Temptation Island – Ciavy, il ritratto del perfetto narcisista

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Più si guarda Temptation Island, più è chiaro che non si tratta di un semplice programma televisivo, bensì di uno spaccato di vita reale. Di una fotografia generazionale, di un’analisi sociologica di ciò che è la realtà fuori dall’uscio di casa nostra, talvolta anche dentro. Le difficoltà di comunicazione che accomunano i concorrenti del reality di Canale 5 sfociano presto nel disagio. Una quantità talmente grande di disagio che chi guarda può sentirsi migliore e definirli sfigati, nel mentre ripetendosi la famosa frase: ‘A me non capiterebbe mai’.

Ed è proprio lì, in quel momento, tra un mai e un tweet caustico, che il nostro giudizio affilato dovrebbe lasciare il posto alla riflessione. Davvero a noi non accadrebbe mai? E, soprattutto, siamo proprio sicuri sicuri che le coppie siano rari esemplari di umanità e che non rispecchino, invece, la gran parte della popolazione bipede?

Andrea Maliokapis detto Ciavy ‘er Ciavatta’

Prendiamo un soggetto a caso: Ciavy. Siamo sicuri che la ex fidanzata Valeria sia l’unica donna incappata nelle grinfie di un tipo simile? Andrea Maliokapis detto Ciavy, affascinante almeno quanto le sue sopracciglia ad ali di gabbiano, ha scelto questo nomignolo per omaggiare il suo soprannome, Er Ciavatta. In dialetto romanesco significa pantofola, dunque pantofolaio, ma chissà che non si tratti di un nomignolo ironico, vista l’intensa attività di PR. Ciavy è approdato a Is Morus Relais insieme a Valeria, ventisettenne romana dalla somiglianza impressionante con Cristina Quaranta. Hanno accettato di partecipare perché assaliti dai dubbi sulla veridicità del proprio amore. (SPOILER: quando ci si chiede perché si sta insieme si è già al capolinea, ma questa è un’altra storia).

Dopo aver rammentato chi sono costoro, urge andare al nocciolo della questione: i rischi di innamorarsi di un narcisista. Eh sì, perché ciò che è emerso dal falò di confronto tra i due non è la fine di una storia d’amore, ma il risveglio di una donna succube di un uomo egocentrico, insicuro, innamorato di sé stesso, dunque incapace di amare un’altra persona. In una parola: il perfetto identikit del narcisista.

Dopo aver visto un video in cui Ciavy afferma di non essere innamorato di lei, seppur legato da affetto e stima, Valeria decide di lasciarsi andare a coccole e confidenze con uno dei tentatori. Al falò di confronto, Ciavy dà il meglio di sé.

Ciavy: ‘Valeria, hai fatto schifo’

‘Vale, hai fatto schifo. La dignità di donna dove ce l’hai? Hai fatto una gran figura di me**a, poi dici perché non sono innamorato’, chiede insistentemente, non lasciandola parlare. È una tattica ben precisa: ti insulto, instillo in te il senso di vergogna, dunque, il senso di colpa e, ancora una volta, ti potrò dire che io ho ragione e che tu sei quella sbagliata.

‘Ti prendi e ti abbracci dopo un giorno e mezzo, poi dici che non ti stimo. Hai fatto schifo, non c’hai una dignità’. Parole forti che, però, devono ancora raggiungere il climax. ‘Mi hai chiuso in casa per due anni, Ciavy’, dice Valeria, quasi a volersi giustificare per aver trovato un po’ di conforto in uno sconosciuto che non la faceva sentire sbagliata ogni due per tre.

‘Certo (che ti ho chiusa in casa, ndr). Esci in giro un attimo e vedi che combini? Devi caminare a testa bassa. Ma non ti fai schifo? Chi ti vuole?’. Ciavy è un fiume in piena: parla parla parla. Ma non dice nulla. Insulta per minare, pezzetto dopo pezzetto, la fiducia della compagna, della donna che gli sta accanto e che dovrebbe, invece, amare e rispettare.

Valeria prova a farlo ragionare, a spiegargli le motivazioni del suo atteggiamento. Gli urla la sofferenza e il dolore provati durante la loro storia, ma è costantemente interrotta. Nemmeno l’intervento di Filippo Bisciglia placa la sua logorrea.

La tattica del narcisista

La ragione è palese: attacca per non essere attaccato. In un angolo recondito della sua testa sa che se la lasciasse fiatare non saprebbe controbattere e ne uscirebbe distrutto. Meglio, allora, insultare e continuare a premere sul senso di colpa. Sulla distruzione della sua persona. Sul ripetere all’infinito ‘Fai schifo’, nell’intento che quell’insulto le si conficchi nel cervello e inizi a pensarlo veramente. Fino a chiedergli scusa per essere così guasta, così inadatta, così sbagliata. Fino a quando un giorno si sveglierà e si convincerà di non valere nulla e, dunque, di meritare i ripetuti cazziatoni.

‘Ti vedono da casa e ti prendono in giro, sei piccola così. Io esco alta, tu esci così piccola e mi dispiace per te. Se alcune cose non mi vengono più spontanee, è colpa tua’. Le invettive continuano, proseguono fino a quando Valeria parla ed è un fiume in piena.

La riscossa di Valeria

‘Io prima di entrare qui ero straconvinta di amarti, avrei dato la mia vita. In due anni mi sono fatta trattare da zerbino. Sono due anni che mi rinchiudi in casa e mi tratti come una maggiordoma. Mi metti in competizione con altre donne, mi hai fatto sentire piccola così. In una settimana un uomo mi ha corteggiato e mi sono sentita amata. Tu mi hai annullato. Io adesso qui ho riscoperto la persona che ero. In due anni non potevo più vedere gli amici, mi hai completamente annullato, eliminando le uscite con le amiche, a partire da una semplice passeggiata’.

Poi, si sfoga con Bisciglia e forse con sé stessa: ‘Io stavo a casa, mentre lui faceva quello che voleva e stavo zitta, lo perdonavo perché mi sentivo in colpa. Ero convinta di amarlo, ero convintissima, per me era tutto, perché se no una persona non si annulla così. Era un amore malato il nostro. Ho capito che non lo lasciavo per paura’.

Infine, l’iniezione di coraggio: ‘Io adesso mi amo. Sono due anni che mi critica, che mi insulta, che mi fa passare per quella che non sono. Ho capito che non posso perdere tempo con una persona che non mi ama’.

Fino alla fine, Ciavy non credeva che l’innamorata, annientata nel suo io, potesse alzare la china e scalciare. ‘Vediamo quanto resisti’, ha avuto l’ardire di pronunciare.

La nuova vita dopo l’incontro con un narcisista

L’augurio è che Valeria non ricada nelle grinfie del suo carnefice e riprenda in mano la sua vita. Sarà dura, durissima. Si dovrà ricostruire e, per riuscirci, dovrà dare fondo a tutte le sue energie.

Era un amore malato il loro, ed è lei stessa ad ammetterlo. E anche davanti all’evidenza, il prode Ciavy non accetta che sia lei a mettere un punto. ‘Tu l’hai fatto diventare un amore malato. Fai la pazza, che ti riesce bene. La dignità di donna dove ce l’hai?’. E alla fine, quando Valeria va via e lo lascia solo sul tronco davanti al fuoco, dice: ‘Guarda, Filippo, finalmente mi voglio un po’ bene. Da solo’. Rigira le carte in tavola, convinto così di salvarsi dalla pessima figura, ma non sa che ad uscire dal programma piccolo così è proprio lui.

Di uomini come Ciavy che trattano le donne come pezze, purtroppo, ne è pieno il mondo. Uomini forse non cattivi, ma talmente innamorati della propria persona da non riuscire ad amare nessuno all’infuori di loro stessi. Uomini che vogliono una donna senza carattere, una che dove la metti sta, che non li contraddica e che, anzi, li aduli. E se un giorno la donna provasse a esprimere la propria opinione o a reclamare un briciolo di libertà, ecco che l’amore entrerebbe in crisi. La storia imboccherebbe la via del declino.

Per il narcisista la donna, da dea e futura madre dei suoi figli, diventerebbe il peggior esempio di umanità. Incapace di comportarsi, di ragionare, di fare qualsiasi cosa, dunque di amare. E la donna, incredula davanti a un cambio repentino del proprio uomo, entrerebbe in una spirale perversa costellata di quesiti a cui non vi è risposta, ma lei non lo sa ancora.

Inizierà a chiedersi cosa ha fatto di così sbagliato per meritare insulti, critiche, rimproveri e improperi. Non troverà mai risposta e, dunque, quando la ricerca della verità l’avrà estenuata, ecco che inizierà a credere alla persona che ama. ‘Devo migliorare, forse sono sbagliata. Mi ama, dunque ha ragione lui’, e così via.

Intanto il narcisista succhia tutte le sue energie, fino a lasciarla esanime. E se lei dovesse rendersene conto e protestare, la risposta sarebbe sempre la stessa: ‘Sei tu che vedi queste cose, sei tu a non capire quanto ci tengo a te, sei tu a sbagliare, sei tu la responsabile’. Tu, tu, tu, tu.

Il narcisista non si mette mai in discussione, è perfetto così. Quasi sempre glielo dice anche la mamma, dunque è una verità inespugnabile. Nessuna donna potrà mai competere. La via di uscita per una donna incappata nelle grinfie di un narcisista è solo una: togliere il disturbo. All’inizio brucerà come una sconfitta e ci si sentirà perse, ma con l’andare del tempo ci si renderà conto che è il regalo più grande che possiamo fare a noi stesse. Valeria l’ha capito. Speriamo che non torni sui suoi passi.

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