Oggi è un altro giorno, il successo di Serena Bortone

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Oggi è un altro giorno si conferma un titolo forte del daytime pomeridiano di Rai 1 sul fronte degli ascolti e non solo. La puntata di lunedì 29 novembre 2021 è stata seguita da 2.007.000 telespettatori, pari al 14,9% di share. Martedì 30, invece, totalizza 1.767.000 telespettatori (14,1%).

In onda dalla stagione televisiva 2019-2020, dal debutto a oggi il programma condotto da Serena Bortone ha subito parecchie modifiche, in particolare nei primi mesi di messa in onda. La conduttrice arriva da Rai 3, precisamente da Agorà. La politica è (era?) il suo pane quotidiano e ha provato a portarlo su Rai 1.

Un nuovo abito per Serena Bortone

Dopo pranzo, però, sulla rete più istituzionale e, al tempo stesso, più over di mamma Rai, il pubblico vuole leggerezza, interviste, ricordi o pettegolezzi. Oggi è un altro giorno inizia così a modificarsi, a plasmarsi. Lo stesso fa Serena Bortone, che in poco tempo si cuce addosso un nuovo abito, quella della padrona di casa pop.

La forza di Oggi è un altro giorno

Quest’anno fa anche di più. Complici gli affetti stabili, ormai presenze fisse, e la compagnia di Memo Remigi, canta, scherza, si mette in gioco e sembra pure che si diverta. Ogni giorno è una festa e gli ascolti crescono. Il pubblico ha iniziato ad apprezzare la parte meno istituzionale e ‘distaccata’ della padrona di casa, per sostenere a gran voce quella più scanzonata che, tra una canzone e un ballo, si lascia andare a un po’ di sano cazzeggio.

La politica come guilty pleasure

Intanto la politica, da punto focale, diventa appuntamento a margine. Non invade l’intrattenimento puro né lo offusca. E’ una sorta di guilty pleasure ampiamente meritato, che non stravolge l’anima del programma. Del resto, Serena Bortone è una giornalista politica e voler tornare al primo amore è più che lecito.

In questa ricerca della strada giusta, però, Bortone ha fatto qualcosa in più. Da professionista qual è, si è appassionata a qualcosa che inizialmente non doveva piacerle granché. O forse non era semplicemente il suo. O, ancora, teneva per sé. A differenza, però, di altri colleghi, si è rimboccata le maniche e ha cambiato, ha sperimentato, ha tentato il tutto per tutto. E, alla fine, ha confezionato un programma adatto alla sua fascia oraria e alla rete su cui va in onda. Un programma che mixa sapientemente registri diversi, personaggi e epoche diversi, senza scadere nel noioso, nello stantio o nel trash. Ha sperimentato. E ha vinto.

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