Raffaella Carrà, arriva il documentario prodotto da Fremantle

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A poco più di cinque mesi dalla scomparsa di Raffaella Carrà, Fremantle annuncia di aver acquisito i diritti internazionali per produrre un documentario. L’idea è di Alessandro De Rita (Head of Italian Documentaries), supportata da Andrea Scrosati (CEO Continental Europe).

Il documentario sarà basato sulla vita artistica della Carrà. Una carriera incredibile, foriera di innumerevoli successi sia in Italia sia all’estero. Raffaella, come la ricordano tutti, ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop, non solo italiana.

La Spagna, la sua seconda patria, l’ha idolatrata da sempre al punto da dedicarle una piazza subito dopo la morte. In Italia è stata avanzata la proposta di intitolarle l’Auditorium Rai del Foro Italico, ma ancora tutto tace. Nonostante il silenzio della burocrazia, la televisione l’ha omaggiata, ricordata, sottolineandone la caratura artistica e umana.

Raffaella Carrà non è stata ‘solo’ un’artista immensa che ha segnato un periodo storico contribuendo al progresso artistico di un Paese, ma anche una donna che con il suo sorriso, le sue parole e la sua professione si è fatta portatrice di tematiche fondamentali per una società moderna e civile. Un esempio su tutti, la condizione della donna anche sul piccolo schermo.

Raffaella Carrà e il cinema

Fremantle ripercorrerà la carriera dell’artista, dalla musica alla televisione, passando per il cinema. Era il 1965, infatti, quando ha affiancato Frank Sinatra nel film Il colonello Von Ryan. Successivamente è approdata in quella che è diventata la sua casa: la televisione.

Ecco, dunque, gli inizi a Canzonissima con Corrado, il programma che la fa conoscere al grande pubblico, diventando in poco tempo la star della televisione italiana. Parallelamente inizia la carriera da cantante con Forte Forte Forte, un album, pubblicato in 36 Paesi, che la consacra anche all’estero, in particolare in Spagna e in America Latina.

L’eredità artistica

Arriva poi il Tuca Tuca, il ballo che ha sconvolto le logiche televisive e aperto il dibattito sulla figura della donna in TV, non più relegata a un’immagine anacronistica, ma libera e contemporanea. Da lì in poi, la carriera della Carrà conosce un’ascesa inarrestabile. Il suo successo è senza confini, al punto da diventare per tutti semplicemente Raffaella. La televisione italiana le deve moltissimo e con la sua morte si trova a raccogliere un’eredità incommensurabile. Tutti gli omaggi che in futuro le verranno dedicati, infatti, non potranno pareggiare la ricchezza creata dall’icona assoluta dello spettacolo italiano.

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