Maria Monsè e l’ostentazione della chirurgia estetica sulla figlia 14enne

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Mentre Vanessa Incontrada posava senza veli per Vanity Fair e l’opinione pubblica dava il via a un dibattito su quale sia la taglia giusta per poter affermare di aver abbattuto gli stereotipi, Maria Monsé portava sua figlia a rifarsi il naso. Innanzitutto, specifichiamo chi è Maria Monsè: showgirl, ex concorrente del GF VIP 3, da oltre dieci anni presente in televisione nelle vesti di opinionista, prevalentemente a Pomeriggio Cinque.

Costei è balzata agli onori della cronaca per aver concesso alla figlia Perla Maria, 14 anni, di rifarsi il naso. Un intervento non di chirurgia plastica, ma di chirurgia estetica, ci tiene a precisare sia nel salotto di Barbara D’Urso sia sul suo profilo Instagram. Inoltre, il prima e il dopo è stato documentato con dovizia di particolari sulle pagine del settimanale Nuovo.

Dunque, mentre da una parte si prova a sdoganare la bellezza con le sue imperfezioni, dall’altro si dà lustro a una ragazzina appena adolescente che non ama il proprio naso e decide di rifarselo. La vicenda riporta alla mente la puntata di Beverly Hills 90210 in cui Kelly Taylor torna dalle vacanze estive con un nasino alla francese. Erano gli anni ’90 e nel pacchetto del sogno americano era compresa anche la chirurgia plastica per essere più belli, più piacenti, più popolari.

La responsabilità di stampa e televisione

Peccato che in questo caso non si tratti di un telefilm, bensì di vita vera. In un momento storico in cui si polemizza per qualsiasi cosa, si fa ricorso alle lotte femministe, al patriarcato, al Moige, al Codacons, eccetera eccetera, nel silenzio più assoluto una showgirl è invitata in televisione a raccontare dell’intervento al naso della figlia.

Senza voler fare i bacchettoni, ci chiediamo: cosa sta succedendo? Vivere in una società aperta e libera non significa abbattere qualsiasi paletto e poter dar voce a chiunque per diffondere qualsiasi messaggio. Si discute tanto della responsabilità della televisione e dei mezzi di comunicazione in generale in merito al culto dell’immagine e poi si dà spazio alla chirurgia estetica su una minorenne?

Vendere l’operazione di rinofiller al pari di una normale passeggiata dall’estetista per una ceretta è pericoloso. Elogiare il ricorrere alla chirurgia come panacea per disagi evidentemente più profondi è sbagliato, specialmente se fatto a telecamere accese.

La copertina di Maria Monsè insieme alla figlia

Altrettanto grave è posare per la copertina di un settimanale con una foto del prima e dopo, come se fosse normale. Non lo è, cara Maria Monsè. Non è normale che una ragazzina di quattordici anni si rifaccia il naso. Ancora di più, non è normale che televisione e stampa diano spazio a una scelta che, se proprio necessaria, dovrebbe rimanere privata. Il rischio emulazione è altissimo e non può essere giustificato in nome di un punto di share o di una manciata di copie vendute in più.

Due pesi e due misure

Qualche mese fa, la direttrice di Gente è finita sotto accusa per un’altra copertina discutibile, ovvero quella che ritraeva la figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi con il volto oscurato – in quanto minorenne – e il sedere in primo piano. Titolo: ‘È la gemella di mamma Ilary’. In quel caso, pioggia di polemiche, articoli indignati, proteste da più parti.

Stavolta, invece, tutto tace. Tutto giustificabile. Tutto normale. Come se fosse normale far passare il messaggio che se una ragazza in piena adolescenza non si accetta, si va dal chirurgo. Invece di insegnare ai giovani la bellezza dell’imperfezione e dell’unicità (non solo fisica, ma soprattutto di pensiero), si regalano loro iniezioni di botox.

Forse, prima di portare i figli dal chirurgo, bisognerebbe insegnare loro che l’accettazione di sé è un percorso lungo e talvolta doloroso che va affrontato per crescere. E che un bisturi o una punturina non sono sufficienti a colmare insicurezze più profonde. Infine, sarebbe bene che la televisione si assumesse le proprie responsabilità e abbandonasse, una volta per tutte, l’ipocrisia di cui è intrisa. Ma forse è chiedere troppo.

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