La cucina, palcoscenico per chef e persone comuni

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Gli attuali palinsesti televisivi riservano ampi spazi ai programmi di cucina, che servono, come dire, cibo in tutte le salse. Vi sono persino canali tematici in cui la programmazione è scritta al servizio del cibo in tutte le modalità. Non è una novità dei nostri tempi. L’arte culinaria e l’enogastronomia italiana sono sempre state rappresentate in televisione, inizialmente con spazi riservati all’interno di alcuni programmi dedicati alle donne, uniche destinatarie dei preziosi consigli.

I primi programmi di cucina in Italia

Il primo programma di cucina aperto a tutti si ebbe negli Anni 70 con A tavola alle 7. Condotto da Ave Ninchi, è lì che nasce la prima sfida tra cuochi. Negli anni 80, TMC lancia la prima cuciniera televisiva, Wilma De Angelis, che, con i suoi quindici anni di TV ai fornelli, fidelizza un pubblico che scorre sempre più la passione per il cibo.

Da quegli anni in poi, le abbuffate teleculinarie aumentano e la televisione pullula di programmi di cucina. Oggi ce n’è per tutti i gusti: tradizionale, regionale, vegetariana, vegana, bio, fusion, mediterranea, orientale. In TV a tutte le ore della giornata, c’è sempre qualcuno che parla di cibo o spadella ai fornelli. La varietà è tale che ciascuno può trovare ciò che più lo aggrada. Di conseguenza, a casa c’è sempre qualcuno che si cimenta a rifare la ricetta suggerita dal cuoco o dal conduttore.

Che dire, un tempo si rifacevano le ricette della nonna, si tendeva a preservare le tradizioni familiari. Oggi, al di là dei programmi precipuamente dedicati alla tradizione, si riproducono le ricette dell’uno o dell’altro chef. In alcuni casi, la cucina sostituisce la tradizione familiare, sempre più rapiti dal respiro internazionale di alcune pietanze. Negli ultimi vent’anni, infatti, anche la cucina ha subito importanti trasformazioni. E’ cambiata la narrazione dell’arte culinaria, perlomeno in alcuni casi.

La spettacolarizzazione della cucina

Lo spettacolo è entrato a gamba tesa in quello che era il regno della casa. Il cooking show oggi non è più mero appuntamento per suggerire, spiegare o consigliare una pietanza. La cucina diventa luogo da cui parte il racconto del protagonista, si dà spazio alla sua storia, si spettacolarizza lo stare ai fornelli.

Il cibo non è più l’elemento prioritario, ma diventa spesso accessorio alla storia. Persino nei cooking show, pur parlando di cibo, la ricetta talvolta scompare. Protagonista non è più l’ingrediente chiave, ma la persona che attraverso il piatto racconta sé stessa, la sua storia, a volte difficile, e che quindi colpisce la sensibilità dello spettatore.

In ogni caso, il cibo e l’enogastronomia, quindi la cucina, in qualsiasi modo venga raccontata, resta un punto fermo nei palinsesti televisivi. Uno spazio importante di cui il piccolo schermo non può più fare a meno e che funge da volano per trasformare gli chef in vere e proprie divinità. Uno spazio che assicura ascolti e a cui nessuno vuole rinunciare.

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