Il trionfo di Amadeus a Sanremo 2020 e il solito carro dei vincitori

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Il Festival di Sanremo 2020 ha chiuso i battenti e il trionfo di Amadeus è ciò che ricorderemo maggiormente di questa settantesima edizione. Record di ascolti, record di durata, record di pubblico giovane e laureato, record di tutto. Si potrebbe paragonare Amadeus all’asso piglia tutto e, come sempre accade quando si assiste a un trionfo, in tanti, tantissimi, sono pronti a salire sul carro dei vincitori.

Sanremo 70 è iniziato martedì 4 febbraio e, fino a poche ore prima che la lucetta rossa si accendesse, pubblico e gran parte degli addetti ai lavori erano schierati contro il conduttore. Le frasi sessiste, la presenza di Rula Jebreal, i cantanti in gara, i cachet degli ospiti: tante, troppe polemiche che hanno serpeggiato su quotidiani, settimanali, testate online e social network per diverse settimane.

Dalle accuse al trionfo di Amadeus

Alle accuse Amadeus ha sempre risposto con il silenzio. Ha accettato la responsabilità di un’edizione difficile e ha costruito uno spettacolo televisivo degno di essere definito tale. Ha lavorato sodo, non ha mai risposto alle provocazioni e i risultati sono arrivati. Ha dimostrato di essere un professionista.

I detrattori, invece, hanno dimostrato di non conoscere la lingua italiana, di non saper fare l’analisi del testo e di creare polemiche per il puro gusto di farlo.

Il Festival di Sanremo 2020 è finito e la Rai ha portato a casa un Sanremo da record, sotto tutti i punti di vista. Un vero e proprio trionfo, come non se ne vedevano da decenni. Ciò che incuriosisce, che colpisce e quasi fa sorridere è il dietrofront dei più nei confronti del conduttore.

‘Chissà come andrà, sicuramente sarà un flop, Amadeus non è adatto, a me non piace, non ha avuto rispetto per le donne, il Festival va boicottato’. I giudizi preventivi espressi nei confronti del padrone di casa sono stati molteplici e di varia natura.

I risultati record di Sanremo 2020

Dopo il debutto sfavillante di martedì sera, gli animi si sono placati, ma vi erano ancora colori i quali confidavano nel calo fisiologico della seconda serata. Invece, record. Un record dopo l’altro, una crescita mai vista prima.

Il ‘sessista incapace’ Amadeus ha dimostrato di essere bravo e ha impartito una grande lezione ai detrattori. Sin dall’inizio, si è scusato, ha specificato che non era sua intenzione sminuire le donne, ha sempre risposto a tutte le domande, anche le più banali o pretestuose, ha mostrato serenità e, soprattutto, ha sempre ringraziato. Non ha mai perso le staffe e agli attacchi ha risposto con i risultati.

Anche quando, domenica mattina, alla conferenza stampa di chiusura, lo accusano di non aver ringraziato abbastanza l’ex direttore di Rai1 Teresa De Santis, il conduttore fa notare di aver ringraziato tre persone: l’amministratore delegato Fabrizio Salini, il presidente di Rai Pubblicità Antonio Marano e, appunto, l’ex direttore di Rai1 Teresa De Santis.

In suo soccorso è intervenuto il nuovo direttore di rete Stefano Coletta, il quale ha chiosato: “La stampa non deve veicolare pettegolezzi da condominio”.

Ecco, se Amadeus merita un Oscar come migliore attore protagonista/regista, Coletta merita di diritto una statuetta come migliore produttore/sceneggiatura. Specialmente perché, dopo settimane di attacchi e invettive di alcun genere, sfociati in una facile gogna mediatica, i successi di Amadeus sono stati festeggiati da scroscianti applausi provenienti da più parti: colleghi, giornalisti, opinionisti, tutti impegnati a fare un passo indietro (stavolta sì!) rispetto alle proprie posizioni di qualche settimana fa e, soprattutto, a salire sul carro dei vincitori.

Il carro dei vincitori

Certo, perché il punto è proprio questo. La mancanza di coerenza. Domenica mattina, in conferenza stampa, Amadeus è stato accolto da un applauso scrosciante. Applauso meritatissimo. Ci si chiede, però, perché questo attestato di stima sia arrivato soltanto dopo gli evidenti successi. La stima dov’era, quando decine di colleghi e testate mandavano avanti un riprovevole linciaggio mediatico?

Salire sul carro dei vincitori è facile, ma anche vergognoso. Sono decine gli addetti ai lavori – giornalisti, conduttori, opinionisti, persino personaggi anonimi frequentatori più o meno assidui dei salotti televisivi alla ricerca della ribalta – che si sono scagliati contro Amadeus e hanno proposto il boicottaggio del Festival di Sanremo.

Adesso, a bocce ferme, il ‘sessista incapace’ Amadeus è osannato da chiunque. Agli attacchi – inutili, pretestuosi e privi di fondamento – ha risposto impartendo lezioni di signorilità e dimostrando una professionalità al pari dei suoi predecessori.

L’intervento di Lucio Presta su Twitter

Nella giornata di lunedì, invece, il suo agente Lucio Presta ha affidato i suoi pensieri a Twitter: “Stamattina vado a ordinare un carro più grande, quello di serie non contiene più posti. E pensare che ad inizio viaggio eravamo comodissimi. Evidentemente molti son saliti all’ultimo momento. Mi è capitato spesso di vederla questa scena”.

La miglior risposta è quella che non si dà, è vero, ma dire la propria, ogni tanto, fa bene.

 

 

 

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