Radio Italia ORA, la maratona musicale e l’effetto nostalgia

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Il weekend del 27 e 28 giugno la musica è stata protagonista dello speciale Radio Italia ORA. In una maratona di 45 ore, decine di artisti si sono alternati alla guida della radio, raccontandosi e proponendo una selezione di brani e artisti italiani. Il fine ultimo era accendere i riflettori sulla precarietà dei lavoratori dello spettacolo, una tra le categorie più colpite dall’emergenza COVID-19.

Laura Pausini, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Jovanotti, Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Fiorella Mannoia, Diodato, Elodie, Paola Turci, Nek, Emma, Levante, Ligabue sono solo alcuni degli artisti che hanno tenuto compagnia giorno e notte ad ascoltatori e telespettatori.

Un ponte tra passato e presente

Una lodevole iniziativa, che riporta alla mente il passato. Gli anni, cioè, in cui la musica era davvero protagonista non solo nelle radio, ma anche sul piccolo schermo. Anni in cui giovani e meno giovani si approcciavano ai cantanti grazie al racconto che ne facevano i mezzi di comunicazione.

Erano tempi diversi, non esistevano le piattaforme digitali, lo streaming, i cantanti vendevano dischi e i concerti erano un vero e proprio evento. Sebbene la tecnologia abbia cambiato il corso degli eventi e accentuato la crisi della discografia, non si può negare che la musica raccontata in televisione mantiene pur sempre il proprio fascino. Almeno per chi appartiene alla generazione dei Millennials.

Il racconto di Radio Italia ORA

Radio Italia ORA ha costruito un racconto eterogeneo, assolutamente contemporaneo, nonostante le diverse età degli artisti coinvolti. Lo spettacolo era rivolto a tutti e chiunque poteva trovare il cantante o le canzoni più affini ai propri gusti. L’intento universale è stato subito evidente.

Affidare a Gianni Morandi la selezione dei cantanti indie ha dato il gancio per costruire un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Tra il passato dorato della musica e il presente, non sempre roseo e troppo spesso denigrato, ma non per questo non meritevole di attenzione.

I tempi cambiano, i gusti del pubblico pure. Così è sempre stato e sempre sarà. L’augurio è che la televisione torni a riscoprire l’importanza della musica come protagonista del racconto. MTV ha fatto scuola e per oltre un decennio ha permesso a intere generazioni di scoprire artisti.

Le difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria

In questo momento storico, la musica fatica a ripartire, specialmente per quanto concerne le attività live. I prossimi mesi vedranno qualche concerto in cartellone, ma l’indotto resta comunque fortemente azzoppato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria. Ecco, dunque, che la televisione, quindi i social e i mezzi di comunicazione in generale, potrebbero e dovrebbero pensare a soluzioni alternative. Sperimentare nuove forme di racconto. L’idea di Radio Italia ORA è assolutamente pregevole e non anderebbe riposta in un cassetto, anzi, andrebbe assolutamente sviluppata.

Certo, riproporre oggi la vecchia MTV risulterebbe nostalgico, anacronistico, dunque fallimentare, ma il concerto del Primo Maggio, i Wind Music Awards, Techetecheté e qualche prima serata non sono sufficienti a placare la sete di musica in coloro i quali vedono in essa una compagna di vita.

 

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