Matilda De Angelis, Aurora Ramazzotti e la lotta al body shaming

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Una nuova generazione di artiste donne si affaccia alla scena pubblica con coraggio e senza filtri. Matilda De Angelis e Aurora Ramazzotti sono i due nomi prominenti di una battaglia recente e sempre più importante: body positive in risposta al body shaming. Entrambe, infatti, si sono mostrate acqua e sapone su Instagram, raccontando e evidenziando le proprie debolezze, trasformatesi in punti di forza. Una scelta scontata? Tutt’altro, specialmente nella società dell’immagine in cui i filtri diventano il mezzo per l’accettazione.

Il fine è, ça va sans dire, la perfezione. Mostrarsi perfetti, privi di difetti, con corpi e facce piallati, scolpiti, tendenti al patinato. Se, però, nella vita social basta scegliere il filtro e la sfumatura giusti per migliorare la pelle, allungare il naso e alzare gli zigomi, in quella reale le insicurezze rimangono e scalpitano.

Una scelta coraggiosa, ma necessaria

Ed è qui che entrano in gioco Matilda De Angelis e Aurora Ramazzotti. 25 anni la prima, 24 al seconda, sono tra le giovani artiste nostrane più apprezzate. Sui social, così come in TV o sui set in cui lavorano, si sono sempre mostrate in tutto il loro splendore, perfette come i social – e non solo – richiedono.

Nel momento dell’apice della loro popolarità, però, pubblicano una foto senza filtri su Instagram. Mostrano il loro viso al naturale. Una scelta coraggiosa? Sì, perché entrambe combattono con una forma di acne abbastanza evidente. Una circostanza che colpisce migliaia, forse milioni, di donne, ma che ancora oggi è percepita in modo negativo.

Il messaggio di Matilda De Angelis

‘La mia pelle in questo film vi sembrerà pazzesca quando lo vedrete (se lo vedrete) al cinema. La verità è che non è così. Ricordatevi di non credere a tutto quello che vedete. Non ammazzatevi per raggiugnere canoni estetici che non esistono. Valete molto più di tutto quello e ricordate: siate gentili e pazienti con voi stessi’.

Matilda De Angelis pubblica una foto del suo viso, evidentemente colpito dall’acne, che lo rende diverso da quello a cui il pubblico è abituato. Qualche mese fa, Aurora Ramazzotti si è fatta portatrice di un pensiero speculare. ‘Troverò sempre assurdo che qualcuno possa ispirarsi proprio a me, che sono un disastro sia dentro che fuori. Ma allora, visto che ne ho la possibilità, sfrutterò questa stessa piattaforma che sa di perfezione per ricordarci che la perfezione non solo non esiste, ma non è neanche bella. Siamo belli noi, con le nostre cicatrici, e anche se sembra tutto un po’ cliché, a questo punto non c’è cosa in cui credo di più’.

Anche in quel caso, messaggio accompagnato da una foto acqua e sapone in cui Aurora mette in evidenza le sue imperfezioni. In pochi minuti, i rispettivi post rimbalzano di bacheca in bacheca e la loro presa di posizione scardina tutti i paletti.

La normalità come nuovo canone estetico

Dunque l’aspetto estetico non è tutto? No che non lo è ed è assurdo, quasi sconcertante, che ci sia stato bisogno di due giovani artiste per accendere un faro su un tema così importante. Si parla sempre più spesso di body positivity come risposta al body shaming, ma è evidente che il percorso da fare sia ancora lungo.

Per certi versi, Matilda De Angelis e Aurora Ramazzotti inaugurano un nuovo corso. Quello di normalità come nuovo canone estetico, fatto di autenticità, in cui le donne (ma anche gli uomini) non devono passare dal chirurgo per poter lavorare. Traslando nel mondo reale, rectius comune, una nuova epoca in cui ci si accetta per quel che si è. Autenticità è la parola chiave e la base da cui partire.

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