Christian De Sica, i 70 anni dell’attore simbolo di un’epoca

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Il 5 gennaio 2021 Christian De Sica compie 70 anni e da più di cinquanta fa parte del mondo dello spettacolo italiano. Buon sangue non mente per il figlio di Vittorio De Sica, uno dei padri fondatori del neorealismo italiano, e dell’attrice spagnola Maria Mercader. Con la sua lunga carriera, infatti, smentisce l’assunto secondo cui i figli d’arte vengano penalizzati sul lavoro, sicché non pareggeranno mai il successo del genitore.

Christian De Sica è attore, comico, regista, cantante, insomma, per semplificare, un completo showman. Un uomo di spettacolo che con il suo mezzo secolo di carriera, ha caratterizzato tanto il cinema, un po’ meno la televisione.

Christian De Sica, simbolo dei cinepanettoni

Decine di film al suo attivo, moltissimi dei quali successi al botteghino. Inaugura i cosiddetti cinepanettoni, ne è la figura simbolo e, presto, i titoli in cui recita diventano un appuntamento fisso al cinema nel periodo natalizio. Per decenni ha fatto coppia fissa con Massimo Boldi, salvo poi allontanarsi, per poi riprendersi in tempi recenti e ricostituire, così, il sodalizio artistico.

La sua figura attoriale si adagia, quindi, su pellicole leggere, ridanciane, comiche, costruite ad hoc per coinvolgere l’intera famiglia e assicurarsi un buon incasso. Christian De Sica, però, non è solo leggerezza e comicità. Ha una grande capacità recitativa che i cineasti del panorama italiano potrebbero sfruttare meglio, a vantaggio proprio e del cinema.

Il Nastro d’argento per Il figlio più piccolo

Non va dimenticata la sua presenza in pellicole di prestigio, una tra tutte Il figlio più piccolo di Pupi Avati, per il quale vince il Nastro d’argento come Migliore attore protagonista. Come dire, dategli ruoli impegnativi e De Sica saprà mettere a frutto ciò di cui è capace.

Oltre a essere un attore, è anche un valente showman. Sa ballare, sa cantare, sa presentare. Eppure, non è mai stato sfruttato abbastanza dalla televisione italiana. È un artista che, se fosse vissuto in America, dove la poliedricità è d’obbligo e viene riconosciuta, avrebbe avuto più possibilità di esprimere le sue credenziali.

Non investire sul potenziale degli artisti è un grande limite dello spettacolo italiano: una volta affidato un ruolo, una caratterizzazione di specie, si resta come avvinghiati senza possibilità di esplorare altro.

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