Diversity Media Awards 2021, le nomination per la scelta dei vincitori

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Sono state ufficialmente svelate le nomination per la scelta dei vincitori dei Diversity Media Awards 2021. Al grido di ‘We are humanity, I’m a multitude’, la sesta edizione dell’evento a tutela della diversità si concluderà in streaming il 22 luglio con tutti i nomi dei trionfatori. La scelta del vincitore per ciascuna categoria è dunque legata anche al numero di voti ricevuti online. I voti validi saranno quelli pervenuti sul sito ufficiale dell’associazione no-profit alla data del 25 giugno.

Chi vincerà i Diversity Media Awards 2021?

Come dichiarano dallo staff, i Diversity Media Awards (abbreviato in DMA) riconoscono premi per i personaggi ed i contenuti media che danno un forte contributo ad una ‘rappresentazione valorizzante della diversità’.

Le categorie per cui è possibile votare fino al 25 giugno sono quindi le seguenti. Si va dal Miglior Film, alla Miglior Serie TV Italiana e Miglior Serie TV Straniera, passando per Miglior Programma TV, Miglior Programma Radio e Miglior Campagna Pubblicitaria. Spazio, dunque, al Personaggio dell’anno, tra miglior Creator, Miglior prodotto digitale e Miglior Serie Kids.

Quali sono le nomination per le varie categorie?

  • Volevo nascondermi, Ferro, Non odiare, Le sorelle Macaluso e La vita davanti a sé (per la categoria Miglior film italiano);
  • Vivi e lascia vivere, Skam Italia, Summertime, Mental, We are who we are (Miglior serie tv italiana);
  • Little Fires Everywhere, Sex Education, Lovecraft Country, Unhortodox, Mrs America, Love, Victor (Miglior serie tv straniera);
  • Tu non sai chi sono io, Ogni mattina, Oggi è un altro giorno, Otto e mezzo, Cartabianca, Quello che è – Nuove storie italiane (Miglior programma tv);
  • Francesca, Goodbye Stereotipes, Hello Zerotypes, Un passo avanti, Senza età, Libera di osare (Miglior pubblicità);
  • Back2back, La versione delle due, Catteland, Forrest, Vittoria, Ora Daria (Miglior programma radio);
  • Ferragnez, Michela Murgia, Giovanna Botteri, Gianni Morandi, Claudio Marchisio, Elodie (Personaggio dell’anno);
  • Tia Taylor, Giulia Valentina, Luca Trapanese, Benedetta De Luca, Francesco Cicconetti, Nicole Rossi (Creator dell’anno);
  • Palinsesto femminista, Revenge porn e narrazioni problamatiche, Carlotta Vagnoli, Ma i disabili, fanno sesso?, Marina Cuollo, Gli italiani non sono razzisti, ma…AfroitalianSouls, I film e l’immagine che abbiamo degli altri, Will Media (Miglior prodotto digital);
  • Craiga, She-ra e le principesse guerriere, Kipo e l’era delle creature straordinarie, Elena, Diventerò presidente, Il club delle babysitter, The Owl house – Aspirante strega (Miglior serie kids).

Il voto teorico di Stinco di santo

Questo, per chi fosse curioso, il mio voto teorico in stile Stinco di santo: Ferro – Amazon Prime Video (per la categoria miglior film italiano); We are who we are – Sky atlantic (serie tv italiana); Sex education – Netflix (serie tv straniera); Otto e mezzo La7 (miglior programma tv); Libera di osare – Nuvenia (miglior campagna pubblicitaria); Ora Daria – Radio Capital (miglior programma radio); Giovanna Botteri (Personaggio dell’anno); Luca Trapanese (miglior creator); Palinsesto femminista – Irene Facheris (miglior prodotto digitale); Elena, diventerò presidente – Disney+ (miglior serie Kids).

La finale in streaming con Diego Passoni

Chi vincerà si scoprirà il 22 luglio in streaming sul sito dei Diversity Media Awards e sui principali publishers italiani, dove si potrà seguire la serata finale con Diego Passoni, conduttore al Teatro Franco Parenti di Milano.

Durante l’evento sarà premiato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver ‘promosso’, fanno sapere gli organizzatori dei DMA 2021, ‘i valori di una società realmente inclusiva’.

Le parole di Francesca Vecchioni sulla diversità

Il voting e l’evento segue anche alla presentazione in streaming del Diversity Media Report 2021. Parliamo dell’annuale ricerca sulla rappresentazione inclusiva nei media italiani, condotta da Diversity con l’Osservatorio di Pavia ed un team di esperti.

‘(…) La narrazione nostrana – dichiara Francesca Vecchioni, presidente di Diversity – tende a cercare giustificazioni per parlare di chi è differente da noi. Serve un racconto contemporaneo, intersezionale, più autentico delle diversità’.

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