andrea e Giulia non saranno Derek e Meredith, ma fanno comunque sognare i telespettatori e con loro tutto il resto del cast, abilmente intrecciato. Grazie a DOC, poi, Luca Argentero ha ottenuto una nuova e ulteriore consacrazione. Se prima era uno dei tanti volti amati dal grande pubblico, adesso è l’attore del momento. Il successo di questa fiction gli dona ulteriore fama, credibilità e, soprattutto, affetto da parte dei telespettatori. Il rischio sovrapposizione tra i due personaggi è alto, ma Argentero è sufficientemente strutturato per non farsi fagocitare dal suo alter ego, ovvero Andrea Fanti.

Il grazie di DOC – Nelle Tue Mani al personale sanitario

Degna di nota, infine, la scritta proiettata a fine puntata dopo i titoli di coda e dopo il monologo Non oggi: ‘Arrivederci a presto e grazie. Ringraziamo i medici e gli operatori sanitari italiani, che stanno lottando generosamente per salvare e guarire vite umane’. Un ringraziamento non scontato che riporta alla realtà dopo un’ora di evasione, in cui le corsie degli ospedali calcate da medici in tute anticontagio e mascherine sembravano solo finzione. Poche parole, che arrivano dritte al cuore, sufficienti a provocare un’ultima emozione.

DOC – Nelle Tue Mani ha debuttato durante la pandemia, si è interrotto a causa della stessa e si è concluso a pandemia non ancora terminata. Chissà se la sceneggiatura dell’ultima puntata sia stata modificata per poter introdurre, in modo velato, il rischio epidemia. Di certo, immergersi nelle puntate della serie crea un effetto distopico, superato dall’impatto con la realtà nel finale di stagione quando sul piccolo schermo compare il ringraziamento. Un atto di sensibilità che arriva in un momento in cui ci si è forse dimenticati di quel personale sanitario che, solo pochi mesi fa, applaudivamo dai balconi.

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