Raffaella Carrà, femminista elegante silenziosamente ‘rumorosa’

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Nei giorni successivi alla scomparsa di Raffaella Carrà, in milioni abbiamo saccheggiato filmati, interviste, balletti, qualsiasi briciolo di testimonianza della sua infinita carriera artistica. Tra un Tuca Tuca e una Canzonissima, ho riguardato l’intervista rilasciata a David Letterman il 10 marzo 1986. Sì, David Letterman, il re del late show statunitense.

‘La mia prossima ospite è la conduttrice del programma più popolare in Italia, Buonasera Raffaella’, annuncia Letterman. Nel presentarla la paragona a Johnny Carson e Ed Sullivan, due celebri conduttori statunitensi. Prima di iniziare l’intervista, però, Raffaella Carrà, puntualizza: ‘Sono uomini, io sono una donna. Avrebbe potuto paragonarmi a Ann-Margret o Barbara Walters, ma sono solo Raffaella Carrà’.

Un coraggio non da poco, considerando che in quel momento la Raffa nazionale sedeva al cospetto di uno dei più grandi presentatori americani. Questa piccola ribellione, però, è solo l’assaggio di un’intervista molto significativa, condotta con grande maestria sul filo dell’ironia.

‘Guadagni tanto in Italia?’, chiede Letterman. ‘Sì’, risponde la Carrà, ‘pago le tasse ed è una vittoria delle donne perché prima si arricchivano solo gli uomini, adesso anche noi iniziamo a fare lo stesso’. Poi parte una trattativa per avere David Letterman ospite in Italia nella nuova stagione del programma. Un pungente botta e risposta che mette in evidenza le qualità artistica dei due.

Una femminista

L’intervista di David Letterman a Raffaella Carrà è del 1986. Riguardarla oggi, alla luce dei cambiamenti contingenti, sottolinea, ancora di più, la grandezza dell’artista scomparsa. Oltre al talento, all’eleganza e al garbo, una dose enorme di libertà. Una libertà sempre ricercata e sempre applicata alla propria vita.

Negli anni ’80 Raffaella Carrà era femminista senza fare proclami. Non esistevano i social, ma i giornali e la TV sì. Ciononostante, non ha mai sfruttato la sua immagine pubblica per fare rumore. Il rumore lo faceva con i fatti, con la sua personalità, con il suo lavoro e con le sue risposte alle domande di qualsiasi genere. Far notare a David Letterman lo scivolone nella presentazione non è da tutti: in molti si sarebbero prostrati senza avere l’ardire di andargli contro. Eppure, la Carrà lo fa. Con dolcezza e gentilezza, ma anche fermezza: sono una donna e voglio essere riconosciuta come tale. Chapeau.

E’ stata una femminista anticonformista, una definizione che sembra quasi un ossimoro, ma tant’è. La sua battaglia per la parità l’ha combattuta da sempre e lo ha fatto con eleganza e sobrietà, il modo migliore per fare rumore veramente.

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