Chiara Ferragni, Re Mida del terzo millennio

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Dopo i cinema, Amazon e la candidatura ai Nastri d’Argento 2020, Chiara Ferragni Unposted, conquista la televisione. Lunedì 12 ottobre il docu-film di Elisa Amoruso incentrato sulla figura di Chiara Ferragni, l’infuencer-imprenditrice digitale che ha sovvertito le regole della moda, sbarca in prima serata su Rai 2. A seguire, un’intervista rilasciata a Simona Ventura dal titolo ‘Fenomeno Ferragni’, in cui si racconterà a tu per tu con la conduttrice.

La candidatura ai Nastri d’Argento

La scorsa estate Chiara Ferragni Unposted è stato candidato ai Nastri d’Argento 2020 nella sezione documentari. Il docu-film sulla storia di Chiara Ferragni è stato un vero e proprio successo al botteghino e su Amazon Prime Video, la piattaforma incaricata della distribuzione. Uscito al cinema il 17 settembre 2019, ha anche segnato un record come documentario più visto nella storia del cinema italiano, incassando oltre 1.600.000 euro nei tre giorni di programmazione nelle sale.

Il documentario è firmato da Elisa Amoruso ed è stato presentato in anteprima a Venezia il 4 settembre dello scorso anno. Sin da subito, i giudizi sono stati contrastanti: la pletora di fan che la segue sui social – oltre 20 milioni di persone – ha adorato l’esperimento e l’ha fatta assurgere a modello cui aspirare. Parte della stampa, invece, ha definito Chiara Ferragni Unposted alla stregua di uno spot pubblicitario del personaggio e non un ritratto autentico e umano della persona.

Pregi e difetti di Chiara Ferragni Unposted

Dal nostro punto di vista, la verità sta nel mezzo. Certamente non è un film ed è vero che il racconto risulta patinato, come se le immagini fossero filtrate da uno dei tipici effetti glitterati di Instagram. Vi è un però. Chiara Ferragni Unposted è un documentario, la rappresentazione di una ragazza che ha costruito un impero sfruttando con intelligenza i social network e nel farlo ha scardinato le regole della moda e dello star system.

È ovvio che se sceglie di raccontare qualcosa in più di sé lo faccia per arrivare a una platea ancora più ampia e non per svelare verità nascoste o mostrare scheletri nell’armadio. È altrettanto vero che le difficoltà personali e professionali sono appena accennate e non scavano nel profondo, ma è ciò che si richiede a una bella storia. Non tutti vivono drammi e tragedie, non tutti partono da zero, non tutti devono affrontare un uragano prima che risplenda il sole. Ognuno ha la sua storia. Chiara Ferragni ha la sua ed è quella di una ragazza di buona famiglia che ha saputo sfruttare i mezzi a sua disposizione. Aspettarsi che racconti la favola di Cenerentola risulterebbe futile e pretestuoso.

chiara ferragni unposted

Il palmarès di Chiara Ferragni

Sarebbe utile, invece, soffermarsi sul fenomeno Chiara Ferragni, il Re Mida del terzo millennio. La candidatura di Chiara Ferragni Unposted ai Nastri d’Argento 2020 dimostra che questa ragazza di Cremona è capace di grandi imprese. L’eventuale premio cinematografico sarebbe stato solo una tacca in più al suo palmarès.

Firma una collaborazione con un brand di moda e la collezione va subito sold out. Sponsorizza dei biscotti e i supermercati si svuotano. Presenta la propria collezione di abiti e scarpe e il sito viene preso d’assalto. Ogni progetto lavorativo si rivela un successo. Per la gioia delle sue tasche e di coloro i quali investono sulla sua persona.

Impegnata nel sociale

La Ferragni, però, ha anche dimostrato di non essere solo lustrini e paillettes. Durante l’emergenza COVID-19, insieme al marito Fedez ha aperto una raccolta fondi che ha portato alla costruzione di un reparto di terapia intensiva in sole due settimane. Per tutta la durata del lockdown ha pregato i follower – 20 milioni, non duecento – di rimanere in casa e rinunciare a feste e aperitivi. Un messaggio scontato per molti, ma non per tutti, specialmente per gli adolescenti, propensi ad ascoltare più volentieri il proprio beniamino anziché i genitori.

Si espone su temi socialmente importanti e lo fa per qualsiasi causa le stia a cuore. Domenica 7 giugno è scesa in piazza a Milano per protestare contro il razzismo. Qualche settimana prima ha chiesto alle vittime di abusi di raccontare la propria storia e ha fornito una lista di centri a cui rivolgersi. Insomma, ci mette la faccia.

Sin dall’inizio della sua ascesa, poi, combatte con haters e critiche di vario genere, che, però, ha sempre respinto al mittente. Un ulteriore segno di intelligenza e di forza.

È un’imprenditrice e fattura con la sua immagine. Un lavoro come un altro, con la differenza che Chiara, qualsiasi cosa tocchi, la trasforma in oro. Una dote che occorre a pochi. E forse è per questo che, nonostante abbia ampiamente dimostrato di avere un cervello, continua a ricevere critiche e a essere spesso additata come nullafacente. Del resto, come disse Enzo Ferrari, in Italia ti perdonano tutto, tranne il successo.

Filo diretto con i followers

Chiara Ferragni trasmette messaggi positivi. Semplici. Diretti. L’amore per la famiglia è in cima alla lista delle priorità: il rapporto con Fedez e con il figlio Leone è il focus dello storytelling. Non dimentica la famiglia d’origine, in particolar modo il legame con le sorelle Francesca e Valentina e con la madre Marina Di Guardo. È orgogliosa delle persone che lavorano con lei e non esita a ringraziarle pubblicamente.

Predica l’amore verso gli altri, ma soprattutto verso sé stessi. Il suo motto è: ‘Sii la versione migliore di te stesso’. Un concetto banale, se si vuole, ma fondamentale. È difficile prevedere quale sarà la sua prossima mossa. L’augurio è che non scenda mai in politica: rischierebbe di perdere in autenticità.

Autenticità che viene spesso messa in discussione, ma che, invece, è frutto di un costante lavoro di costruzione che va avanti da circa dieci anni. Un decennio di filo diretto con il proprio pubblico, senza omissioni o paletti. Tutto viene messo su piazza, litigi coniugali inclusi, ma nulla assume mai contorni cupi o scabrosi. È vita quotidiana raccontata a una enorme platea.

Perché perseverare nella critica, dunque? Non è un esempio negativo, non è un esempio diseducativo, non arreca danno a chi va a curiosare sul suo profilo Instagram. E se proprio non si tollerano i successi della bionda trentatreenne, l’alternativa è a portata di mano, anzi di click: basta premere il tasto ‘non seguire più’ e il gioco è fatto.

Photo credits: Instagram

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